I broccoli bloccano i tumori del colon

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I broccoli bloccano i tumori del colon

I tumori del colon

L’intestino è un organo di 7 metri  deputato all’assorbimento delle sostanze nutritive che provengono dall’alimentazione.

Il tumore del colon-retto è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste questo organo.


La speranza che viene dai broccoli

Il sulforafano, una molecola contenuta soprattutto nei cavoli e nei broccoli, determinerebbe la regressione della malattia.

Uno studio condotto presso l’Università di Singapore e pubblicato sulla rivista Nature Biomedical Engineering, apre numerose speranze per la lotta al cancro.

Nei laboratori sono stati creati batteri intestinali anti-tumore in grado di combattere il cancro del colon-retto. In pratica viene attivato il sulforafano, una molecola contenuta soprattutto nei cavoli e nei broccoli, che sarebbe in grado di determinare la regressione della malattia.

La ricerca ha previsto due fasi: prima gli studiosi hanno prodotto una versione geneticamente modificata del batterio intestinale Escherichia Coli, quindi hanno testato i batteri su cellule tumorali umane e su cavie animali, riscontrando risultati positivi.

Durante i test la crescita di nuove cellule tumorali è stata bloccata, e molte cavie sono guarite.


Correggere i fattori di rischio

Bisogna controllare i fattori di rischio ad ammalarsi che sono:

  • Fattori alimentari: una dieta ad alto contenuto di calorie, ricca di grassi animali e povera di fibre è associata a un aumento dei tumori intestinali; viceversa, diete ricche di fibre (cioè caratterizzate da un alto consumo di frutta e vegetali) sembrano avere un ruolo protettivo.
  • Fattori genetici: è possibile ereditare il rischio di ammalarsi di tumore del colon-retto se nella famiglia d’origine si sono manifestate alcune malattie che predispongono alla formazione di tumori intestinali. Tra queste sono da segnalare le poliposi adenomatose ereditarie.
  • Fattori non ereditari: sono importanti l’ età (più alta l’incidenza tra le persone di età compresa tra i 60 e i 64 anni rispetto a coloro che hanno 40-44 anni), le malattie infiammatorie croniche intestinali (tra le quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Chron ), una storia clinica passata di polipi del colon o di un pregresso tumore del colon-retto. Polipi e carcinomi che non rientrano tra le sindromi ereditarie illustrate sopra vengono definiti “sporadici”, sebbene anche in questo caso sembra vi sia una certa predisposizione familiare. Si stima che il rischio di sviluppare un tumore del colon aumenti di 2 o 3 volte nei parenti di primo grado di una persona affetta da cancro o da polipi del grosso intestino.

L’alimentazione

Mangiare frutta e verdura, è utile in tutti i tipi di tumore, e riduce in modo intenso l’incidenza anche delle forme tumorali che non dipendono dal cibo , come quelle del polmone.
L’alimentazione, soprattutto al mattino, continua ad essere condotta in modo squilibrato. C’è sempre il solito cappuccio con brioche al mattino e il panino a pranzo, e quindi le sostanze crude e vitali, ricche di vitamina C e di vitamina E, sono occasionalmente lasciate solo alla sera, se si è fortunati e attenti.

Basterebbero una spremuta al mattino e un frutto messo in tasca andando in ufficio a modificare grandemente questo equilibrio, favorendo la capacità di difesa dell’organismo.

Il dato più interessante che sta emergendo da questo studio tedesco è che il beneficio antitumorale non dipende da una singola sostanza o da un certo tipo di frutta, ma dalla varietà degli stessi; tanti piccoli supporti antiossidativi che vengono dai diversi gusti e dai diversi colori e sapori che la natura sa offrire all’uomo.

In Germania è estremamente diffuso il cancro del colon: l’uso di frutta e verdura ne modifica le caratteristiche di malignità, e ne riduce l’incidenza. E questo avviene non solo nelle persone che diventano vegetariane, ma semplicemente in uomini e donne, che oltre ai wurstel mangiano anche frutta e verdura.

Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.