Alimentazione e Intolleranze nelle malattie reumatiche

 

Quale alimentazione e come curare l’intolleranza nei reumatismi

Le intolleranze alimentari nei pazienti  affetti da malattie infiammatorie croniche ed autoimmuni sono un problema sempre in aumento.  Vediamo come alimentarsi e il test da eseguire.


 L’alimentazione e le intolleranze nel malato reumatico

Durante il mio percorso di studi universitari l’alimentazione non veniva mai presa in considerazione. La cosa mi lasciò sempre perplesso visto che in molte malattie diffuse l’alimentazione era alla base della cura: mi riferisco a patologie come il diabete, l’ipertensione arteriosa, le cardiopatie, le insufficienze renali, le allergie, la gotta.

L’osservazione clinica nei pazienti reumatici con alimentazione controllata evidenziava però una migliore risposta alle terapie mediche e un miglioramento del benessere psicofisico. Erano gli stessi pazienti che mi riferivano un miglioramento della stanchezza e  un miglio controllo del dolore, eliminando certi alimenti a vantaggio di altri.


Le intolleranze alimentari

A questo punto decisi di approfondire meglio l’argomento partecipando a convegni medici ed incontrando esperti che da decenni conducevano ricerche sull’argomento.

Oggi esiste un test (il Recaller test) che è tra i più specifici nell’individuare l’intolleranza alimentare responsabile nei reumatici di una scarsa risposta alle terapie mediche contro il dolore. In questi pazienti il test individua due sostanze che chiariscono quali sono i gruppi alimentari responsabili dell’aumentata risposta infiammatoria. Essi sono:

  • Il Baff: anticorpi prodotti dal sistema immunitario intestinale infiammato
  • Il Paf: prodotto dalle piastrine del sangue con conseguente aumento delle citochine dell’infiammazione

Importanza del test

Il test permette di poter individuare gli alimenti che sovraccaricano il sistema immunitario (intolleranza alimentare) e correggerne il difetto. Come? Seguendo per alcuni mesi una dieta specifica detta “a rotazione”. In pratica in alcuni giorni i cibi intolleranti non si assumono mentre in altri giorni vanno inseriti a basse dosi sino ad aumentare sempre più sino al raggiungimento della tolleranza. Il test è eseguito nel mio studio prelevando poche gocce di sangue che sarà inviato al centro immunologico di riferimento (Roma, Università Tor Vergata).

Non solo dieta

La dieta da sola non basta. Bisogna avere l’accortezza da parte del medico di riequilibrare la flora batterica intestinale, coinvolto nella produzione degli anticorpi di difesa. Si useranno a seconda del paziente prebiotici e/o probiotici. Anche un drenaggio intestinale va eseguito per qualche settimana.

Quale alimentazione

Sull’alimentazione c’è molta confusione. C’è soprattutto molta improvvisazione non essendoci molti medici preparati sull’argomento. C’è la convinzione che per stare bene basta sospendere glutine o lattosio o lieviti. E questo è falso se non è supportato da un test attendibile che ne evidenzi il sovraccarico alimentare.

Altra nota dolente è l’abuso, spesso su consiglio di amici o medici improvvisati, che si fa di cereali, soia e altre farine alternative al frumento. Nel paziente reumatico bisogna tener conto che esiste un’alimentazione antinfiammatoria specifica che deve tenere sotto controllo l’insulina, ormone attivante la risposta infiammatoria.

Invece molti tendono ad alimentarsi utilizzando molti carboidrati, legumi, cereali con incremento dell’indice glicemico e quindi con aumento dell’insulina. Il reumatico è un paziente difficile perché affetto da patologia infiammatoria usurante: ha bisogno di una dieta equilibrata ricca in oligoelementi, ferro, calcio, vitamina D, proteine, omega-3, vitamina B12, folati.


L’alimentazione a Zona

Io consiglio la Dieta a Zona, scoperta circa 20 anni fa dal biochimico americano dr. Barry Sears. In pratica l’alimentazione si basa sull’utilizzo di cibi a basso indice glicemico per non incrementare la glicemia e di conseguenza l’insulina. Ma è anche necessario a tutti i pasti associare delle proteine al fine di attivare la produzione dell’ormone Glucagone. Solo così i carboidrati assorbiti saranno utilizzati dai nostri muscoli, cervello. Ed ecco che l’energia, il benessere psicofisico migliorano. Mancando le proteine si produrrà molta insulina con conseguente tendenza all’accumulo dei carboidrati in grasso sottocutaneo.

Conclusione

Mi sembra anche giusto concludere questo mio articolo avvertendo che l’alimentazione rappresenta un valido strumento, insieme all’attività fisica, nella gestione delle malattie reumatiche. Ma non è tutto. Così come nel diabetico o nell’iperteso che hanno sempre bisogno di farmaci. Rivolgetevi pertanto a medici competenti nelle malattie reumatiche e autoimmunitarie. E’ mia abitudine valutare sempre il caso singolo con tutte le patologie e stadiare lo stato della malattie reumatica.

Se necessario alla terapia non convenzionale si dovrà e si potrà anche associare la terapia convenzionale (cortisonici, antinfiammatori, immunosoppressori, biologici). Le malattie reumatiche sono malattie insidiose, spesso sottovalutate, ignorando che c’è un interessamento sistemico in grado di compromettere l’aspettativa di vita per l’aumento dell’incidenza delle malattie cardiovascolari.


Bibliografia

  • D. Smith, R.A. Gibson, P.M. Brooks: “Abnormal bowel permeability in ankylosing spondylitis and rheumatoid arthritis”, The Journal of rheumatology 2 (1985): 299-305.
  • Susan Blum: Autoimmunerkrankungen erfolgreich behandeln. Das 4-Schritte-Prgogramm für ein gesundes Immunsystem (“Trattare con successo le malattie autoimmuni. Il programma in 4 fasi per la salute del sistema immunitario”), Kirchzarten bei Freiburg, 2015, p. 73.
  • Lo afferma la nutrizionista Christina Alder: “Le intolleranze alimentari sono relativamente frequenti fra i malati di reumatismi. Evitare interi gruppi di alimenti come forma di prevenzione (per esempio latte o cereali) è sconsigliabile, perché può dare luogo a un apporto insufficiente di singole sostanze nutritive.” (Christina Alder: Alimentazione, Zurigo 2011, pp. 11-12)

dr. Giuseppe Bova – Reumatologo nutrizionista clinico

 

Articolo aggiornato il 17 Luglio 2018

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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