Allergie primaverili: sintomi, prevenzione e cure

Con l’arrivo della primavera il rilascio nell’aria dei pollini, da parte delle piante e dei fiori, scatena le allergie primaverili nei soggetti sensibili. Dal contatto tra pollini e sistema immunitario compaiono sintomi fastidiosi al naso e agli occhi con difficoltà respiratorie e allergie cutanee. Nel nostro Paese le allergie primaverili iniziano da febbraio sino a fine settembre presentandosi in due forme:

  • Stagionale : i sintomi si verificano in primavera, estate o autunno e di solito sono dovuti a pollini o spore di muffe.
  • Perenne: i sintomi persistono tutto l’anno. Le cause includono acari della polvere (Dermatophagoides), peli di animali domestici, muffe e scarafaggi. Sono conseguenza della desquamazione della cute di rivestimento dei nostri animali domestici presenti nelle nostre case.

Perché si diventa allergici

Un’allergia si verifica quando il sistema immunitario di una persona geneticamente predisposta reagisce in modo eccessivo a una sostanza altrimenti innocua, nota come allergene. Quando una persona ha un’allergia, il corpo produce anticorpi IgE che rilasciano istamina e prostaglandine infiammatorie (citochine), responsabili dei sintomi infiammatori delle mucose.

I sintomi allergici

I sintomi delle allergie ai pollini sono legati all’infiammazione e sono:

  • starnuti con prurito e muco naso che cola
  • ostruzione del naso
  • seni nasali intasati e dolenti
  • occhi rossi, pruriginosi e lacrimanti
  • prurito al palato o alla gola
  • tosse accompagnata spesso da difficolta respiratorie
  • stanchezza
  • insonnia

Le cause

Cure naturali
Allergia Polline

La causa principale di un’allergia primaverile è il polline che le piante producono in piccoli grani per la riproduzione. I pollini diffusi dal vento sono la principale causa dei sintomi di allergia. Gli alberi iniziano a rilasciare il loro polline all’inizio della primavera. Vediamo il calendario d’impollinazione di alcune piante ed erbe diffuse:

  • Betulla: da aprile a metà giugno.
  • Graminacee: da metà maggio a metà settembre.
  • Nocciolo: da gennaio a fine marzo.
  • Olmo: da metà febbraio ad aprile.
  • Ortica: da maggio a settembre inoltrato.
  • Parietaria: da maggio a settembre ( soprattutto sulle coste a sud dell’Italia )
  • Piantaggine: da maggio ad agosto.
  • Pioppo e Salice: da marzo a fine maggio.
  • Quercia, faggio, platino, pino: da metà maggio a metà agosto.
  • Tarassaco: da maggio a giugno.

I cambiamenti del tempo possono anche influenzare la quantità di polline che queste piante rilasciano. I giorni caldi aumentano la crescita e la fertilizzazione delle piante, mentre i giorni di pioggia attenuano la diffusione del polline. Le giornate ventose aiutano il polline a diffondersi più facilmente, il che può aumentare i sintomi di allergia di una persona.

Rapporto tra cibo e sintomi allergici

Anche alcuni cibi possono aggravare o scatenare le allergie per una similitudine tra polline e alimento (reazione crociata). E’ il caso della frutta secca (arachidi, mandorle, sesamo), frumento, soia, soia, crostacei. Alcune raccomandazioni da seguire in base al tipo di ipersensibilità:

  • Allergia alle Betulacee: evita di assumere mele, ciliegie, kiwi, banane, prugne, pesche, pere, carote, mandorle, nocciole, noci, sedano.
  • Allergia alle Composite: non assumere mela, banana, anguria, sedano, melone, cicoria.
  • Allergia alle Graminacee: non assumere kiwi, pesche, albicocche, ciliegie, prugne, meloni, angurie, pomodoro.
  • Allergia alle Parietarie: attenzione ai piselli, melone, ciliegia, ortica, basilico, ortica.

