Artriti e malattie autoimmuni: controlla il Microbioma della flora batterica

Il microbioma, oltre che intervenire nella digestione e assorbimento dei cibi, controlla il sistema immunitario nella produzione dei linfociti.  La Disbiosi intestinale è responsabile di molte artriti, malattie autoimmuni, Morbo di Chron.

Rispetta il microbiota e il microbioma

Il microbiota è una famiglia di microrganismi (virus, batteri, funghi) che popolano l’intestino per il 70%, per il resto la cavità vaginale, il cavo orale, la pelle. Lo stress, l’alimentazione ricca in carboidrati e lieviti,l’ambiente, lo modificano sino a far perdere lo stato di salute. Il patrimonio genetico dei microrganismi, il microbioma, entra in relazione con le nostre cellule sane dei nostri tessuti sino a modificarle. Il parto e l’allattamento colonizzano l’intestino che alla nascita è sterile. Sarà l’alimentazione, antibiotici somministrati nei primi mesi di vita, ad  influenzare lo sviluppo di un microrganismo rispetto un altro.

In questo mio articolo faccio il punto su modificazioni del microbioma e insorgenza delle artriti. Possibilità nella manipolazione del microbioma come arma vincente nelle malattie autoimmuni.

Perchè ci si ammala

Molte malattie sistemiche sono conseguenza della virulentazione dei microrganismi che da commensali diventano patogeni. E’ il caso della Candida Albicans o dell’Escherichia Coli, che dall’intestino si spostano di sede contaminando l’apparato urogenitale. Questo è legato ad:

1.alterazioni del sistema immunitario

2.uso di antibiotici

3.alimentazione squilibrata, prevalentemente ricca in lieviti e carboidrati

 Composizione del microbioma

Il microbioma è costituto dal patrimonio genetico (DNA, RNA) di batteri, virus e funghi. Ecco i batteri più noti:

  • Gram Positivi: Actinobacteria, Mycoplasma, Staphylococcus, Streptococcus, Lactobacillus, Lactococcus, Enterococcus
  • Gram Negativi: Bacteroidetes, Prevotella fecalis, Escherichia Coli, Klebsiella, Shigella, Salmonella, Helicobacter e Serratia.

Senza microbioma non sarebbe possibile la vita

Il patrimonio genetico dei microrganismi è 100 volte superiore a quello del nostro organismo. In loro assenza non sarebbero possibili alcune complesse funzioni fisiologiche di alcuni apparati:

  • sviluppo dello spessore della mucosa gastrointestinale e regolazione del transito delle feci.
  • assorbimento dei carboidrati anche indigeribili; sali minerali.
  • controllo dell’assorbimento degli zuccheri provenienti dall’alimentazione. Funzione importante per la prevenzione del diabete e dell’obesità.
  • attivazione controllata del sistema immunitario per gli stimoli inviati dagli stessi microrganismi

Il progetto Human Microbiome Project

In ogni Paese esistono centri di ricerca che partecipano al progetto di identificazione dei microganismi del microbioma umano (HMP).

Speranza dalla manipolazione del microbiota nelle artriti reumatiche

Nei pazienti con artrite il microbiota presenta modificazioni responsabili di una disbiosi. Le ricerche attuali tendono alla manipolazione con l’obbiettivo di interferire sull’evoluzione della malattia. Oltre che nelle malattie reumatiche questi tentativi si stanno facendo in soggetti con Autismo, Morbo di Atzheimer, Depressione, Sclerosi Multipla, Asma, Disturbi cognitivi.

La disbiosi intestinale

L’uso ricorrente, incongruo di antibiotici porta alla disbiosi intestinale.  La disbiosi intestinale è uno squilibrio microbico tra i vari microrganismi le cui cause principali sono:

  • errata alimentazione , ricca di cibi raffinati e additivi
  • ripetuta e inappropriata assunzione di antibiotici
  • abuso di alcol, stress, vita sregolata.

Secondo il dr. Scher alcuni microrganismi, come Ruminoccocus e Akkermansia, proteggono la salute dell’intestino. Uno squilibrio batterico da somministrazione incongrua di antibiotici, favorirebbe inizialmente uno stato infiammatorio a livello gastroenterico. In una seconda fase la reazione sarebbe più generale sino a reazioni infiammatorie articolari tipiche come nell’artrite reumatoide e nell’artrite psoriasica. Le attuali ricerche tendono a rimpiazzare i batteri mancanti valutando i benefici sulle malattie reumatiche interessate.

