Gonfiore addominale: necessari Prebiotici e Probiotici

Gonfiore addominale: necessari Prebiotici e Probiotici

Il gonfiore addominale si accompagna spesso a sonnolenza, crampi, eliminazione di gas, riduzione della forza muscolare, sonnolenza dopo i pasti, umore depresso. Tra le cause uno squilibrio della flora batterica intestinale o microbioma, carenza di prebiotici e probiotici, intolleranze alimentari, sindrome del colon irritabile.  Ma vediamo di conoscere meglio l’intestino e i componenti della flora batterica intestinale.


Gonfiore addominale: l’intestino

L’intestino è stato considerato in passato un organo con importanza marginale, coinvolto prevalentemente nella trasformazione ed elaborazione del cibo ed è il responsabile del gonfiore addominale.

Solo negli anni ’90 il prof. D. Gershon della Columbia University ha scoperto che l’intestino contiene un esteso sistema nervoso, del tutto simile a quello che abbiamo nella testa, capace di interagire con il sistema immunitario e con la flora intestinale. Per questo è stato definito il nostro “secondo cervello”

Il nostro secondo cervello

Gonfiore addominale

L’intestino, il secondo cervello

Questo “secondo cervello”, per differenziarlo da quello presente nella testa, dirige tutte le attività intestinali mantenendo il collegamento con il “primo cervello”.

Le relazioni tra i due cervelli sono a doppio senso, nel senso che quello che accade nella testa (stress, emozioni) influenza la salute dell’addome e viceversa: la salute dell’addome può influenzare il benessere mentale (depressione, ansia e altri disturbi psichici).

Secondo il prof Gershon l’intestino, pur avendo meno cellule nervose, i neuroni, del “primo cervello”, lavora autonomamente, aiuta a fissar i ricordi legati alle emozioni, ed è coinvolto nel piacere e nel dolore.


La serotonina

La serotonina, ormone del piacere e benessere, è prodotta per il 90% anche dalle cellule intestinali (cellule enterocromaffini), rilasciata in seguito a stimoli esterni come:

  1. introduzione di cibo
    piacere intestinale

    piacere intestinale

  2. musica
  3. emozioni piacevoli o spiacevoli

Essi influenzano tutti i movimenti intestinali, cioè la peristalsi, e si tradurranno in diarrea o stipsi.

Rapporti tra intestino, sistema immunitario e flora batterica intestinale

L’intestino è coinvolto nella regolazione del sistema immunitario e nella flora batterica intestinale.

I batteri della flora intestinale subiscono modificazioni da parte degli ormoni dello stress come adrenalina e noradrenalina, con aumento della virulenza dei batteri che vivono in condizioni di equilibrio fra di loro. In questo caso la risposta allo stress sarà rappresentata dalla comparsa di disturbi intestinali.

Secondo un ricercatore tedesco, il dottor Peter Konturek dell’ University Jena, lo squilibrio tra i batteri dell’intestino ha un effetto negativo sull’asse cervello-intestino. Ne conseguono turbe funzionali dell’intestino con perdita della permeabilità e diarrea e gonfiore addominale.


Microbioma

È l’insieme di microrganismi (virus, batteri, protozoi, miceti) che albergano nell’intestino e con il loro patrimonio genetico intereagiscono col nostro patrimonio genetico cellulare.

popolazione intestinale

popolazione intestinale

Per mantenere in pieno benessere il Microbioma bisogna mantenere in equilibrio i 3 componenti intestinali:

  • batteri
  • virus
  • miceti

Lo squilibrio tra uno di essi darà la disbiosi intestinale con sintomi da cattiva digestione, insonnia, diarrea, perdita del buon umore, calo dell’energia, aumento del peso, diabete, vaginiti.

Rappresentano l’espressione dell’infiammazione intestinale accompagnata dalla perdita della permeabilità intestinale.

Alimentazione e stress

L’alimentazione dovrà essere ricca di fibre derivanti fa verdura e frutta.

Ma lo stress distrugge i batteri sani dell’intestino lasciando il sopravvento a quelli patogeni.

Gli integratori intestinali

In caso di disbiosi intestinale si dovrà ricorrere all’uso di fermenti lattici. Se andate in farmacia dovete sapere sapere cosa chiedere non essendo tutti uguali.

pre e probiotici

pre e probiotici

Oggi si preferisce il termine più corretto di:

  • Prebiotici
  • Probiotici

Hanno funzioni diverse gli uni dagli altri

I Prebiotici

Sono delle fibre alimentari che non sono assorbite dall’organismo ma utilizzate dalla flora intestinale per migliorare lo sviluppo dei probiotici e l’attività dei batteri. Le principali sostanze ad azione prebiotica sono le inuline, lattosaccarosio, lattulosio. Sono utili per migliorare il transito intestinale, la fermentazione, controllare i disturbi intestinali. L’inulina è presente soprattutto nei tuberi di.

Ecco alcuni cibi ricchi e consigliabili:

  • Il pesce, ricco di omega-3, che aiuta a ridurre la trigliceridemia
  • La soia che contiene proteine che abbassano il colesterolo
  • Lo yogurt che contiene fitosteroli e lactotripeptidi (che aiutano a ridurre notevolmente sia il colesterolo sia la pressione)
  • Gli alimenti ricchi di oligofruttosio e inulina, come i porri, le cipolle, l’aglio, i carciofi, gli asparagi, le banane, i fagioli, il grano, l’avena, il pomodoro, le barbabietole, la farina di frumento, il miele, i porri.
  • Topinambur, cicoria e le radici di scorzonera sono ricchi di inulina.

