Alimentazione a zona

Che cos’è e perché è efficace l’alimentazione a zona

Questo nuovo approccio di alimentazione detto “Zona” nasce negli USA nel 1995, grazie alla felice intuizione del Dr. Barry Sears, ricercatore americano dell’Università di Boston. Il cibo è l’unica medicina in grado di controllare la produzione degli ormoni dando salute e benessere psicofisico. Non ci sono rinunce da fare ma scelte più oculate dei cibi.

L’alimentazione a Zona è rivoluzionaria perché non si basa sulla privazione di alcuni cibi o sul contenuto calorico di essi. Richiede una consapevole scelta degli alimenti in tutti i pasti, spuntini compresi. Bisogna riabituarsi a combinare sempre carboidrati, proteine e grassi. Anche lo stile di vita è importante per raggiungere i benefici che la dieta a Zona promette di raggiungere. Il vecchio detto che “siamo quello che mangiamo” diventa oggi sempre più attuale. Il mangiare non va visto come un bisogno fisiologico da soddisfare in qualunque modo.

Perché mettersi a Zona

Non mettetevi a dieta solo perché volete dimagrire. La dieta deve servire per stare meglio. La Zona realizza quello che molti regimi alimentare promettono senza raggiungere:

  • migliora l’efficienza fisica e mentale
  • allunga la vita
  • normalizza il peso se sei in sovrappeso
  • riduce il rischio cardiovascolare
  • corregge i difetti del metabolismo (diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia)
  • riduce il carico infiammatorio in corso di artrite, fibromialgia, sindromi del colon irritabile, disbiosi, intolleranze alimentari

Non è una dieta ma uno stile di vita da mantenere per sempre.

Lo Stile di vita

Oltre a una terapia nutrizionale anti infiammatoria, e agli integratori come gli Omega3,  è fondamentale l’attività fisica da farsi almeno tre volte la settimana. Non esagerare perché se è troppa diventa dannosa. Aumenta lo stress e quindi l’infiammazione. E se puoi vuoi farti del bene ricorri a tecniche antistress quali yoga e meditazione.

La gestione dell’ambulatorio per il paziente a Zona

Il paziente che accede nel mio studio è valutato dal punto di vista internistico e funzionale per cogliere aspetti spesso sottovalutati:

  • Depurazione: il paziente viene detossificato con terapia omeopatica a secondo degli organi di drenaggio (emuntori) interessati. Se hai gonfiore alle palpebre, alle mani, alle caviglie, probabilmente il sistema linfatico e renale sono “intasati” da tossine. In tal caso il tuo rimedio ripristinerà la funzionalità compressa.
  • Flora batterica intestinale: in presenza di segni di disbiosi intestinale (gonfiore addominale, sonnolenza dopo pasto, diarrea o stipsi) eseguo purificazione intestinale con cicli personalizzati di pre e probiotici.
  • Acidità ematica (pH): il pH del sangue è neutro (valore 7,3 – 7,4), cioè né troppo acido né troppo alcalinico. Se è troppo acido l’organismo utilizzerà il fosfato di calcio, presente nelle ossa, per ridurre l’acidità. La conseguenza è una decalcificazione ossea che potrà condurre, nelle fasi non riconosciute, all’osteoporosi. Sintomi di acidosi: stanchezza fisica e mentale, cistiti e vaginiti croniche.
  • Alimentazione: tutti i più recenti studi accreditati riconoscono che l’alimentazione deve essere equilibrata e non ricca in carboidrati raffinati e grassi. Oggi in Italia la percentuale dei carboidrati introdotti è più del 65% delle calorie introdotte. Per bilanciare i picchi glicemici nel sangue userai carboidrati prevalentemente integrali, frutta e verdura. Ma aggiungerai anche proteine e grassi senza superare il 30%. I carboidrati non saranno oltre il 40%. L’unica alimentazione che attualmente mantiene queste premesse è la dieta a Zona. Studi osservazionali su alcune popolazioni della Terra più longeve come Sardegna, Ikaria in Grecia, Loma Linda in California, Okinawa in Giappone, hanno evidenziato percentuali tipiche della dieta a Zona.

Evita il fai da te. Rivolgerti al medico esperto e qualificato che sappia valutarti in modo olistico e non settoriale.

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Alimentazione a zona

Alimentazione a zona

La Dieta a Zona si differenzia dalla dieta Mediterranea per i macronutrienti che sono così rappresentati:

  • macronutrienti così rappresentati:
  • 40% di Carboidrati invece di 60%
  • 30% di Proteine invece di 20%
  • 30% di Grassi invece di 20%
  • gli alimenti sono a basso carico glicemico per non provocare picchi glicemici elevati
  • tutti i pasti sono assunti in associazione sinergica tra i macronutrienti
  • sono previsti 3 pasti giornalieri con almeno 2 spuntini
  • sovrappeso e obesità
  • malattie da alterazione dei lipidi (colesterolo e trigliceridi)
  • diabete
  • ipertensione arteriosa
  • malattie infiammatorie del colon
  • dermatopatie infiammatorie (acne, eczemi, psoriasi)
  • celiachia
  • intolleranze alimentari
  • malattie autoimmunitarie reumatiche e non
  • miglioramento delle prestazioni atletiche negli sportivi

Alcune domande frequenti sull’alimentazione a Zona

Un soggetto sano e senza problemi di peso che vantaggi avrebbe dall’alimentazione a Zona?
I benefici dall’alimentazione a Zona saranno legati a una miglior vitalità energetica, miglioramento delle performance muscolari e concentrazione mentale.