Gli antibiotici favoriscono lo sviluppo di alcuni microbi rispetto quelli presenti con squilibrio del microbioma. Di conseguenza compaiono diarree, spesso confuse con l’intolleranza all’antibiotico, o riaccensione di malattie croniche, come l’artrite, l’asma .

Probiotici nella cura dell’artrite

Lo yogurt è un alimento oggi reperibile nei banconi di qualsiasi supermercato e di tutti i negozi di alimentari, ma pochi di questi prodotti hanno un contenuto di bacilli vivi e vitali tale da garantire un impatto sul microbiota intestinale. Meglio utilizzare dei fermenti lattici oggi indicati come probiotici. Secondo l’O.M.S. i probiotici sono degli “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”. Quindi un probiotico moderno deve contenere degli organismi vitali in alte concentrazioni.

I primi lavori di Kato et al. hanno dimostrato che la somministrazione orale di Lactobacillus casei vivi prevengono l’insorgenza dell’artrite. Non solo. La somministrazione di L. casei ha un effetto immunosopressivo sulle  citochine proinfiammatorie precedentemente stimolate a iperprodurre citochine della fase acuta. Ci sono stati benefici anche sulla parete della mucosa intestinale con notevole riduzione dello stato infiammatorio.

Uno studio ha dimostrato che un trattamento a breve termine in un gruppo di pazienti affetti da artrite cronica giovanile, trattati con con Lactobacillus rhamnosus, ha provocato un aumento degli anticorpi IgA, , e un leggero calo nel fecale fattore di necrosi tumorale (TNF), citochina coinvolta nella prima fase dell’artrite acuta.

Più di recente, il trattamento orale giornaliera di pazienti affetti da AR con Lactobacillus casei per 8 settimane ha portato ad una significativa riduzione nel siero di indici di malattita artritica acuta (proteina C-reattiva (CRP), interleuchina-6, interleuchina-12 e TNF-alfa).

Nei soggetti con Psoriasi, la somministrazione di B. infantis, ha ridotto i livelli sierici di CRP e TNF con soppressione sistemica dell’ infiammazione.

Prebiotici

Di recente, visti gli scarsi risultati dall’uso dei probiotici, buone prospettive si hanno dai prebiotici. Sono molecole, prevalentemente zuccheri tipo disaccaridi, che non possono essere digeriti dall’intestino umano e dagli enzimi prodotti dal pancreas, ma vengono modificati da certi batteri che compongono il microbiota. L’obiettivo della somministrazione di prebiotici è quello di somministrare una sostanza che modificata favorisca lo sviluppo di alcuni bacilli necessari al microbiota.

Ma tra microbiota e artrite c’è correlazione?

I microrganismi che colonizzano i nostri corpi, il commensale ‘microbiota’, è influenzato e modificato da stress, alimentazione,ambiente. Intereagendo con le cellule sane del nostro organismo può modificare lo stato di salute sino a provocare malattie tra cui  l’artrite.  E’ possibile che la  manipolazione del microbiota potrà rappresentare un’arma in più nella cura di molte malattie.

Recenti scoperte evidenziano che il microbiota nelle persone con artrite è modificato rispetto al normale. Sono stati evidenziati miglioramenti clinici dell’artrite in soggetti il cui microbioma sia stato manipolato.

I virus e i batteri responsabili dell’autoimmunità

Molte malattie comuni sono scatenate da microrganismi.  E’ il caso dell’Helicobacter pylori che può comportare una malattia infiammatoria ulcerosa gastrica sino al cancro dello stomaco. Le modificazioni del microbioma nell’intestino dei pazienti con Crohn possono contribuire alla malattia. E’ stato evidenziato come alterandosi il microbioma si modifica il sistema immunitario, con perdita della tolleranza sulle nostre cellule, con conseguenti fenomeni di infiammazione del colon o delle articolazioni.

L’approccio attuale è la manipolazione del microbiota per riportarlo ad uno stato di normalità con conseguente miglioramento dell’artrite.

Se c’è disbiosi aumenta la possibilità di avere un’artrite

Nelle persone con artrite cambiamenti del microbiota si verificano non solo nel tratto inferiore dell’intestino, ma anche nella cavità orale. Questo rapporto è stato osservata tra malattia paradontale e artrite reumatoide precoce (RA). Sono risultati aumentati due microrganismi, Prevotella e Leptotrichia nelle feci.  

Gli autori dello studio hanno dimostrato che la colonizzazione di topi con Prevotella copri aveva aumentato la predisposizione ad ammalarsi di colite e Artrite Reumatoide.

