Diabete e alimentazione: quale dieta per il paziente diabetico

Diabete e alimentazione: quale dieta per il paziente diabetico

In questo articolo conoscerai cos’è il diabete, come si previene, quando si deve sospettarlo e come curarlo.

Cos’è il diabete

È una malattia cronica metabolica di cui è responsabile l’ormone insulina, secreta dal pancreas, per diminuita produzione o per ridotta sensibilità dei recettori muscolari (insulinoresistenza). Ne consegue un aumento del glucosio nel sangue (iperglicemia) responsabile delle complicanze cardiovascolari.

La classificazione del diabete

Ci sono 3 tipi di diabete:

  • Il diabete di tipo 1 – Colpisce soggetti in giovane età ed è legata a problemi autoimmunitari secondari ad infezioni virali.
  • Il diabete di tipo 2 – Interessa soggetti adulti spesso in sovrappeso. Responsabile è la carenza dell’insulina o la perdita di sensibilità ad essa.
  • Il diabete gestazionale – E’ il diabete che compare in gravidanza in soggetti molto spesso predisposti. Può essere legato alla gravidanza o ripresentarsi verso i 40-50 anni.

Epidemiologia

I malati di diabete in Italia sono raddoppiati in 30 anni. In Italia è interessato il 6% della popolazione ed è in crescita con l’aumentare dell’età media. Negli gli over 70 la prevalenza arriva al 20%. Gli italiani colpiti superano i 3 milioni. Nel mondo ci sono 500 milioni di diabetici.  Per quanto riguarda il nostro Paese spicca un importante divario Nord-Sud: valori più elevati della media si evidenziano in Calabria, Basilicata, Sicilia, Campania, Puglia, Abruzzo e Lazio, mentre quelli più bassi spettano alle province autonome di Trento e Bolzano e alla Liguria. Un divario analogo a quello tra zone rurali e centri urbani. A disegnare la mappa dell’Italia diabetica è l’Italian Barometer Diabetes Observatory. Ormai è diventata una pandemia. Nelle regioni del Mezzogiorno, peraltro, si riscontrano anche livelli più elevati di obesità».

Fattori predisponenti

Ognuno di noi dovrebbe conoscere il rischio di ammalarsi di diabete, rappresentato dalle seguenti condizioni:

  • Familiarità con genitori o fratelli/sorelle diabetici
  • Peso alla nascita superiore ai 4,5 chili per madre spesso diabetica
  • Diabete gravidico (gestazionale)
  • Alimentazione scorretta ricca in carboidrati raffinati, zuccheri
  • Eccessivo consumo di alcol e birra
  • Sedentarietà
  • Sovrappeso, obesità, con rischio aumentato se la circonferenza addominale è superiore a 88 cm nelle donne e 102 cm negli uomini

Complicanze del diabete

 

 

 

 

 

 

 

I diabetici presentano una mortalità pari al 30-40% rispetto ai non diabetici per le complicanze cardiovascolari.

Gli organi bersaglio dell’iperglicemia sono:

  • Arterie di medio e grosso calibro del cuore, cervello (macroangiopatia) – La causa è legata ad uno stato infiammatorio della parete (infiammazione silente) che facilità la formazione di placche e trombi piastrinici.
  • Arteriole di piccolo calibro come i vasi della retina o i vasa vasorum dei nervi (microangiopatia). E’ questa la forma più grave essendo causa di cecità, insufficienza renale, gangrena sino all’amputazione degli arti inferiori.

Diagnosi

Si esegue un prelievo a digiuno al mattino. I valori glicemici variano nel corso della giornata e sono in rapporto all’assunzione di cibo. In base ai valori della glicemia si hanno situazioni cliniche e conseguente trattamento diversificato:

o   Glicemia normale a digiuno: 80-100 mg/dl

o   Prediabete: precede il diabete e richiede sorveglianza periodica. Abbiamo 2 tipi di prediabete:

o   Alterata Glicemia a Digiuno (IFG): glicemia tra 100-125 mg/dl

o   Alterata Tolleranza al Glucosio (IGT): glicemia tra 140-200 mg/dl a 2 ore facendo la curva da carico (OGTT)

o   Diabete se:

o   Glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl in soggetto non a digiuno

o   Glicemia a digiuno superiore a 125 mg/dl per 2 volte

o   Glicemia, dopo 2 ore da un carico di glucosio, superiore a 200 mg/dl

Nel diabete, malattia metabolica, possono esserci alterazioni di altri parametri di laboratorio:

  • uricemia
  • trigliceridi
  • colesterolo

L’alterazione di questi valori configura una malattia a rischio, la sindrome metabolica, caratterizzata da:

  • Iperglicemia, ipercolesterolemia, iperuricemia
  • Obesità con aumento della circonferenza della vita
  • Ipertensione arteriosa
  • Circonferenza addominale superiore ai 102 cm negli uomini e nelle donne superiore agli 88 cm.

