Artrite reumatoide: cause, cure, alimentazione

Ultimo aggiornamento

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria reumatica autoimmunitaria che colpisce le piccole articolazioni che diventano calde e dolenti. Il sesso femminile, età tra i 20 e i 40 anni, è il più interessato. L’erosione delle articolazioni e responsabile dell’anchilosi. E’ una malattia sistemica che coinvolge cuore, occhi, fibre nervose, polmone, pleura. L’artrite è una malattia infiammatoria e non va confusa con l’artrosi, patologia degenerativa tipica dell’età anziana. 

 


Indice


Le cause

C’è una predisposizione genetica del sistema immunitario che, dopo essere stato a contatto con un virus, aggredisce strutture normali e sane dell’organismo. I Linfociti T reagiscono con aumento con aumento delle citochine. Queste molecole provocano a livello articolare erosioni o  infiammazioni a carico di alcuni organi con evoluzione verso  l’infarto del cuore, ictus, cecità, coliti.

La prevenzione

La diagnosi di artrite reumatoide è tardiva secondo l’associazione ANMAR . In media passano anche 2 anni. Già dopo 2 anni nel 10% dei casi si registra uno stato di invalidità permanente. Nel 30% dopo 5 anni di malattia.

 I sintomi dell’artrite reumatoide

I sintomi articolari sono quelli tipici delle artriti:

  • gonfiore articolare da versamento
  • calore e rossore cutaneo
  • dolore
  • impaccio articolare mattutino superiore a 1 ora al risveglio
  • stanchezza, legata all’anemia
  • disturbi digestivi da farmaci o da infiammazione intestinale

La diagnosi di artrite reumatoide

Come per tutte le malattie reumatiche la diagnosi di artrite reumatoide è prevalentemente clinica.  Gli esami di laboratorio che indirizzano verso la diagnosi sono:

  • Ves
  • PCR
  • Fattore Reumatoide
  • anti-CCP
  • ANA
  • C3, C4
  • Elettroforesi proteica
  • Emocromo con formula

Gli esami radiologici

Nelle forme iniziali l’esame più attendibile rimane l’ecografia power-doppler. In seconda battuta si può  ricorrere alla RMN. L’esame radiologico tradizionale è utile solo nelle forme avanzate per valutare la presenza di erosioni o deformazioni articolari.

Terapia farmacologica

Le cure dipendono dallo stato clinico della malattia. Va personalizzata a seconda che si tratti di una di queste forme di artrite:

  • iniziale
  • acuta
  • cronica
  • evolutiva

Nel paziente reumatico distinguiamo due tipi di terapie farmacologiche:

  1. Terapia sintomatica
  2. Terapia di fondo per rallentare la progressione di malattia

Terapia sintomatica

È rappresentata dai FANS e dagli analgesici. Anche gli steroidi fanno parte della fase iniziale o in caso di ricadute. L’uso di questi farmaci è molto controverso per gli effetti collaterali. In alcuni casi basse dosi sono in grado di contrastare la malattia e prevenire le complicazioni.

Terapia di fondo

Come ho più volte detto le malattie reumatiche sono malattie croniche evolutive. Quindi è sempre necessario aggiungere i farmaci DMARDS, farmaci antireumatici che modificano la malattia. Agiscono sul sistema immunitario con un’azione immunoregolatrice o immunosoppressiva, a seconda dei casi.

A seconda della fase di malattia useremo:

  1. Immunomodulatori
  2. Immunosoppressori

Farmaci immunomodulatori :

  • Idrossiclorochina (Plaquenil)
  • Sulfasalazina (Salazopyrin En)

Azione: modulano l’iperstimolazione dei Linfociti T riducendo il rilascio di sostanze infiammatorie circolanti. Sono farmaci utilizzate nelle forme di malattie all’esordio o che non siano aggressive.

Farmaci immunosoppressori. Si dividono in:

Antimetaboliti: Usati in passato nel rigetto da trapianti si sono dimostrati efficaci ad immunosopprimere le reazioni autoimmunitarie infiammatorie. Tra i più noti:

  •  Azatioprina
  • Methotrexate
  • Leflunomide (nome commerciale “Arava”)
  • Ciclosporina
  • Micofenolato Mofetile (nome commerciale “Cellcept”).

