Fibromialgia: sintomi, terapie e consigli utili

Fibromialgia: sintomi, terapie e consigli utili

La fibromialgia è una malattia di interesse reumatologico con dolori muscolari diffusi, stanchezza progressiva, alterazioni dell’umore con insonnia, disturbi intestinali, formicolii (parestesie) diffusi agli arti. All’inizio la diagnosi sfugge al medico e l’individuo viene definito ipocondriaco, ansioso, depresso. Gli accertamenti del sangue non evidenziano nulla di particolare. La fibromialgia è una delle malattie reumatiche più diffuse: ben 5 milioni di persone ne sono affetti, prevalentemente il sesso femminile, con compromissione della qualità della vita.

Come riconoscere un paziente con fibromialgia

Questi pazienti hanno un atteggiamento verso la vita rinunciatario, rassegnato. Consultano più medici senza beneficio. Questo ne accresce la frustrazione e l’avvilimento.per un futuro senza speranza. Nel tempo diventa un incompreso. Rifiuta qualunque cambiamento di stile di vita, come l’attività fisica, l’alimentazione, spesso ricca di carboidrati raffinati, dolcii.

Sintomi

I dolori, con sensazione di contratture, sono i sintomi principali che si estendono dal collo agli arti inferiori. Altri sintomi di accompagnamento:

  • insonnia
  • depressione
  • stanchezza ingravescente
  • stipsi o diarrea
  • formicolii agli arti inferiori (“sindrome delle gambe senza riposo”)

All’anamnesi c’è spesso una infezione da Mononucleosi Infettiva prolungata.
Il 40% peggiora in rapporto all’assunzione di alcuni alimenti come glutine, lieviti. È consigliabile eseguire un test diagnostico come il Recaller . Il test lo eseguo nel mio studio di Desenzano del Garda (Brescia), al fine di poter individuare due tipi di anticorpi:

  • Baff, gli anticorpi di origine intestinale responsabili della reazione infiammatoria
  • Paf, gli indici del coinvolgimento generale dell’infiammazione

La risposta del test permetterà al medico reumatologo-nutrizionista di impostare un regime alimentare personalizzato, con lo scopo di far recuperare l’alterata tolleranza verso i cibi.

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La diagnosi è solo clinica

Nel primo incontro col paziente affetto da fibromialgia va esclusa l’associazione con eventuali altre malattie reumatiche presenti. La diagnosi di fibromialgia è spesso tardiva perché non si indaga su altri sintomi aspecifici presenti come la stanchezza progressiva, l’inappetenza, la digestione difficoltosa, l’insonnia, il colon irritabile, la sindrome delle gambe nervose notturne.

Importanza dello stile di vita e dell’alimentazione

  • Evitare gli additivi alimentari
  • Il glutammato monosodico, utilizzato per insaporire i dadi per brodo, e il dolcificante aspartame è meglio non usarli frequentemente, perché aumentano la sensibilità del dolore.
  • Non andate spesso nei ristoranti cinesi per l’uso abituale del glutammato monosodico.

Alimentazione

Esclusa la presenza di una Intolleranza alimentare si dovrà impostare un piano alimentare personalizzato che tenga conto delle abitudini alimentari, del sesso, età, lavoro, malattie associate. Devono essere presenti in percentuali equilibrate Carboidrati, Proteine e Grassi. Il modello che secondo la mia esperienza si è dimostrato in grado di agire positivamente su molti dei sintomi specifici del fibromialgico è la Dieta a Zona del dr. B. Sears, a cui si rimanda per approfondimenti.

Consigli utili:

  • Aumentate il consumo del pesce azzurro e della frutta secca – Gli acidi grassi Omega-3 si trovano nel pesce grasso, come il salmone, alici, sardine, sgombro, frutta secca, semi di lino. Sono noti per ridurre l’infiammazione e prevenire le malattie cardiovascolari. Integrate gli acidi Omega3 purificati con dosi medie giornaliere di almeno.
  • La caffeina: va limitata a un caffè al giorno. Aumenta l’insulinemia e le citochine infiammatorie. Se proprio non ne potete fare a meno aggiungete qualche caffè decaffeinato o ancora meglio il the verde, ricco in polifenoli, naturali antinfiammatori (antiossidanti).
  • Carboidrati raffinati e proteine – Il cibo correttamente assunto è la nostra prima medicina antinfiammatoria. Abituatevi a consumare poca pasta, pane, biscotti, pizza perché, avendo un alto indice glicemico, aumentano l’insulina e quindi le citochine infiammatorie. Se volete anche avere un peso equilibrato assumete sempre a tutti i pasti e spuntini un po’ di proteine derivanti dalla carne bianca, rossa, pesce, uova. I grassi non fanno male quindi usiamo quelli prevalentemente polinsaturi, presenti nell’olio di oliva extravergine italiano e nella frutta secca.
  • Integratori: non dimenticate a tavola curcuma, zenzero, mirtilli, ricchi di polifenoli naturali.

