La dieta Fodmap nella sindrome del colon irritabile

Con la dieta Fodmap s’intende una dieta a basso contenuto di alcuni carboidrati presenti in frutta, verdura, legumi, zuccheri, che possono causare disturbi intestinali. È indicata per le persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS), colite e proliferazione batterica intestinale tenue (SIBO).

La sindrome del colon irritabile è frequente, colpisce il 15% della popolazione generale, e si manifesta con crampi addominali, gonfiore, diarrea o stitichezza, infiammazione da cibo, ansia. Per parlare di IBS i sintomi devono essere presenti almeno 3 giorni al mese e devono migliorare con le evacuazioni.

Sindrome del colon irritabile

Cause della sindrome del colon irritabile

Non sempre sono riconoscibili le cause ma quelle che nella pratica clinica si riscontrano abitualmente sono legate a:

  • eventi traumatici psichici o interventi chirurgici
  • disbiosi: alterazione della flora batterica intestinale (microbioma)
  • infiammazione da cibo: aggravamento dei sintomi assumendo latticini, glutine, lieviti, fruttosio della frutta, caffè, alcolici
  • abuso da farmaci: prevalentemente anti-infiammatori, aspirina, antibiotici
  • stress con ansia e depressione: si associano alterazioni comportamentali e cognitivi (ansia, depressione, disistima, paure)

Diagnosi della sindrome del colon irritabile

L’approfondimento diagnostico strumentale è necessario in alcune condizioni:

  • Familiarità per tumori o patologie infiammatorie del colon ed età superiore ai 40 anni
  • Presenza di sintomi di allarme rappresentati da dimagrimento, anemia, stanchezza, sangue presente nelle feci, comparsa recente di emorroidi
  • Dolori addominali che non migliorano con le evacuazioni
  • Celiachia
  • Allergie alimentari

Gli accertamenti consigliati dipendono dal sospetto clinico. Se i sintomi si aggravano con l’assunzione di certi cibi bisogna eseguire dei test di conferma:

  • Intolleranza al lattosio: il Breath test è utile per individuare la presenza dell’enzima Lattasi necessario a digerire il lattosio
  • Celiachia: è l’allergia al glutine e richiede l’esecuzione di indagini ematiche (antiTransglutaminasi, antiGliadina) ed eventuale biopsia intestinale
  • Infiammazione da cibo: non è un’allergia ma un’infiammazione da anticorpi IgG legati ad un sovraccarico alimentare. Si esegue il Recaller test per escludere la Leaky Gut , che altro non è che l’infiammazione intestinale con aumento della permeabilità intestinale.

In altri casi la causa potrebbe essere legata a patologie organiche come un polipo, una neoplasia, il M. di Chron. In tal caso bisognerà eseguire alcune di queste indagini:

  • Colonscopia con strumento flessibile
  • Ricerca del sangue occulto nelle feci
  • TAC addome

Le cure nella sindrome del colon irritabile

Per curare questa sindrome l’approccio deve essere completo. Questi pazienti hanno uno scorretto stile di vita, mangiano male, sono stressati. Ecco l’approccio in questi casi:

  • Correzione dello stile di vita e applicazione di tecniche di rilassamento, yoga, mindfulness.
  • Regolazione dell’alvo. Nel caso di stitichezza si ricorrerà ai lassativi (psyllogel, glucomannano, macrogol), procinetici. Se invece c’è diarrea si useranno probiotici, disinfettanti intestinali (Rifaximina), antinfiammatori intestinali (Mesalazina), antidiarroici (Loperamide)

Dieta consigliata per chi soffre di colon irritabile

Esclusa l’infiammazione da cibo col test Recaller o patologie organiche, bisogna ricorrere ad una dieta specifica. Non si guarisce dalla sindrome del colon irritabile escludendo alcuni cibi a vantaggio di altri. Bisogna escludere i cibi spazzatura imparando a mangiare in modo più equilibrato non facendoti mancare ai pasti carboidrati, proteine e grassi. Spesso ci sono soggetti che hanno sintomi che impediscono una buona vita di relazione per la presenza del gonfiore e dolore addominale, flatulenza. In tal caso è meglio ricorrere ad una dieta che riduca l’apporto di alcune sostanze presenti in molti cibi. La dieta Fodmap si è dimostrata in grado di ridurre i sintomi nei soggetti affetti da colite e sindrome del colon irritabile.

