Infiammazione silente

Che cos’è l’infiammazione silente

L’infiammazione silente rappresenta  una reazione  di difesa infiammatoria del sistema immunitario contro:

  • agenti estranei che invadono l’organismo
  • inquinamento ambientale
  • pesticidi ed erbicidi
  • stress
  • abuso di farmaci e soprattutto antibiotici

Fin qui tutto è normale. La malattia insorge quando il sistema immunitario, in seguito ad attacchi ripetuti, reagisce con uno stato infiammatorio cronico, di basso grado, silente e asintomatico. E’ la fase in cui con la prevenzione e con la modificazione dell’alimentazione si può arrestare l’evoluzione verso lo stato di malattia.

Un Killer silenzioso che provoca malattie autoimmunitarie

Del problema se ne interessò nel 2004 il Time Magazine pubblicandone un articolo “The Secret Killer Is Inflammation- Inflammation is a Secret or Silent Killer”. Nel marzo 2014 a Milano partecipai al primo convegno internazionale su “Infiammazione e Nutrizione” alla presenza di più di  500 specialisti italiani e stranieri provenienti da tutto il mondo.

Con l’infiammazione cronica si attiva uno stato infiammatorio perenne, di bassa intensità, ma prolungato nel tempo che porta all’indebolimento del sistema immunitario. Ciò spiega perchè aumentano il cancro, le malattie autoimmunitarie reumatiche.

Malattie conseguenti all’infiammazione silente cronica

L’infiammazione silente cronica è stata implicata già molti anni fa nel cancro ma negli ultimi anni molti ricercatori, hanno contribuito, con i loro studi, a trovarne i rapporti in malattie diffuse come:

  • Infarto, Ictus
  • Diabete, Dislipidemie e Dismetabolismo
  • Malattie autoimmunitarie
  • Dermatiti croniche come psoriasi, cellulite, lichen
  • Allergie, intolleranze
  • Malattia di Alzheimer, Depressione
  • Malattie cardiovascolari
  • Artrite
  • Osteoporosi
  • Fibromialgia
  • Disfunzione erettile, riduzione della libido
  • Malattie respiratorie croniche

Ruolo dell’alimentazione

Studi recenti indicano che l’alimentazione corretta e lo stile di vita  contribuiscono a controllare l’infiammazione. La ricerca negli ultimi anni ha dimostrato che ci sono alimenti in grado di stimolare uno stato infiammatorio, e altri che possono contribuire a ridurlo. In particolare lo zucchero,  i grassi saturi dei cibi grassi, i carboidrati raffinati. Ma ci sono alimenti che “spengono” l’infiammazione come frutta, verdura, gli omega-3 presenti nel pesce e nella frutta secca. e omega-3.

Gli studi condotti presso l’università di Harvard dal dr B. Sears, hanno riconosciuto come modello di alimentazione antinfiammatoria la Dieta a Zona. Infatti quest’alimentazione equilibrata e in grado di contrastare l’attività degli ormoni infiammatori aumentati.

L’infiammazione è una malattia che va prevenuta e curata perché è una condizione favorente una serie di condizioni di salute croniche, come il cancro, le malattie reumatiche e autoimmunitarie, malattie cardiovascolari, obesità.

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I cambiamenti ormonali legati all’infiammazione silente

L’infiammazione silente è una reazione di difesa espressa dall’aumento nel sangue di alcuni ormoni pro-infiammatori:

  • Eicosanoidi 
  • Insulina 
  • Cortisolo
  • Eicosanoidi

Gli eicosanoidi sono ormoni prodotti da ogni cellula del corpo che, riversandosi nel torrente circolatorio, regolano le funzioni del sistema immunitario, cervello e cuore. A seconda delle necessità sono di due tipi:

  • proinfianmmatori: prevalgono nella fase iniziale di difesa attiva come durante un’infezione, un’artrite, l’asma.
  • antinfiammatori: azione opposta, soppressiva, per spegnere l’infiammazione iniziale di difesa e portare alla guarigione.

L’alimentazione modifica o previene lo squilibrio proinfiammatorio. Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, presenti nell’olio di pesce, riducono gli eicosanoidi proinfiammatori, mentre gli acidi grassi omega-6, che si trovano in alte concentrazioni nell’olio di mais, soia, girasole, aumentano la produzione di eicosanoidi pro-infiammatori.