Iperglicemia non diabetica

Un aumento della glicemia riconosce altre cause non diabetiche:

  • farmaci (cortisonici)
  • alimentazione (abuso di carboidrati, bevande dolci)
  • patologie del pancreas

 

 I sintomi del diabete

Nella fase prediabetica non ci sono sintomi e la diagnosi è spesso fortuita. Invece nel diabete all’esordio possono esserci alcuni o tutti questi sintomi:

  • Stanchezza: le cellule muscolari non sono attive per deficit energetico
  • Sete (polidipsia) anche notturna
  • Poliuria e nicturia (aumento della frequenza urinaria anche notturna)
  • Riduzione del desiderio sessuale
  • Aumento delle infezioni (vaginiti, uretriti, candidosi)

Il ruolo del medico nutrizionista nella cura del diabete

Scegli il medico nutrizionista in grado di gestire il diabete sia dal punto di vista alimentare sia clinico. Il mio approccio prevede:

  • Visita medica
  • Valutazione degli esami di laboratorio e strumentali
  • Dieta secondo sesso, età, abitudini, lavoro
  • Modificazioni dello stile di vita e attività fisica
  • Conoscenza delle categorie alimentari e dei cibi differenziando i cibi buoni (basso indice glicemico) da quelli cattivi (alto indice glicemico). Vedi tabella:

Approccio non farmacologico al diabete

Il diabete non si cura (solo) con i farmaci anti-diabetici o con l’insulina ma necessariamente anche con:

  • La dieta – Se credi che evitare lo zucchero o sostituire i carboidrati raffinati con quelli integrali, sia corretto, sfortunatamente non è così. Dovrai imparare a introdurre i carboidrati, senza superare le dosi giornaliere, associando ai pasti proteine e grassi.
  • Lo stile di vita – Se sei sovrappeso dovrai dimagrire riducendo la percentuale dei carboidrati. Se sei molto stressato, nervoso, dovrai dedicarti ad attività rilassanti: studi recenti hanno dimostrato come yoga, mindfulness, migliorano il diabete.
  • Attività fisica regolare – È consigliabile un’attività fisica giornaliera minima di 30 minuti giornalieri con l’obbiettivo di poter raggiungere i 60 minuti. L’attività fisica deve essere a intensità moderata come camminare, andare in bicicletta, nuotare, ballare. L’attività dovrebbe essere un mix di attività cardiovascolari, di stretching e di resistenza per mantenere o aumentare la massa magra massa corporea. L’attività fisica aumenta il consumo del glucosio da parte dei muscoli, riduce l’insulinoresistenza, dimagrisci più facilmente sentendoti meglio. Ecco i 10 motivi per cui tutti, anche i non diabetici, dovrebbero fare l’attività fisica. Se ti piace l’attività all’aperto pratica il Nordic Walking: diversi studi hanno dimostrato benefici nel diabetico.

Quale dieta per il paziente diabetico? La Dieta a Zona

La dieta che più di ogni altra si è dimostrata efficace nel gestire il diabete è la Dieta a Zona, adottata già nel 2005 dall’istituto Joslin dell’Harvard Medical School. Ecco come sono distribuire le calorie tra i vari macronutrienti:

  • Carboidrati 40% a basso indice glicemico (IG). Riduci l’assunzione dei carboidrati e allo stesso tempo aumenta l’introduzione delle proteine ​​e dei grassi.
  • Proteine 30% – Mangiare proteine ​​ti aiuta a sentirti più facilmente sazio.Il pesce è ricco di acidi omega-3 che riducono il rischio cardiovascolare. Alla fine dell’articolo troverai una sezione dedicata.
  • Grassi 30% – Preferisci l’olio di oliva extravergine rispetto agli oli di semi vari ricchi di omega-6 infiammatori . Riduci l’assunzione dei cibi ricchi di acidi grassi saturi presenti nella carne di manzo, maiale, agnello, latte intero, mascarpone, creme di formaggio.

Bisogna contare le calorie, pesare i cibi? No. La dieta  a Zona non si basa sul conto delle calorie né sul peso dei cibi, salvo la prima settimana. Devi solo imparare ad associare i cibi. La tua alimentazione diventa un mezzo per controllare gli ormoni (insulina, glucagone, eicosanoidi) responsabili dell’infiammazione silente e delle malattie cardiovascolari.

Le basi della Zona:

  • Mangiare 5 volte al dì: 3 pasti principali + 2 spuntini
  • Ridurre i carboidrati raffinati (pasta, pane, pizza, dolci, bibite, dolci)
  • Bere almeno 2 litri di acqua al giorno
  • Non saltare mai la colazione
  • Associare attività fisica e attività rilassanti

Nella sezione del mio blog troverai indicazioni su:

Gli Omega3

 

 

 

 

 

Gli Omega3 sono acidi grassi essenziali, presenti nel pesce azzurro, necessari all’organismo per proteggere il sistema cardiovascolare,  le articolazioni e migliorare la condizione psicofisica. Un recente studio su 15 mila pazienti diabetici, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha evidenziato una riduzione delle morti per infarto ed ictus. Gli Omega 3 danno questi risultati perchè:

  • migliorano la funzionalità cardiaca mantendo la pressione e i trigliceridi nella norma, grazie all’EPA e al DHA presenti negli Omega 3
  • mantengono i valori di colesterolo nella norma, grazie all’ acido alfa-linolenico (ALA)precursore degli Omega3
  • migliorano la fluidità del sangue (viscosità ematica)

La dose degli Omega3 da assumere è variabile dipendendo dalle patologie presenti. La dose media va dai 2 ai 4 grammi giornalieri. Sarà il medico a dover personalizzare il dosaggio.

Messaggio di speranza per il diabetico

Il diabete è una malattia cronica che gestita bene non arreca problemi alla vita di relazione.  La regolarità dei pasti, i livelli d’infiammazione da cibo, le abitudini alimentari, sono elementi necessari per il mantenimento del peso e per la gestione della terapia farmacologica. Per mantenersi sani non dimenticare:

  • una dieta equilibrata con una riduzione del peso, se in sovrappeso
  • l’esercizio fisico moderato
  • attività rilassanti contro lo stress

Bibliografia

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Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.