Se ci sono problemi di peso quanto si dimagrisce ogni mese?
La risposta è individuale dipendendo dal metabolismo e dall’attività fisica. La Zona garantisce una perdita regolare della massa grassa (FAT) e un aumento della massa magra (FFM)

Devo preoccuparmi del colesterolo alto?
Il colesterolo è un grasso presente nel sangue prodotto da noi per l’80% mentre un 20% dipende dai cibi assunti. Quindi l’alimentazione, al contrario che nei trigliceridi, ne influenza di poco la concentrazione nel sangue. E’ una sostanza grassa importante per il cervello, le membrane cellulari, produzione degli ormoni.

E se ho il colesterolo LDL (cattivo) alto devo assumere farmaci?
Avere il colesterolo LDL alto non basta per assumere farmaci. Bisogna richiedere il rapporto TRG/HDL il cui valore normale è 1,5. Oltre questo valore c’è un aumento delle piccole LDL e quindi il rischio di malattie cardiovascolari aumenta. Nel caso sia inferiore a 1,5 l’aumento è a carico delle grosse LDL che non sono dannose per l’organismo non provocando placche aterosclerotiche.

È vero che l’infarto non è dovuto al colesterolo alto ma alla glicemia elevata?
L’infarto è infatti legato ai pasti ricchi in carboidrati raffinati (pane, pasta) con conseguente iperinsulinemia e aumento degli eicosanoidi “cattivi”. Sono loro i killer dell’infarto. E’ l’infiammazione delle arterie, da aumento dell’insulina, che favorirà la formazione dei trombi e quindi l’infarto.

Il soggetto diabetico può giovarsi dell’alimentazione a Zona?
È indicata proprio in questi soggetti per diversi motivi. Dà un benessere generale con perdita di peso. Molti parametri ematici migliorano o si normalizzano, sino a poter ridurre o sospendere le compresse. Gli stessi benefici si hanno se si è affetti da ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia.
Non so da chi farmi seguire per l’alimentazione a Zona. La dieta a Zona è indicata sia nei sani sia nei soggetti ammalati.
È buona norma farsi seguire da un medico nutrizionista che sottoporrà a visita medica il paziente, ne gestirà le eventuali malattie associate. Dovrà saper prescrivere e interpretare gli esami di laboratorio necessari alla gestione del paziente. Se è un diabetico che assume l’insulina o gli antidiabetici orali si gestirà la terapia in corso. Il medico scelto dovrà avere una preparazione specifica sulla Zona, non essendo un metodo noto in Italia a tutti i nutrizionisti.

Nei soggetti in gravidanza ci sono limitazioni particolari?
No, salvo i blocchi che dovranno essere aumentati di 1 o 2 al giorno, in considerazione dello stato e del periodo della gravidanza. La dieta è ben equilibrata e non richiede integrazioni particolari, salvo gli acidi omega-3 che trovano indicazione proprio nella gravida per un miglior sviluppo del nascituro.

I 3 pasti e gli spuntini si possono modificare di quantità?
Sì. Se a pranzo avete avuto fame e avete trasgredito rimanendo in Zona, a cena potrete consumare 1 o 2 blocchi in meno. Gli spuntini vanno sempre consumati e in casi particolari, come nello sport, si può aumentarne il numero di blocchi. Vanno SEMPRE consumati, anche se non avete fame. Ricordatevi che in tal caso verrebbe compromessa la risposta insulinica.

Se ho spesso fame cosa vuol dire?
State sbagliando qualcosa. Probabilmente state assumendo più carboidrati rispetto al previsto. Consultate il medico nutrizionista che vi segue. Non dovreste infatti aver bisogno dello spuntino prima di 2 ore dal pasto.

Devo prendere integratori, oltre agli acidi omega?
La dieta, se eseguita correttamente, è equilibrata in tutti i suoi macronutrienti e non richiede supplementazioni particolari.

Faccio attività pesante per molte ore in palestra. Come regolarmi?
Fate uno spuntino mezzora prima di cominciare l’attività sportiva così da poterla svolgere senza problemi. I blocchi vanno concordati col medico spiegando il tipo di attività, se aerobica o anaerobica, frequenza settimanale. Non assumete integratori proteici oltre quelli previsti, perché la benzina proteica è già nella Zona.

