Fibromialgia e alimentazione: cosa mangiare e quali cibi evitare

Dolori muscolari diffusi con disturbi dell’umore (ansia, depressione), dell’intestino (colon irritabile), caratterizzano la Fibromialgia. La terapia farmacologica convenzionale è necessaria per ridurre il dolore, l’insonnia e la stanchezza del mattino. La comparsa di alcuni effetti collaterali limita la prosecuzione del trattamento e la necessità di rivolgersi a terapie complementari. L’ approccio su questi pazienti è necessariamente olistico perché al dolore si associano altri sintomi. Secondo la dottoressa Kathleen Holton, Assistant Professor presso il Department of Health Studies dell’American University, “I sintomi della fibromialgia migliorano con le cure farmacologiche solo nel 30% dei casi”.

Quindi oltre alla terapia farmacologica si rende necessario associare altre terapie:

  • Attività fisica (Nordic Walking), Pilates
  • Cure termali (fanghi, massaggi, chinesi in acqua termale)
  • Tai Chi, Yoga,
  • Terapie comportamentali (mindfulness, yoga, meditazione), Gruppi di auto-aiuto
  • Alimentazione ed esclusione di intolleranze

Il ruolo dell’intestino nella Fibromialgia

Uno dei più grandi studiosi dell’infiammazione intestinale da cibo è il dr. Alessio Fasano, ricercatore presso l’Università del Maryland Celiachia Research Center. Le sue ricerche hanno evidenziato come l’ipersensibilità al glutine è in grado di infiammare la mucosa intestinale e di aumentare la permeabilità intestinale. Questo comporta un’alterazione della flora batterica intestinale (o microbiota) con comparsa di disbiosi (coliche, diarrea, gonfiore addominale) e aggravamento dei dolori muscolari o dell’artrite se è presente.

L’infiammazione intestinale ha anche conseguenze generali sull’umore e sul sistema immunitario. Sì, perchè non tutti sanno che l’intestino produce la serotonina (ormone del benessere psichico) ed interviene nel controllo dell’immunità con la produzione degli anticorpi. Quindi c’è più di un motivo per cui il tuo intestino debba funzionare bene. Se l’argomento finora ti ha interessato ti sarai posto alcune domande:

  • come riconoscere l’infiammazione da cibo (o intolleranza alimentare)
  • efficacia dell’alimentazione
  • glutine e cibi che fanno male

Come riconoscere l’infiammazione da cibo (o intolleranza alimentare)

Per scoprire quali cibi infiammano l’intestino puoi eseguire nel mio studio, tramite poche gocce di sangue prelevate dal polpastrello del dito, il test Recaller. Il test misura gli anticorpi BAFF e PAF, che troviamo aumentati in caso di infiammazione da cibo. Questa indagine risulta importante perché permette di impostare una dieta per alcuni mesi, che sia priva dell’alimento risultato positivo.

La maggior parte dei fibromialgici  risulta ipersensibile al Glutine, proteina presente nel frumento e derivati. L’esclusione del glutine per alcune settimane riesce a ridurre la sintomatologia dolorosa nel 30% dei casi con un recupero dell’energia psicofisica già dopo pochi giorni.

Efficacia dell’alimentazione

Al recente incontro reumatologico “Malattie senza dolore” è stata ribadita l’importanza della sana alimentazione come chiave per diminuire i disturbi fibromialgici. Una alimentazione corretta si basa sull’eliminazione del dolcificante aspartame, degli additivi alimentari come il  glutammato monosodico, insaporitore presente nei dadi per brodo di carne e nella salsa di soia.

I carboidrati vanno scelti col più basso indice glicemico. Sarà una dieta quindi povera di zuccheri, di farine raffinate, patate, alimenti industriali e sarà ricca di verdure, legumi e frutta.

Un regime alimentare di questo genere è in grado disattivare i meccanismi che amplificano la percezione del dolore. Nel contempo le fibre vegetali riequilibrano la flora batterica intestinale riducendo l’infiammazione intestinale e il malassorbimento dei nutrienti introdotti con l’alimentazione.

La Dieta a Zona per il paziente fibromialgico

La dieta a Zona è rivoluzionaria perché non si basa sulla privazione di alcun cibo ma sulla corretta associazione dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi). Questa combinazione dà benefici generali legati alla normalizzazione della secrezione dell’insulina e della glicemia a fine pasto. I fondamenti della dieta a zona sono rappresentati da:

  • Equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi ad ogni pasto
  • I carboidrati prevalenti sono a basso indice glicemico come quelli rappresentati da cereali integrali, frutta.
  • Le proteine saranno povere di grassi saturi. Assumi del pesce azzurro (almeno 2-3 volte la settimana) e della frutta secca, che sono ricchi di acidi grassi Omega-3,  noti per ridurre l’infiammazione e prevenire le malattie cardiovascolari.
  • La caffeina va limitata perchè aumenta gli ormoni infiammatori.
  • A tavola usa gli integratori naturali antinfiammatori ricchi di polifenoli come curcuma, zenzero, mirtilli.