La dieta Fodmap

Cibi con alto Fodmap

La sigla Fodmap sta per Oligosaccaridi fermentabili, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli. Sono carboidrati a catena corta (zuccheri) che l’intestino tenue assorbe perché frequentemente sono componenti delle fibre alimentari.  Ecco i disturbi digestivi dopo averli mangiati:

  • Crampi
  • Diarrea
  • Stipsi
  • Gonfiore allo stomaco
  • Gas e flatulenza

Classificazioni dei cibi Fodmap:

  • Fruttosio: uno zucchero semplice presente nella frutta, verdure, zucchero da tavola e zuccheri aggiunti dall’industria alimentare.
  • Lattosio: un carboidrato presente nei latticini come il latte.
  • Fruttani: si trovano in molti alimenti come i cereali (grano, farro, segale e orzo). Il grano è la principale fonte di Fodmap nella dieta occidentale ma può essere sostituito con altri cereali integrali a basso contenuto come vedrai nella tabella successiva.
  • Galattani: si trovano in grandi quantità nei legumi.
  • Polioli: Questi zuccheri si trovano in alcuni tipi di frutta e verdura. Vengono spesso utilizzati come dolcificanti in alcuni tipi di caramelle o chewing gum. Possono avere effetto lassativo se si mangiano molte caramelle. Meglio evitare cibi che contengono questi zuccheri come xilitolo, sorbitolo, maltitolo e mannitolo. Spesso vengono usati come dolcificanti nell’industria alimentare.

Impostazione della dieta Fodmap a basso contenuto (Low Fodmap)

La Low FODMAP ha l’obiettivo di eliminare l’infiammazione intestinale, correggere la disbiosi e riabituare l’intestino al contatto con gli alimenti Fodmap.

Allo scopo ci sono 2 fasi:

  • Per prima cosa, smetti di mangiare (fase eliminatoria) i cibi ricchi di FODMAP per 4-6 settimane
  • Successivamente li reintroduci lentamente (fase di reintroduzione) per vedere se i disturbi ricompaiono. Il reinserimento graduale dei cibi permette di saggiare se è ancora presente una ipersensibilità individuale. Consigliabile tenere un diario per valutare la risposta individuale. In soggetti sensibili, un elevato consumo di queste sostanze provoca una ripresa rapida dei sintomi.

Nella sindrome del colon irritabile l’educazione alimentare è importante. Infatti molti sono gli alimenti che contribuiscono a peggiorare il problema, perché non vengono digeriti in maniera appropriata, richiamano acqua e creano gonfiore e tensione addominale. Poiché i sintomi negli individui sono variabili farai bene a rivolgerti allo specialista per valutare, sulla base della tipologia e dell’intensità dei fastidi, la migliore terapia e approccio alimentare.

Bibliografia

  • Low-FODMAP diet improves symptoms of irritable bowel syndrome: a meta-analysis – 2017 Review Nutriens
  • Relief of Irritable Bowel Syndrome (IBS) Symptoms with a Low FODMAP Diet
  • J Gastroenterol Hepatol – 2017 Mar; How to institute the low-FODMAP diet – Jacqueline S Barrett 1
  • Stanford Digestive Health Center Nutrition Services. Monica Reinagel, MS, LD / N, creatrice del podcast Nutrition Diva, Baltimore. Kathy Barco, RD, LD, CNSC, dietista clinico ambulatoriale, Cleveland Clinic, Ohio.
  • Gina Sam, MD, MPH, direttore, Mount Sinai Gastrointestinal Motility Center; assistente professore di medicina, Icahn School of Medicine a Mount Sinai, New York.

Articolo aggiornato il 2 Marzo 2021

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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