Oggi mangiamo molti cibi ricchi in omega-6 rispetto quelli contenenti omega-3, con un rapporto vicino a 20:01. Troppo alto. 80 anni fa era di 2:1! Più cibi consumiamo ricchi in omega-6 più acido arachidonico (AA) si forma. Si attiva così la serie proinfiammatoria degli eicosanoidi (leucotrieni). Saranno loro i responsabili del dolore reumatico infiammatorio, con gonfiore e rossore associati. La farmacologia tradizionale produce antinfiammatori per bloccare la produzione (anti-leucotrieni, anti-PgE2, antiCox2). In modo più naturale utilizzeremo il cibo, ricco in acidi omega-3, per aumentare gli eicosanoidi della serie antinfiammatoria.

Insulina

L’insulina è l’ormone che, regolando la concentrazione della glicemia, permette l’adeguata distribuzione di glucosio nelle cellule tissutali. L’eccesso sarà accumulato, sotto forma di trigliceridi, nel tessuto adiposo. L’alimentazione squilibrata verso i carboidrati, specie se raffinati, crea una iperproduzione di insulina con soggetti sempre più affamati, diabetici, obesi.

L’aumento dell’insulina incrementa la produzione di acido arachidonico, starter dell’infiammazione silente. Nel tessuto adiposo troveremo cellule infiammatorie, come l’interleuchina-6 (IL-6) e aumento della PCR.

Cortisolo

Il cortisolo è l’ormone dello stress, è elevato nei soggetti sotto tensione continua. Nell’ infiammazione silente la corteccia surrenalica aumenterà la produzione del cortisolo, per contrastare l’eccesso di eicosanoidi proinfiammatori. E’ la tipica ipercortisolemia del soggetto stressato cronico. Vediamo le ripercussioni sull’organismo:

  • aumento dell’insulino-resistenza con tendenza a problemi di peso
  • diabete
  • stato cognitivo compromesso, confusione sino all’ottundimento
  • ipofunzionalità della ghiandola tiroide
  • iporeattività del sistema immunitario con facilità ad ammalarsi o a recidive infettive
  • osteopenia sino all’osteoporosi
  • dismetabolismo, ipertensione arteriosa

Gli esami per riconoscere l’indice di infiammazione silente cronica

Per sapere se si è affetti da infiammazione silente, oltre alla visita medica, bisogna ricorrere all’esecuzione di alcuni esami del sangue. Vediamo quelli che si ritengono attualmente più attendibili.

  • AA/EPA v.n. 1,5 è il valore ideale riscontrato nei giapponesi, i più longevi nel mondo, con ridotta incidenza di malattie cardiovascolari. Gli americani hanno un valore medio di 11.
  • Insulina a digiuno v.n. 5-10 uIU/ml – Valori superiori a 10 uIU/ml sono indice, oltre che di resistenza insulinica, di uno stato infiammatorio con rischio di sviluppare malattie cardiache.
  • TGL/HDL v.n. 1-2 – Dà un indicazione indiretta sulle LDL aterogene, di piccole dimensioni e aterogene, con un rapporto > 2, rispetto la presenza di LDL non aterogene, non a rischio quindi, con un rapporto < 1,5
  • PCR v.n. 1-2  – E’ una proteina prodotta dal fegato che rileva precocemente l’infiammazione. Ma attenzione che può essere aumentata in molte altre malattie come l’artrite, un’infezione, un’anemia e tante altre ancora.
  • Recaller-test –  È un test che ricerca gli anticorpi aumentati da un’errata alimentazione accompagnata da uno stato di Intolleranza alimentare

Per non sbagliare rivolgersi sempre al medico clinico competente in grado di fare una corretta diagnosi e proporre un corretto piano dietetico. 

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Come prevenire l’infiammazione cronica

Ecco alcuni consigli che vi sorprenderanno nella loro semplicità:

  • Mantenete un peso forma accettabile
  • Fate un’alimentazione ricca in frutta e verdura, frutta secca, pesce, preferibilmente salmone o pesce azzurro, olio di oliva extravergine.
    Limitate il consumo delle carni grasse, eliminate i grass trans, consumate pochissimo latte e derivati.
  • Non fate uso di droghe, fumo, alcolici, troppo caffè
  • Usate alimenti ricchi in sostanze antiossidanti, come polifenoli, rosveratrolo, presenti nel vino rosso, mirtilli, maqui.
  • Fate una regolare attività fisica di almeno mezzora al dì
  • Ridurre lo stress è noto a tutti ma non sempre applicabile.
  • Ricorrete all’aiuto fornito dallo yoga, training autogeno, meditazione.
  • Regalatevi una buona dormita il più naturale possibile senza ricorrere a farmaci

Infiammazione da cibo e ruolo dell’intestino

Possibilità curative di una nuova dieta antinfiammatoria

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