L’artrosi anche nei giovani. Colpa del metabolismo

Uno stile di vita sano per il cuore protegge anche dall’artrosi

obesita-artrosiDimostrato il nesso tra problemi di peso e aumento dell’incidenza delle malattie cardiovascolari e malattie reumatiche autoimmunitarie.

Rapporto tra artrosi alle mani e sindrome metabolica  

I soggetti con sindrome metabolica hanno un’incidenza di artrosi alle mani superiore rispetto i sani. La sindrome metabolica è caratterizzata dall’associazione di ipertensione arteriosa, obesità prevalentemente addominale (nel maschio l’addome ha una circonferenza superiore a 94 cm. e nella donna oltre 80 cm.). Se sono presenti 3 di queste affezioni il rischio aumenta sino a 10 volte. Con queste premesse va riconsiderata la classificazione dell’artrosi. Oggi riconosciamo:

  • artrosi post-traumatica, spesso dopo incidenti
  • artrosi giovanile prima dei 45 anni
  • metabolica associata alla sindrome metabolica, spesso giovanile
  • artrosi da sovraccarico in obesi

L’importanza della prevenzione

Viste le premesse l’artrosi si può e si deve prevenire. Basta col solito fatalismo che chi “c’è l’ha se la deve tenere”. Non va considerata solo malattia dei vecchi. Vanno esaminati e corretti i fattori di rischio e lo stile di vita. L’attività fisica regolare, un’alimentazione sana, lo yoga, le cure termali, sono tutti elementi che hanno dimostrato un ruolo importante nella prevenzione e cura.

Obesità, adipochine, osteoartrosi della mano

Nel numero recente della rivista Arthritis Research & Therapy, il dr Massengale e colleghi hanno indagato l’associazione tra leptina, adiponectina e l’osteoartrite della mano. Tanto più elevati erano i livelli di questi ormoni tanto più aumentava l’incidenza dell’azione erosiva a carico delle cartilagine articolare.

Studi in corso stanno valutando il ruolo delle adipochine nell’incidenza delle malattie cardiovascolari, di solito aumentate in questi soggetti.

Si potrebbe ipotizzare un’azione di stimolo nella formazione di placche aterosclerotiche che successivamente limitano il flusso di sangue sino a compromettere la nutrizione della cartilagine.

Le allergie, infiammazione e controllo del peso

Le allergie alimentari, infiammazioni e problemi di peso sono strettamente collegati. Mangiare alimenti a cui si è allergici causano un aumento degli ormoni della ghiandola surrenalica, il cortisolo, che aumentando la glicemia ne aumenta la secrezione dell’insulina. L’ alto livello di insulina influenza il corpo che anziché bruciare per produrre energia, cominciare ad accumulare in grasso di deposito.

Quantità elevate di grasso corporeo promuovono l’infiammazione ed esacerbano, oltre che le allergie, anche i problemi articolari presenti.

Lo stato infiammatorio neutralizza l’azione della leptina con aumento dell’appetito e del peso per riduzione del metabolismo.

Come risolvere la resistenza alla leptina?

La perdita di peso permette di controllare quegli ormoni che hanno favorito il sovrappeso come l’insulina, il cortisolo e la leptina. Di conseguenza si riduce l’infiammazione e il dolore.

La Dieta a Zona nell’artrosi

La dieta a Zona prevede  in cui sono ridotti i carboidrati raffinati mantenendo un rapporto tra i vari macronutrienti di 40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi.  Aumentando il consumo di  acidi grassi omega-3 acidi grassi eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), la bilancia dell’infiammazione sarà indirizzata a produrre sostanze (citochine) anti-infiammatorie.  La migliore fonte alimentare di questi acidi grassi è pesce grasso, e in minor concentrazione, frutta secca e semi di lino.

Alcuni cibi hanno anche proprietà anti-infiammatorie per le loro proprietà (bioflanoidi, carotenoidi). Comprendono zenzero, ciliege, mirtilli, melograni, e alcuni altri frutti, verdure, condimenti.

È stato il Dr. B. Sears, autore della “Zona”,  che iniziò a sospettare che la causa dell’infiammazione fosse l’abuso di carboidrati perchè l’incremento dell’insulina attivava un enzima che aumenta la produzione di composti pro-infiammatori. Questi concetti valgono anche in chi è normopeso, perché l’alimentazione ben equilibrata, pur senza far perdere peso, risolve l’infiammazione da cibo (infiammazione silente).

Abbiamo molto da guadagnare da un piano alimentare alimentare ben condotto.

Migliorano le condizioni generali di salute , migliora il sonno, l’energia fisica e quella mentale.

Bibliografia:

  1. Galland, Leo, MD, la dieta Resistenza Fat,(New York: Broadway Books, 2005), 33.
  2. Sears, Barry, PhD, la zona anti-infiammazione,(New York, Regan Books, 2005), 215-216
  3. Beale, Lucy e Joan Clark, RD, CDE, Guida completa al controllo dell’ indice glicemico . (New York: Alpha, 2005), 23, 27.

Articolo aggiornato il 26 Marzo 2019

Dottor Giuseppe Bova

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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