Mal di testa, emicrania e cefalea: attenzione all’intolleranza da cibo

Mal di testa, emicrania e cefalea: attenzione all’intolleranza da cibo

cefalea

Soffri di mal di testa e usi regolarmente antidolorifici per star bene? Ti preoccupi perché la tua cefalea sta diventando sempre più frequente? E se fosse una emicrania legata al cibo che assumi regolarmente?
La familiarità, l’alimentazione, lo stress, hanno un ruolo predisponente e scatenante. La diagnosi è prevalentemente legata ai sintomi clinici. Vengono differenziati 3 gruppi principali:

  • Cefalee primarie (senza causa) che comprendono: emicrania, emicrania a grappolo, cefalea tensiva
  • Cefalee secondarie (causate da qualsiasi altra malattia)

L’emicrania e le sue manifestazioni

È una forma di cefalea che si manifesta con dolore unilaterale, pulsante e ricorrente. E’ accompagnata da sintomi neurovegetativi come nausea, vomito, sensibilità alla luce (fotofobia) oppure sensibilità al rumore (fonofobia).

Un attacco di emicrania spesso si preannuncia diversi giorni prima della fase del mal di testa tramite sintomi prodromici (nervosismo, euforia, cambio di umore, inappetenza, attacchi di fame, sensibilità al freddo ecc.)

Nel 20% dei pazienti ci sono problemi di vista, del campo visivo (scotomi scintillanti), cambiamento della percezione o disturbi di sensibilità agli arti (braccia), conosciuta come aura emicranica. Quest’ultima dura in generale meno di un’ora e solitamente  anticipa il mal di testa. La fine della crisi è caratterizzata da stanchezza, stato confusionale.

Il dolore debilitante varia da poche ore ad alcuni giorni presentandosi con regolare periodicità. Può essere mensile, in coincidenza del ciclo mestruale, stagionale.
Se il dolore è continuo, escluse le cause organiche (sinusite, tumori), può essere legato allo stress come nel caso della cefalea muscolotensiva.

Cause che favoriscono le crisi emicraniche:

  • Cambiamenti ormonali nelle donne durante il ciclo mestruale o la menopausa
  • Farmaci: contraccettivi orali, la terapia ormonale sostitutiva, l’ergotamina, i triptani, gli antipertensivi
  • La pressione bassa o le crisi ipertensive
  • Stimoli sensoriali da luci intense, rumori, odori insoliti come profumi, diluenti, fumo passivo
  • Lo stress
  • I cambiamenti del ritmo veglia-sonno, lo jet lag dopo viaggi intercontinentali
  • L’attività sessuale
  • Variazioni stagionali del tempo e della pressione del sangue

Serotonina e mal di testa

La serotonina, nota come “ormone della felicità’’, è una sostanza prodotta dalle ghiandole del cervello (ipotalamo). Insieme con la serotonina prodotta dall’intestino (cellule enterocromaffini) regola l’equilibrio emotivo e mentale. Se si riduce la concentrazione nel sangue si possono avere:

  • Ansia
  • Depressione
  • Insonnia
  • Riduzione dell’attenzione, memoria, desiderio sessuale
  • Calo dell’appetito e disturbi digestivi

Per aumentare la serotonina si ricorre ai farmaci anti-serotoninergici (SSRI) come citalopram, elopram, seropram.

Alimentazione squilibrata e cefalea

Oggi non si indaga a sufficienza sul rapporto tra alimentazione e funzione dell’apparato gastroenterico. Eppure sono molti gli studi clinici pubblicati sull’argomento a livello internazionale. Durante le visite nel paziente cefalalgico ho osservato alcune di queste problematiche sempre più frequenti:

  • Bassa assunzione di proteine. La serotonina deriva dal triptofano, aminoacido di cui sono ricchi la carne rossa, il pollo, i fagioli, i formaggi, le uova.
  • Carenze nutritive di vitamina B6, vitamina C, Zinco, Magnesio e la vitamina C.
  • Infiammazione e disbiosi intestinale. Presenza di una infiammazione intestinale con disbiosi intestinale responsabili del calo anche della serotonina.