L’ abuso di questi cibi potrebbe causare un’alterazione della flora intestinale e quindi procurare l’insorgere di disturbi intestinali.

I probiotici

I probiotici sono “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite, dopo aver superato la barriera gastrica acida”.

La maggior parte di essi è rappresentata dai lactobacilli, bifidobatteri e anche alcuni lieviti.

I fermenti lattici vengono comunemente consumati sotto forma di yogurt ma non svolgono alcun ruolo benefico per l’organismo umano, perché muoiono appena entrano in contatto con i succhi gastrici disattivandoli.

L’azione dei probiotici ha carattere temporaneo e termina alcuni giorni dopo la sospensione della loro assunzione. Si consiglia pertanto di assumerli almeno per un mese e fare dei cicli ripetuti in certe situazioni cliniche.

Ecco alcuni ceppi di probiotici che troviamo in alcuni integratori:

  • il Bacillus clausii (Enterogermina ),
  • il Lactobacillus rhamnosus GG (Dicoflor),
  • il Saccharomyces boulardii (Codex),
  • Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus paracasei, Bifidobacterium bifidum, Bifidobacterium lactis, Lactococcus lactis, Lactobacillus salivarius(Simbiolact di Guna)
  • Lactobacillus paracasei CRL-431 (Neolactoflorene ),
  • l’associazione del Lactobacillus rhamnosus con il Bifidobacterium lactis (Fervivo)

Ecco alcune delle loro azioni utili:

  • Nel migliorare la qualità di vita di chi soffre di disfunzioni gastrointestinali (gonfiore, dolori addominali tipici della sindrome dell’intestino irritabile.
  • Nell’intolleranza al lattosio. Poiché i batteri lattici sono in grado di convertire il lattosio in acido lattico, negli intolleranti al lattosio, si ha un miglioramento nella digestione di questi cibi.
  • Nella diarrea da assunzione di antibiotici che è conseguenza dei batteri intestinali, con prevalenza di quelli patogeni. L’assunzione in prevenzione comporta anche una riduzione dell’incidenza della diarrea nel 50% dei casi.
  • Nella difesa dalle infezioni batteriche, nelle infezioni da lieviti e nelle vaginiti recidivanti.
  • Nella prevenzione e il trattamento delle allergie, così come dimostrato nelle donne che li assumono in gravidanza.
  • Nella risposta immunitaria aumentando le difese. Si reputa che possano aumentare gli anticorpi potenziando le cellule killer verso virus e batteri.
  • Nella stipsi, nella diarrea del viaggiatore o da antibiotici
  • Nelle infezioni della cute e delle vie urinarie.
  • Nelle infezioni respiratorie (soprattutto nei bambini e neonati).
  • Nelle malattie infiammatorie dell’intestino come la colite ulcerosa

Probiotici presenti in alcuni alimenti:

  • Il Carciofo di Gerusalemme è una radice naturale dolcificante organico a base di un tipo di ricco di inulina, importante per la crescita dei prebiotici e probiotici.
  • Il Carciofo è una delle fonti più note di prebiotici che sono necessari alla crescita dei probiotici.
  • Il kefir è una bevanda di latte fermentato contenente fermenti vivi che contribuiscono a promuovere batteri intestinali sani.
  • Il Kimchi è un piatto piccante dall’Asia che è un gruppo di verdure e spezie fermentati.
  • Il saurkraut è un piatto tedesco, semplicemente del cavolo fermentato.

I Simbiotici

L’associazione tra prebiotici e probiotici porta allo sviluppo di alimenti detti “simbiotici”. L’azione sulla salute è combinata.

Hanno capacità di migliorare da un lato la sopravvivenza degli organismi probiotici e dall’altro di favorire la formazione di delle sostanze necessaria per la flora batterica intestinale già residente.

Tra le funzioni ricordiamo:

  • Il miglioramento dell’intolleranza al lattosio e dell’ assorbimento di alcuni minerali (calcio, ferro e magnesio)
  • Azione normalizzante sulla funzionalità intestinale (motilità, assorbimento, secrezione)
  • Azione protettiva contro infiammazioni e infezioni a carico dell’intestino, in particolare nelle forme diarroiche.

Gonfiore addominale: l’alimentazione corretta per l’intestino

intest-flora

I cibi introdotti sono in grado di modificare la flora batterica intestinale (microbioma) dell’individuo e diminuire il gonfiore addominale. Vediamo alcuni consigli per mantenerlo sano:

  • Rimuovere lo zucchero e gli alimenti raffinati come biscotti, cracker, grissini. Un micete presente nell’intestino come la Candida albicans è avido di questi prodotti. Se prolifica infiamma l’intestino oltre a dare infezioni in altri organi come bocca, vagina, ano, esofago.
  • Preferire i carboidrati della frutta e verdura a basso contenuto di zucchero (basso indice glicemico).
  • Utile l’assunzione di ravanelli, topinambur, porri, asparagi, crauti, sottaceti, carote, aglio e la curcuma.
  • In caso di gonfiore addominale provare una dieta di eliminazione di cibo o ancora meglio fare un test per l’intolleranza alimentare. Questo per determinare se avete allergie alimentari o intolleranze.

Bibliografia:

Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.