I disturbi della memoria. Come prevenirli.

Una ricerca ha dimostrato come una corretta alimentazione ricca in acidi Omega3 e Polifenoli può rallentare i disturbi della memoria e l’Alzheimer. Ma non basta. L’importanza dello stile di vita.

Diffusione della Demenza e dell’Alzheimer. Conseguenze nei prossimi 30 anni

Una ricerca condotta nell’isola di Okinawa nell’Oceano Pacifico ha dimostrato che una corretta alimentazione ricca in acidi omega-3, antiossidanti, come i Polifenoli, siano stati in grado di abbassare l’incidenza dei disturbi della memoria. Non è secondario lo stile di vita condotto e l’attività fisica.

Più di 40 milioni sono le persone affette nel mondo da Demenza, tra cui l’Alzheimer. Si prevede che nel 2050 si potrebbe arrivare  a 120 milioni cioè un caso su 3 persone sane. E’ una stima realizzata dall’ Alzheimer’s Disease International ADI. Nel 2050 la popolazione occidentale sarà composta prevalentemente da persone anziane che hanno superato i 65 anni con probabile crollo nell’economia dei Paesi, Italia compresa, con risorse economiche dei sistemi sanitari sempre più insufficienti.

La ricerca medica e le più recenti terapie

Ancora non ci sono farmaci che possano bloccare l’evoluzione della malattia. Si conoscono i meccanismi che portano la cellula nervosa ad ammalarsi. Ecco le varie fasi degenerative nella cellule nervosa:

  • Uno stadio iniziale caratterizzato da una infiammazione in un’area specifica del cervello, l’ippocampo.
  • Le cellule nervose colpite sono quelle dell’apprendimento e della memoria: in conseguenza dell’infiammazione le cellule diventano fibrotiche con presenza di cicatrici evolutive responsabile di perdita di tessuto sano ed evoluzione verso la demenza.

Possiamo salvarci con la prevenzione
E’ allarmante come nei diabetici è sempre più frequente l’associazione con la Demenza. Alcune sono i fattori aggravanti che verranno controllati come:

  • Diabete
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattie cardiovascolari
  • Astensione dal fumo

Una certa attenzione va posta ai fattori di rischio cardiovascolari ricordando di:                                                                                                                                                               

  • Essere attivi dal punto di vista dell’attività fisica sia in quella mentale .
  • Partecipare ad attività ricreative, sociali, culturali, letture, viaggi, imparare sempre qualcosa di nuovo anche degli hobby.
  • Smettere di fumare
  • Ridurre gli eccessi di alcool
  • Diabete: anche se si è affetti da diabete la cura corretta ne riduce il rischio ad ammalarsi del 50%.
  • Ruolo dell’istruzione, cultura: chi ha curato sin da giovane la cultura intesa in senso di conoscenze, formazione, in età avanzata avrà un rischio di demenza inferiore grazie alla ricchezza delle informazioni accumulate.
  • Stress e depressione: se eccessivi e continuati nel tempo sono considerati fattore aggravanti nelle malattie mentali e non solo.
  • Età e genetica sono fattori di rischio purtroppo ineluttabili e immodificabili

Lo studio di Okinawa ha dimostrato i vantaggi controllando alcuni fattori di rischio

Gli abitanti di Okinawa, isola dell’arcipelago giapponese nell’Oceano Pacifico, sono tra i più longevi ed esenti da Alzheimer sulla Terra. Lo studio è stato eseguito con autopsie eseguite sui centenari. In molti di essi erano presenti placche nel tessuto bianco cerebrale con chiazze fibrotiche tipiche dell’ Alzheimer. La novità stava che essi non presentavano i segni clinici della malattia demenziale. Certamente determinante è lo stile di vita (vita sana e all’aperto senza stress) e l’assenza di concause aggravanti come ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari, che sono tra le più basse al mondo.

L’alimentazione ideale e la Nutrigenomica

Vediamo l’alimentazione di questi abitanti:
pesceazz• Cibi ipocalorici ricchi in fito-complessi, alghe, frutta, verdura
• Assunzione di antiossidanti naturali presenti nella curcuma, anthiocina, pesce (ricchi in omega-3)
• Molti polifenoli che sono antiossidanti e potenti adattogeni rappresentati da vegetali che stimolano l’organismo a difendersi e reagire a virus, batteri, stress psico-fisico ed emotivo.

L’alimentazione corretta influenza positivamente la salute dei nostri geni: la scienza che studia l’interazione tra nutrizione e DNA si chiama Nutrigenomica. Vediamo come sia possibile “alimentare” il cervello per migliorare la memoria:
• Evitare una dieta ricca di grassi trans e grassi saturi

Alimentazione

  • Sarà più ricca in carboidrati complessi (verdura e frutta) e limitazione di quelli raffinati (zucchero, pane, pasta e derivati) e Acidi grassi essenziali (acidi omega-3) presenti in pesce azzurro, frutta secca, olio di oliva extravergine.
  • Limitare i grassi saturi: Spesso di origine da animali grassi causano infiammazione e aumento della produzione di radicali liberi: in quantità elevate possono danneggiare i neuroni cerebrali della memoria.
  • Consumare cibi ad alto contenuto di antiossidanti come  vitamina C aumentando l’apporto di frutta e verdura, mangiare pesce ricco di omega-3

Ma quale sarebbe la percentuale dei macronutrienti di un’alimentazione equilibrata?

Le percentuali ricordano quelle tipiche della Dieta a Zona così composta:
• 30% di grassi “buoni” (monoinsaturi) presenti nell’olio extra vergine di oliva, olio di semi di lino, avocado, frutta secca, pesce azzurro.
• 30% di proteine magre che includano pesce, pollo, tacchino, e soia (quest’ultima moderatamente e non tutti i giorni).
• 40% di carboidrati complessi utilizzando l’arcobaleno di verdure fresche, cereali integrali, legumi e frutta fresca. Mirtilli, maqui, spinaci, alghe, rosveratrolo, sono tra i più potenti antiossidanti.

Gli integratori necessari

  • Acido folico che abbassa i livelli di omocisteina, aumentata nelle malattie cardiache e neurologiche.
  • La Vitamina C ha dimostrato di ridurre il rischio di malattia di Alzheimer del 20% quando assunto con la vitamina E. Per usufruire dei suoi benefici più ampi si dovrebbe prendere una dose di 2.000 mg di vitamina C al giorno.
  • Coenzima Q10
  • Acido alfa lipoico
  • Ginkgo biloba
  • Fosfatidilserina
  • DHA
  • Acetil-L-carnitina

Bibliografia
• http://www.adi2013.org/
• http://www.snlg-iss.it/…/files/Cc_Disturbi_Apprendimento_si…
• Ageing Res Rev. 2013 Mar;12(2):579-94. doi: 10.1016/j.arr.2013.01.007. Epub 2013 Feb 6. Omega-3 fatty acids and brain resistance to ageing and stress: body of evidence and possible mechanisms.Denis I1, Potier B, Vancassel S, Heberden C, Lavialle M.
• https://www.giuseppebova.com/infiammazione-silente.html

Articolo aggiornato il 6 Luglio 2018

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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