Trattamento farmacologico

Nella FASE ACUTA dell’emicrania il dolore è il sintomo principale di esordio. I farmaci più utilizzati sono l’ibuprofene, il paracetamolo, il diclofenac e il naprossene. Se gli episodi di dolore sono frequenti, più di 3-4 volte al mese, bisogna ricorrere ad una terapia cronica con lo scopo di prevenire le crisi e senza  ricorrere giornalmente agli analgesici.

Nella FASE CRONICA si useranno:

  • Farmaci usati per trattare l’ipertensione: beta-bloccanti (propranololo, metoprololo e timololo) e calcio-antagonisti (verapamil). Agiscono modulando il tono dei vasi sanguigni e regolando i meccanismi implicati nel dolore.
  • Antidepressivi(amitriptilina, nortriptilina ecc.): agiscono sui recettori della serotonina, coinvolti nell’insorgenza dell’emicrania.
  • Antiepilettici(gabapentin, topiramato, acido valproico ecc.): sembrano agire sulla soglia del dolore e sull’ipereccitabilità cerebrale.

Medicina alternativa

La terapia convenzionale farmacologica può essere integrata con la medicina alternativa:

  • Omeopatia
  • Agopuntura
  • Yoga
  • Mindfulness
  • Esercizi di rilassamento muscolare, meditazione o lo yoga
  • Biofeedback
  • Terapia cognitivo-comportamentale

Quando bisogna rivolgersi al medico

Anche se siete affetti da cefalea da molti anni, consultate il medico se le caratteristiche del mal di testa improvvisamente cambiano.
La visita medica diventa necessaria in queste condizioni cliniche:
• Un brusco forte mal di testa ad esordio improvviso (emorragia subaracnoidea)
• Mal di testa con febbre, torcicollo, confusione mentale, convulsioni, visione doppia, debolezza, intorpidimento o difficoltà a parlare
• Mal di testa dopo un trauma cranico, soprattutto se il mal di testa peggiora
• Un mal di testa cronico che aggrava con la tosse, sforzo, tensione o un movimento improvviso
• Esordio del mal di testa se avete superato i 50 anni

Il mal di testa si previene a tavola

Il rapporto tra cibo e cefalea non sempre è chiaro per chi ne soffre perché non è sempre facile riconoscere i cibi responsabili. Tuttavia, se hai il sospetto su un cibo specifico, potrai iniziare a provare ad abolirlo per un po’ di giorni. Valuterai gli eventuali benefici o gli aggravamenti in caso di ripresa dei sintomi.

Escludere l’intolleranza alimentare

Nel sospetto di una sindrome dolorosa da intolleranza puoi ricorrere al test Recaller. Lo eseguo in studio prelevando poche gocce di sangue dal polpastrello del dito. Il test sarà positivo se sono aumentati gli anticorpi Baff e Paf . Una dieta per il recupero dell’alterata sensibilità al cibo ti permetterà di ridurre l’intensità e la frequenza degli episodi dolorosi.

Cibi da evitare o ridurre

Pur nelle sue difficoltà diagnostiche si è visto come la riduzione o l’abolizione di alcuni alimenti può essere utile nel ridurre le crisi. Ecco i più frequenti:

  • Alcolici e superalcolici. Il vino rosso perché contiene la tiramina, l’istamina e solfiti .
  • Latte, yogurt e panna acida
  • Salumi e insaccati ricchi di nitrati
  • Formaggi stagionati che contengono tiramina: feta, mozzarella, parmigiano
  • Il glutammato di sodio usato nei dadi per bordo e nelle zuppe pronte in busta o nella cucina cinese
  • Cioccolato
  • Caffeina (cefalea quando si sospende il caffè)
  • Prodotti lievitati (pizza)
  • Birra
  • Dolcificanti (Aspartame)

Quale dieta nella cefalea

Anche nel mal di testa l’alimentazione deve essere equilibrata ad ogni pasto con carboidrati, proteine e grassi. L’alimentazione ideale  è la Dieta a Zona . Il livello della glicemia si mantiene costante nel sangue e non c’è il rischio di una cefalea da digiuno o da ipoglicemia. Per saperne di più consulta il mio blog sulla dieta a Zona. Potrai conoscere nel dettaglio il metodo trovando anche delle ricette che ti saranno utili.

Bibliografia

Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.