Con la dieta a Zona non si soffre certo la fame e consultando le ricette del mio blog potrai rendertene conto. Se ti interessa approfondire Dieta a Zona vai a questa sezione dedicata.

Obesità peggiora il dolore

Molte persone con fibromialgia soffrono anche di obesità . L’eccesso di peso può aumentare il rischio di infiammazione e stress ossidativo. Se la fibromialgia coinvolge l’infiammazione, l’adozione di una dieta che incoraggi una persona a raggiungere o mantenere un peso sano può aiutare. Uno studio sulla rivista Clinical Rheumatology ha scoperto che le persone con fibromialgia che sono anche obese hanno goduto di una migliore qualità della vita una volta perso peso. Avevano meno dolore e depressione, meno punti dolenti e dormivano meglio dopo essersi tolti qualche chilo. Questo studio suggerisce che la perdita di peso può essere una parte importante del trattamento della fibromialgia.

La scelta dei cibi

  • Vitamina D – Secondo il National Institutes of Health (NIH), potrebbe esserci un legame tra i sintomi della fibromialgia e una carenza di vitamina D. Le fonti di Vitamina D includono tuorli d’uovo, yogurt magro, pesce spada e salmone.
  • Latticini – Limita l’assunzione di latticini perchè contengono grassi saturi optando per fonti alternative al latte come il latte di soia, latte di mandorla.
  • Additivi alimentari– Esistono diversi additivi alimentari classificati come eccitotossine che aumentano la sensibilità al dolore. Gli alimenti che spesso contengono eccitotossine includono alimenti trasformati, pasti surgelati, alimenti “dietetici”, bevande dietetiche / a basso contenuto calorico, dolcificanti artificiali, prodotti snack trasformati, dati per brodo, salsa di soia.
  • Frutta e Verdure – Fai il pieno di frutta e verdura ricche di antiossidanti. Preferisci allora spinaci, cavoletti di Bruxelles, cavolo, broccoli, barbabietole, peperoni rossi, cipolle, melanzana, fragole, prugne, lamponi, more, mirtilli, ciliegie
  • Glutine – I nutrizionisti del National Stem Cell Institute consigliano di eliminare, ma non del tutto, il glutine dalla dieta perchè può peggiorare i sintomi di un’ampia varietà di malattie, tra cui permeabilità intestinale aumentata, osteoporosi e fibromialgia. La maggior parte del glutine si trova nei cereali e negli amidi. Evita i prodotti che lo contengono come frumento e derivati ​​del frumento, malto e derivati ​​del malto, lievito di birra, amido di grano. Puoi sostituire il glutine con amaranto avena senza glutine, Chia, legumi, farina di grano saraceno, farine di noci, semi di lino, mais, manioca, miglio, patata, quinoa, riso, soia, sorgo, tapioca, yucca,

Gli integratori che curano

La fibromialgia è una malattia che necessita in molti casi di integratori naturali per recuperare energia ,lucidità mentale e benessere. Vediamo quelli più diffusi:

  • 5 HTP (idrossitriptofano) –  Allevia lo stress e migliora la concentrazione e l’attenzione. In caso di insonnia, preso alla sera, favorisce il sonno.
  • Creatinina – Migliora il tono muscolare e restituisce la forza riducendo la sensazione di stanchezza.
  • Vitamina B 12 – La somministrazione di alte dosi di vitamina B 12 porta in alcuni pazienti a una significativa riduzione dei sintomi. Interviene anche nella produzione dei globuli rossi e nella produzione dell’Omocisteina.
  • Sam (s-adenosilmetionina) – Ha una azione antidepressiva e si è dimostrata utile in caso di dolori legati a malattie degenerative come l’artrosi.
  • Magnesio – E’ un alcalinizzante che è in grado di neutralizzare le tossine circolanti. Trasforma il cibo in energia per l’attività muscolare. Ha azione antidepressiva e anticefalgica.

Bibliografia

  • Fibromyalgia and non-celiac gluten sensitivity: a description with remission of fibromyalgia. – Carlos Isasi, Isabel Colmenero, Fernando Casco, Eva Tejerina, Natalia Fernandez, José I. Serrano-Vela, Maria J. Castro, and Luis F. Villa
  • CazzolaM, Atzeni F, Salaffi F, Stisi S, Cassisi G, Sarzi Puttini PC. What kind of exercise is best in fibromyalgia therapeutic programmes? A practical review. Clin Exp Rheumatol 2010; 28 (suppl 63): S117-S124.
  • Kulshreshtha P and Deepak KK. Autonomic nervous system profile in fibromyalgia patients and its modulation by exercise: a mini review. Clin Physiol Funct Imaging 2013; 33:83-91.
  • Sarzi Puttini A, Rigamonti F. L’esercizio fisico e il paziente fibromialgico. In: Sarzi Puttini PC, Atzeni F, Cazzola M. Manuale pratico per il paziente affetto da sindrome fibromialgica. Milano, Assegi Editore, 2014.
  • Diet and fibromyalgia: Foods to eat and avoid – https://www.medicalnewstoday.com/articles/315386
  • What are the benefits of eating healthy? da Medical news today

Articolo aggiornato il 16 Febbraio 2021

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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