Dalla Iperuricemia alla Gotta. Trattamento medico e Dieta

S’intende per iperuricemia l’incapacità dell’organismo a smaltire gli acidi nucleici ( purine)  presenti in alcuni cibi, con conseguente accumulo di acido urico nel sangue. Nel sangue si avrà l’iperuricemia sino al deposito di cristalli di urato monosodico (UMS) nelle articolazioni o in tessuti come la cartilagine, tendini e legamenti. Nella malattia cronica grave, i cristalli di UMS possono depositarsi nel rene sino ad arrivare all’insufficienza renale.

I tofi

tofi sono aggregati di cristalli di urato monosodico. Sono abbastanza grandi clinicamente e si depositano nelle articolazione sino ad essere palpati come noduli sottocutanei.

gotta-tofo

Calcolosi renale da urati

Lo stesso acido urico precipita rapidamente sotto forma di cristalli che si possono aggregare sino a formare calcoli, causa di  calcolosi ostruttiva.

Cause di iperuricemia

Un’aumentata sintesi di acido urico può verificarsi nelle malattie ematologiche (p. es., linfoma, leucemia o anemia emolitica) o in tutte quelle situazioni in cui vi è un aumentato e veloce ricambio cellulare come nella psoriasi.

E’ una complicanza frequente in pazienti trapiantati che assumono ciclosporina.

Valori ematici ed urinari normali dell’acido urico

I valori ematici dell’uricemia non devono superare i 6 mg.%. La normale escrezione urinaria di urati nelle 24 h è di 300-600 mg, dopo 3 gg di dieta, o di circa 600-900 mg con una dieta normale.

Terapia delle lesioni acute:

Con la  Colchicina i dolori articolari iniziano ad alleviarsi dopo 12 h di trattamento e scompaiono entro 2 giorni. La dose di colchicina è di 1 mg ogni 4-6 ore finché il dolore si attenua o compaiono vomito e diarrea.

I Farmaci antinfiammatori (FANS) sono efficaci negli attacchi acuti di gotta accertata. Le dosi giornaliere sono somministrate abitualmente per 2-5 gg, coi pasti.

Il prednisone può essere anche usato per brevi periodi, per esempio, 20-30 mg al giorno per gli attacchi poliarticolari.

In aggiunta alla terapia specifica, sono indicati il riposo e un’abbondante somministrazione di liquidi, per combattere la disidratazione e per diminuire la precipitazione di cristalli di urato nei reni. L’immobilizzazione con uno splint dell’articolazione infiammata può essere utile.

Il trattamento con farmaci che abbassano la concentrazione di urato sierico va iniziato dopo la risoluzione della sintomatologia acuta.

Terapia della malattia cronica

La colchicina, anche se non indicata nelle forme croniche, potrebbe essere utile ma  non arresta il danno articolare progressivo prodotto dai tofi.

Una buona dieta e la terapia idropinica abbassando gli urati nel sangue contribuendo a prevenire o ridurre i tofi.

La terapia con farmaci che aumentano la escrezione di acido urico che bloccano la produzione come l’allopurinolo sarebbero tra i più indicati.

La posologia dell’Allopurinolo deve determinare un abbassamento dei livelli dell’uricemia sino a 4,5 mg%. Solo così potranno essere riassorbiti i tofi presenti e dopo molti anni di terapia.

Nella terapia uricosurica, vengono utilizzate compresse da 500 mg di probenecid o da 100 mg di sulfinpirazone.

L’allopurinolo, 200-600 mg/die, somministrato in dosi frazionate inibisce la sintesi di acido urico e così controlla la concentrazione sierica di urato.

Altri interventi terapeutici: l’assunzione di 3 l/ di acqua al dì è indicata per tutti i pazienti gottosi e particolarmente per coloro che soffrono cronicamente di calcoli renali di acido urico o di ossalato di calcio. È anche consigliabile talora l’alcalinizzazione delle urine con bicarbonato di sodio o con citrato trisodico.

L’alimentazione errata nel gottoso

Un notevole aumento di acido urico spesso segue un pasto abbondante di cibi ricchi di purine, specialmente se accompagnato da bevande alcoliche ricche di etanolo. Tuttavia, una dieta povera di purine abbassa i livelli basali di uricemia solo di circa 1 mg/dl (0,06 mmol/l). Quindi non basta solo mangiare poco ma soprattutto stare anche attenti ai carboidrati raffinati responsabili di uno stato di infiammazione silente sistemica.

Indicazioni dietetiche

La riduzione di peso nei pazienti obesi va incoraggiata nella fase quiescente della malattia. Se presenti alterazioni metaboliche come diabete, dislipidemia (ipercolesterolemia o ipertrigliceridemia) andranno corrette anche con l’ipertensione arteriosa se associata.

1) Mantenere un buono stato di idratazione: bere almeno 2-3 litri di acqua al giorno.

2) Evitare l’alcool: l’ingestione di alcool, soprattutto sotto forma di birra e di superalcolici, oltre a favorire l’au-mento di peso, favorisce la produzione di acido urico da parte dell’organismo e la sua precipitazione nelle articolazioni, e ne riduce inoltre la eliminazione da parte dei reni

3) Evitare i cibi ad elevatissimo contenuto in purine: acciughe, sardine, fegato, cervella, rognone, molluschi, selvaggina e sugo d’arrosto.

L’eliminazione di ulteriori alimenti, come veniva consigliato in passato, non offre vantaggi ed espone al rischio di squilibri nutrizionali.

4) Ridurre il peso se sovrappeso: questa rappresenta la misura più efficace per ridurre i livelli di uricemia. Si consiglia di ridurre gradualmente peso e circonferenza addominale (è soprattutto la quantità di grasso deposi-tata a livello dell’addome ad influenzare i livelli di uricemia) nella misura indicata dal proprio Medico attraverso un’alimentazione ipocalorica equilibrata, adeguata alle esigenze nutrizionali individuali ed associata ad attività fisica.

5) Evitare i digiuni prolungati e le diete fortemente ipocaloriche, soprattutto quelle basate sulla riduzione od eliminazione dei carboidrati

6) Non eccedere nel consumo di proteine animali, assumendo a pasto porzioni corrette di carne (circa 100 grammi), insaccati (circa 50 grammi) e pesce (circa 150 grammi). Nel caso di persone sottopeso od in presenza di uno stato infiammatorio acuto queste porzioni possono essere aumentate del 50%.

7) Per il resto, seguire le raccomandazioni per una corretta alimentazione nella popolazione generale in merito alla riduzione di grassi soprattutto di origine animale, di bevande ed alimenti dolci ed all’assunzione di almeno cinque porzioni al giorno di frutta (le ciliegie, ad esempio, hanno una particolare efficacia nel ridurre i livelli di uricemia) e di verdura.

Nota: i consigli dietetici forniti sono puramente indicativi e possono richiedere adattamenti da parte del Medico sulla base della situazione clinica individuale

Articolo aggiornato il 17 Marzo 2018

Dottor Giuseppe Bova

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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