In un altro studio soggetti con Artrite Psoriasica presentavano una disbiosi intestinale con aumento fecale della Prevotella Copri. Un miglioramento clinico si è avuto correggendo la disbiosi intestinale.

Le ricerche sulla Prevotella Copri nei pazienti reumatici

il Dr. Dan Littman e coll. della NYU School of Medicine, hanno esaminato campioni di feci sia di persone sane che di persone affette da artrite reumatoide o psoriasica.

Si è scoperto che il 75% delle persone affette da artrite reumatoide di recente comparsa e non ancora trattati aveva nel proprio microbioma intestinale il batterio Prevotella copri. Questo era presente nel 12% delle persone con artrite reumatoide cronica trattata, nel 38% di malati con artrite psoriasica.

All’aumento di Prevotella copri era connessa una riduzione di molti gruppi di batteri necessari, come i Bacterioides.
Per valutare se P. copri fosse responsabile dell’infiammazione, i ricercatori inocularono in un topo sano il batterio che divenne parte integrante del microbioma intestinale e successivamente le cavie con P. copri svilupparono i sintomi tipici dell’artrite.

In un gruppo di ratti positivi per l’antigene leucocitario umano (HLA-B27) e β-2 microglobulina si svilupparono quadri di artrite spontanea con alterazione del microbiota del colon. I batteri tipo Escherichia Coli inducono l’infiammazione per incremento delle citochine proinfiammatorie (Th17), interferone-γ, interleuchina-17A e l’interleuchina-6. Si deduce che  questi batteri specifici possono influenzare direttamente lo sviluppo della malattia infiammatoria.

Possibilità terapeutiche e la dieta

Dato che le alterazioni nelle microbiota intestinale sono associate con l’artrite, le cure attuali utilizzano probiotici, modificazione della dieta, uso di prebiotici sotto forma di supplementazione di fibra e il trapianto microbica fecale (FMT).

La composizione della flora batterica è largamente controllata dalla disponibilità di fibre, proteine e grassi nella nostra dieta.  Cambiamenti significativi e rapidi sono indotti, per esempio, quando si passa da una una dieta vegetale ad una proteico-animale. Rispetto ad una dieta mediterranea ricca di frutta, verdura e legumi, povera di carne e grassi saturi, si elevano i livelli fecali di SCFA (acidi Grassi a Catena Corta). Questo comporta un miglioramento dell’integrità della mucosa intestinale soprattutto nei pazienti con colite infiammatoria. Utile in questi casi un periodo di dieta paleolitica, priva di carboidrati raffinati, lattoderivati, lieviti. Migliorati in questi casi i sintomi clinici dell’artrite con riduzione delle citochine proinfiammatorie e cellule infiammatorie intestinali. (Säemann MD, Böhmig GA, Österreicher CH, et al. Anti-inflammatory effects of sodium butyrate on human monocytes: potent inhibition of IL-12 and upregulation of IL-10 production. FASEB J 2000; 14:2380–2382).

Una dieta che ha mostrato ottimi risultati in pazienti con malattia infiammatoria intestinale pediatrica è la nutrizione enterale (EEN). Questa dieta priva di fibre e di livelli equilibrati di proteine (caseina), grassi (trigliceridi a catena media) e zuccheri semplici (maltodextran) ha provocato un cambiamento significativo nel microbiota fecale. E’ in corso uno studio clinico su pazienti con artrite idiopatica giovanile che ha descritto un miglioramento di lunga durata del gonfiore e la funzione articolare dopo la somministrazione EEN.

Conclusione

Importanti progressi sono stati fatti nella comprensione delle correlazioni tra i cambiamenti nella flora batterica e lo sviluppo di artriti infiammatorie. Una maggiore comprensione di questi cambiamenti, e dei meccanismi che sono alla base delle modificazioni del microbiota, saranno richiesti per sviluppare terapie future efficaci e sicuri. Questo campo di ricerca promette molto e potrà fornire benefici significativi per le persone con artrite. Il mio consiglio è che l’intestino va drenato, curato con un adeguato piano dietetico, integrato con adeguati prebiotici per lunghi periodi. Va esclusa la coesistente infiammazione da cibi, fattore aggravante l’infiammazione, eseguendo un test che ricerchi il BAFF e PAF. Questo è che quello che io faccio e mi sento di consigliare, valutando i risultati ottenuti.

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Articolo aggiornato il 2 Ottobre 2018

Dottor Giuseppe Bova

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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