È vero che con l’alimentazione a Zona non si deve più mangiare la pasta, il riso, il pane, la pizza, i dolci?
La trasgressione controllata I migliori carboidrati, a bassa carica glicemica, provengono dalla verdura e dalla frutta. Potreste, se ne vale la pena, trasgredire 1 volta la settimana o 1 volta al mese per la pizza. Consiglio di trasgredire con “raziocinio” cioè rimanendo in Zona.
Se mangiate la pizza che sia ricca in cibi proteici, bresaola, prosciutto, e non una margherita perché pensate sia meno calorica. Se la domenica vorrete consumare la pasta fatelo ma che sia ricca in proteine come ragù o pesce. Altrimenti aggiungete un antipasto con del prosciutto. I dolci sono permessi ma non esagerate. Utile che in quella giornata l’altro pasto serale abbia 2 blocchi in meno. Non dimenticate lo spuntino.

30% di grassi e 30% di proteine nella Zona non sono molte?
Per molti decenni si è creduto che mangiando pochi grassi e molti carboidrati (60%) saremmo stati più sani e senza problemi di peso. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e bisogna porvi rimedio. Userete i grassi prevalentemente monoinsaturi di origine vegetale (olio, frutta secca). Il grasso è necessario per l’assorbimento delle vitamine liposolubili (vitamina D), per rallentare l’assorbimento dei carboidrati e proteine del cibo, questo favorisce in senso di sazietà della Zona. La dieta priva di grassi in America ha creato un popolo di grandi obesi.

Quante calorie vanno consumate in media con l’alimentazione a Zona?
Bisogna dimenticarsi delle calorie perché sono una trappola per l’organismo. È noto che il cibo influenza la risposta sugli ormoni ma bisogna che associate sinergicamente i 3 macronutrienti. Basta consumare pasta a pranzo e secondo a cena. Abituate anche i vostri figli ad alimentarsi in modo più sano: avranno più energia e salute. E vedrete che così non avrete più fame e sonnolenza tra un pasto e l’altro.

Si guadagna facilmente peso con l’alimentazione a Zona come in tutte le diete?
Se state già pensando che, raggiunto il peso desiderabile, riprenderete a mangiare come prima la risposta sarà sì. Se avete deciso di intraprendere la dieta a Zona fatelo, ma dovrà diventare anche il vostro stile di vita futuro. Scoprirete di non essere in dieta e continuerete a godere della compagnia dei vostri amici, senza rinunce a vacanze o feste. L’importante “trasgredire rimanendo sempre a Zona”.

È vero che il latte va bevuto poche volte nella settimana?
Nonostante i controlli veterinari il latte risulta essere un alimento soggetto a sofisticazioni alimentari. Spesso sono state trovati ormoni, antibiotici, esotossine, provenienti dall’animale di allevamento. Il mito che senza latte le ossa diventano più fragili con osteoporosi è ormai stato tramontato.
Statistiche europee evidenziano che l’osteoporosi è spesso più diffusa in Paesi in cui se ne consuma in grandi quantità come la Finlandia o la Grecia. Il latte è un alimento acido che modifica l’acidità del sangue. Per tamponarla l’organismo richiama dall’osso i bicarbonati di calcio indebolendolo e rendendolo più fragile.
Ecco perché è più diffusa l’osteoporosi nei Paesi in cui se ne consuma di più. Nel tempo sempre più individui manifestano intolleranza al lattosio per carenza dell’enzima lattasi necessario alla sua digestione. Non dimenticatevi che il calcio è contenuto nelle verdure, frutta secca, pesce, formaggi, yogurt. L’osteoporosi si previene anche con l’attività fisica, con l’esposizione al sole. Controllate anche la vitamina D.

Quanta acqua bisognerebbe bere?
Bisogna bere almeno 2 litri di acqua naturale per idratare la pelle, le mucose, per la sudorazione, la respirazione, l’eliminazione di tossine e conservanti. Anche le feci, per essere ben conformate e fare massa, richiedono acqua altrimenti uno degli effetti sarà la stipsi.

È permesso bere vino, alcolici, aperitivi?
Gli alcolici derivano da cereali, frutta, zucchero altamente concentrato, con effetti iperglicemizzanti e conseguente aumento dell’insulina. Per quanto riguarda il vino rosso non ci sono problemi: è ricco di polifenoli, importante antiossidante cellulare, e poi 1 bicchiere da 120 cc. corrisponde a solo 1 miniblocco di carboidrati.

Quanti caffè posso bere al giorno?
La caffeina del caffè oltre ad essere stimolante per la corteccia cerebrale, aumenta la resistenza insulinica e conseguente diabete. Preso decaffeinato non dà alcun problema. Posso usare l’aspartame al posto dello zucchero? Meglio il fruttosio che non dà reazioni iperglicemiche. L’aspartame, oltre a dare cefalea, epatiti, astenia, a dosi elevate, vi lascerà la dipendenza da carboidrati e zuccheri. Vedrete che si possono gustare le bevande anche senza zucchero.