La Terapia Medica

L’alimentazione da sola non è sufficiente alla gestione completa della malattia. La fibromialgia ha molte sfaccettature cliniche che bisogna conoscere, prevenire e risolvere. La mia visione internistica d’insieme mi permette di gestire nello stesso paziente:

  • La correzione dell’infiammazione e dello squilibrio immunologico intestinale
  • Il riequilibrio della flora batterica intestinale
  • Impostare un Piano alimentare antinfiammatorio equilibrato in Carboidrati (40%), Proteine (30%), Grassi (30%)
  • Prescrivere una terapia medica di fondo convenzionale o omeopatica, relativa alla situazione clinica e alla sintomatologia dolorosa
  • Utilizzare gli integratori che possano aumentare il benessere psicofisico come Cellfood, Acidi Omega-3, Magnesio, Coenzima Q10, Ubichinone, Triptofano, Melatonina, Fitocurcuma

La Terapia Fisica e quella di supporto

I pazienti fibromialgici sono fisicamente condizionati dall’ansia, paure e stanchezza. L’aggravamento del dolore muscoloscheletrico dopo l’esecuzione di sforzi fisici induce i pazienti a limitare le proprie attività. In seguito l’esecuzione delle normali attività di vita quotidiana instaurano una vera e propria disabilità.  Le strategie terapeutiche non farmacologiche devono essere finalizzate a migliorare la forma fisica aerobica, la forza e la resistenza muscolare.

I benefici dell’esercizio fisico si esplicheranno a livello di:

  • muscolatura, con maggiore tollerabilità allo sforzo fisico
  • psichecon aumento delle Endorfine, ormoni che regolano una rete interna di sensazioni di piacere

I diversi tipi di esercizio consigliabili

Camminare, fare Nordic Walking, andare in bicicletta, nuotare, balneoterapia, è il modo migliore per intraprendere, nei pazienti affetti da fibromialgia reumatica, un programma terapeutico finalizzato a migliorare la forma fisica.

L’attività fisica in acqua termale si è dimostrata efficace nel migliorare alcuni sintomi di accompagnamento quali la depressione, l’ansia e lo stress. Numerose altre metodiche basate sull’attività fisica, quali, ad esempio, il “Tai- Chi” ed il “Qui gong”, antiche discipline che prevedono esercizi a basso impatto fisico con posture sedute, sdraiate ed in piedi, si sono dimostrate efficaci in termini di riduzione del dolore soggettivo e dell’affaticabilità, nonché di miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

Una regola da seguire sempre è quella di non indurre una riacutizzazione del dolore il giorno successivo all’esecuzione dell’esercizio; se ciò avviene significa che il carico di lavoro è stato troppo intenso ed è quindi necessario ridurlo.

Bibliografia

  • Fibromyalgia and non-celiac gluten sensitivity: a description with remission of fibromyalgia. – Carlos Isasi, Isabel Colmenero, Fernando Casco, Eva Tejerina, Natalia Fernandez, José I. Serrano-Vela, Maria J. Castro, and Luis F. Villa
  • CazzolaM, Atzeni F, Salaffi F, Stisi S, Cassisi G, Sarzi Puttini PC. What kind of exercise is best in fibromyalgia therapeutic programmes? A practical review. Clin Exp Rheumatol 2010; 28 (suppl 63): S117-S124.
  • Kulshreshtha P and Deepak KK. Autonomic nervous system profile in fibromyalgia patients and its modulation by exercise: a mini review. Clin Physiol Funct Imaging 2013; 33:83-91.
  • Sarzi Puttini A, Rigamonti F. L’esercizio fisico e il paziente fibromialgico. In: Sarzi Puttini PC, Atzeni F, Cazzola M. Manuale pratico per il paziente affetto da sindrome fibromialgica. Milano, Assegi Editore, 2014.
Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.