Farmaci biologici

Sono dei farmaci specifici ad agire su alcune cellule o strutture delle malattie reumatiche interessate. Sono stati ottenuti grazie ai progressi della biotecnologia. Trattasi di proteine già presenti nel nostro organismo e che vengono modificate. Il loro compito è di “riprogrammare” il sistema immunitario ad attaccare determinate cellule responsabili dell’attività infiammatoria. Con questa riprogrammazione gli anticorpi riconoscono ed attaccano sole cellule realmente modificate dalla malattia e le inattivano. Nel caso dell’artrite reumatoide saranno neutralizzate le citochine pro-infiammatorie rilasciate dalle cellule infiammate, in modo da bloccare l’infiammazione.

  • Classificazione:

Inibitori del fattore di necrosi tumorale FNT:

  • Certolizumbab
  • Etanercept
  • Adalimumab
  • Infliximab

Inibitori dell’interleuchina 1:

  • Anakinra

Inibitori dell’interleuchina 6:

  • Tocilizumab

Inibitori di sostanze che attivano i linfociti T:

  • Abatacept

Cure alternative nell’artrite reumatoide

ginnastica di gruppo in piscina

Le cure omeopatiche, omotossicologiche, si sono dimostrate utili solo sul dolore e nelle forme iniziali di malattia. Non ci sono studi attendibili circa l’efficacia nel contrastare l’evolutività dell’infiammazione cronica.
Come sintomatici i più usati sono:

  • Ribes Nigrum
  • Artiglio del diavolo
  • Boswellia
  • Omega 3
  • Ribilla

Alimentazione nel paziente con artrite reumatoide   

Spesso è lo stesso paziente a scoprire che eliminando alcuni cibi sta meglio fisicamente con migliore tollerabilità del dolore. Sempre più spesso sono gli articoli che vengono pubblicati sul rapporto che c’è tra ipersensibilità alimentare e infiammazione silente. E’ di recente che le Adipochine, ormoni regolatori della produzione del grasso, siano coinvolte nelle malattie reumatiche oltre che in quelle immunitarie. Per impostare un corretto piano alimentare antinfiammatorio è utile eseguire un test attendibile che riconosca gli anticorpi coinvolti nell’infiammazione da cibi. Essi  sono:

  • Baff
  • Paf

Anche un’alimentazione ricca di pesce, omega3, povera in carboidrati raffinati, può dare dei benefici. Infatti così aumentano le concentrazioni di EPA, DHA, ALA e GLA con riduzione dello stato infiammatorio nell’artrite reumatoide. E’ buona norma consumare pesce azzurro almeno 3 volte la settimana in quantità adeguate. Se questo non è possibile integrare con Omega3 alla dose di almeno 2 grammi giornalieri.

Rivolgetevi sempre ad un medico esperto nei piani alimentari antinfiammatori: trattasi della dieta a Zona, l’unica secondo le ricerche scientifiche attuali, a controllare gli ormoni dell’infiammazione: insulina e glucagone.

Fisioterapia e supporto psicologico

Il paziente con artrite reumatoide va spesso incontro a complicazioni secondarie quindi il problema andrebbe affrontato in modo olistico ed in collaborazione con altri specialisti. Vanno spesso trascurati in questi pazienti alcuni elementi non certo trascurabili come:

  • la fisioterapia
  • il supporto psicologico

Le strategie di cui sopra hanno dimostrato che, se sono correttamente applicate, sono in grado di rallentare la progressione della malattia che rimane in ogni caso cronica.

Avvertenze per i pazienti reumatici

L’artrite reumatoide non va mai trascurata anche nei momenti di benessere. C’è il rischio di avere lesioni irreversibili articolari e sistemiche.

Se un vostro familiare, anche giovane, presenta dolori strani per l’età fatelo vedere dal medico specialista per escludere una forma di artrite familiare.

Condividete i vostri problemi con gruppi di aiuto gestiti da malati reumatici: in Italia abbiamo molte organizzazioni come:

La condivisione della propria esperienza e l’aiuto degli altri aiuterà sicuramente a ritrovare una vita normale e con un sorriso in più nonostante la malattia.

Contattami per maggiori informazioni

Bibliografia

Condividi questo articolo:

Dottor Giuseppe Bova

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

Vuoi saperne di più o fissare una prima visita?

Lascia un commento