La diagnosi

Gli accertamenti sono relativi alla sintomatologia clinica. Ecco come procedere:

  • Prick test. E’ un test cutaneo  con cui, tramite una lancetta, si eseguono delle “scarnificazioni” cutanee sulla faccia interna del braccio. In queste zone si depone una goccia di soluzione di differenti  allergeni. Se la  reazione è positiva entro 10-20 minuti compare un pomfo roseo e pruriginoso .
  • Il Rast test si esegue nei casi incerti con un prelievo di sangue con cui si ricercano gli anticorpi specifici verso gli allergeni.
  • Il test di “provocazione bronchiale” agli allergeni si esegue in caso di sospetto asma secondario ad allergeni respiratori.

Il test per l’infiammazione da cibo (intolleranza alimentare)

Il soggetto con intolleranza al glutine, al nichel, al lattosio, peggiora i sintomi allergici per una reazione crociata tra polline (graminacee) e cibo (frumento). Ho spesso individuato soggetti che una volta che è stato trovato l’alimento responsabile hanno avuto un netto miglioramento dell’allergia. Mi avvalgo da molti anni nel mio studio del test Recaller che eseguo in pochi minuti prelevando poche gocce di sangue capillare dal dito. L’approccio successivo sarà desensibilizzante con un piano alimentare specifico detto Dieta di Rotazione.

Trattamenti Convenzionali e Non Convenzionali

Convenzionali

I trattamenti per le allergie hanno un approccio dipendente dalla situazione clinica:

  • Farmaci antistaminici come cetirizina o loratadina per alleviare i sintomi, come prurito agli occhi e al naso, naso che cola e starnuti.
  • Immunoterapia a lungo termine per 3-5 anni serve a desensibilizzare il sistema immunitario dal polline. In altri casi si può ricorrere al Cromogliato disodico che ha un’azione immunoregolatrice.
  • Corticosteroidi spray nasali per ridurre l’infiammazione

Non convenzionali

dr. Samuel Hahnemann, padre dell’Omeopatia

I rimedi omeopatici possono essere di aiuto nelle forme acute di raffreddore primaverile, soprattutto in coloro che hanno sonnolenza assumendo gli antistamici convenzionali. La scelta di un rimedio costituzionale si può rivelare efficace nella prevenzione della prossima stagione allergica. L’alleanza tra omeopatia e medicina confezionale può rivelarsi una buona scelta in coloro che hanno intolleranza ai farmaci.

Per la prevenzione allergica e per regolare l’attività del sistema immunitario sono spesso utili:

  • Vincetoxium e Sulphur 
  • Ribes Nigrum

Rimedi Sintomatici

La terapia è variabile e dipende molto dai sintomi. Ecco il rimedio e le sue indicazioni prescrittive:

  • Allium Cepa per secrezioni nasali molto fluide, chiare ed irritanti; naso che cola come un rubinetto. Migliora all’aria fresca.
  • Apis Mellifica per palpebre gonfie con peggioramento al caldo
  • Arsenicum Album in caso di secrezioni nasali molto fluide, chiare ed irritanti. Bruciore agli occhi. Attacchi d’asma accompagnati da forte ansia.
  • Euphrasia per profusa lacrimazione acida con secrezioni nasali non irritanti ( il contrario di Allium cepa). Congiuntivite: le secrezioni si seccano all’esterno .
  • Gelsemium con sonnolenza durante l’attacco allergico. Starnuti violenti, apatia mentale.
  • Nux Vomica per rinite, irritabilità, stipsi.
  • Rhus Tox per rinite associata a forte prurito, orticaria e vescicole piene di liquido. Paziente reumatico.

Lo stile di vita

Anche il paziente allergico deve attenersi ad un corretto stile di vita perché ne possa beneficiare il sistema immunitario e il cortisolo, ormone dello stress. Quindi faresti bene a:

  • evitare l’attività fisica all’aperto, nelle zone verdi dove la concentrazione di pollini è più alta
  • mantenere i finestrini chiusi. durante i periodi di fioritura
  • utilizzare una mascherina quando vai in bicicletta o motorino che copra naso e bocca
  • lavare durante la stagione di fioritura i capelli spesso perché i pollini rimangono intrappolati tra i capelli
  • bonificare l’ambiente in cui si  vive da polvere, peli di gatto o cane, muffe

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Articolo aggiornato il 23 Marzo 2021

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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