Intolleranze alimentari: test, cause e sintomi della reazione

Che cosa sono le intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari sono una reazione avversa agli alimenti caratterizzata da sintomi clinici diffusi, mal definiti, ad uno o più organi. Causa dell’intolleranza è l’“infiammazione silente“ generalizzata. E’ una condizione di infiammazione perenne, di bassa e prolungata intensità, che condurrà alla disfunzione ormonale.

Si indeboliranno sino ad ammalarsi:

  • il sistema nervoso centrale (cervello, nervi)
  • il sistema cardiovascolare (cuore, arterie)
  • il sistema immunitario (malattie autoimmunitarie)

Cause d’infiammazione silente

  • alimentazione ricca in carboidrati raffinati (pane, pasta, zucchero), grassi saturi (burro, carni e salumi grassi, panna, mascarpone)
  • conservanti
  • coloranti
  • stress con aumento del cortisolo
  • abuso di farmaci (Fans, antibiotici, ormoni)
  • fumo

Oggi è possibile con semplici test ematici individuare gli agenti causali e predisporre gli interventi più idonei per una guarigione clinica.


La prevenzione per le intolleranze alimentari

I sintomi di intolleranze alimentari cominciano subdolamente molti anni prima, anche dieci, minando progressivamente lo stato di benessere generale. Bisogna che medico e paziente riconoscano questi segnali d’allarme per intervenire.

Essi sono:

  • stanchezza ricorrente, sonnolenza secondaria all’ipoglicemia
  • vuoto allo stomaco con bisogno di mangiare spesso
  • umore tendenzialmente nervoso o depresso
  • gonfiori addominali con diarrea o coliche addominali
  • difficoltà a dimagrire pur con un regime ipocalorico; presenza di cuscinetti ai fianchi (segno di resistenza insulinica)
  • cefalea
  • cellulite, eruzioni acneiche della pelle
  • candidosi
  • alterazioni della glicemia

Trascurando questi segni clinici e bioumorali l’evoluzione sarà verso patologie più significative come:

  • artriti reumatiche (artrite reumatoide, Les), fibromialgia
  • malattie autoimmunitarie
  • Morbo di Chron
  • malattie cardiovascolari
  • ictus
  • diabete
  • dislipidemie (aumento colesterolo, trigliceridi, uricemia)
  • tumori
  • candidosi recidivanti
  • sindromi depressive, dipendenze
  • cefalea cronica
  • Alzheimer

Differenze tra allergie alimentari e intolleranze alimentari

Le allergie alimentari

Sono reazioni cliniche quasi immediate, come orticaria, che seguono all’assunzione del cibo. L’allergia è legata all’aumento degli anticorpi IgE che, a contatto con l’allergene dell’alimento, liberano l’istamina, responsabile dei sintomi. I Test ematici di laboratorio (Patch Test, Rast e Prick Test) confermano in modo attendibile la diagnosi.

Le intolleranze alimentari

È una risposta lenta, generale, dell’organismo con sintomi generali diffusi, anche se inizialmente sono a carico dell’intestino. Sono reazioni da tossicità specifica verso alcuni cibi, in relazione alla quantità dell’alimento assunto e della sua frequenza settimanale. I sintomi saranno a carico di intestino, pelle, apparato respiratorio, sistema articolare.

Non trascurate l’intestino

L’intestino non è solo un organo di transito ma anche immunitario di primo intervento. Riconosce i cibi carichi da tossine attivando il sistema di difesa immunitario innato, con aumento delle citochine infiammatorie (PAFF, BAF), a difesa dell’organismo. L’infiammazione dell’intestino, nota come colite, altera la flora intestinale (disbiosi) con aumento della permeabilità verso virus, batteri, che si riverseranno nel sistema circolatorio.


I test per le intolleranze alimentari

In passato per la diagnosi di intolleranze alimentari si ricorreva a dei test non riconosciuti validi dalla medicina ufficiale. Al malcapitato paziente erano sospesi in modo indiscriminato molti alimenti per mesi con conseguenti disturbi carenziali. E’ buona norma chiedere informazioni sul medico che eseguirà il test, sulla sua competenza e preparazione. Questo a garanzia della vostra salute. I pregressi test (Dria test, Vega test, chinesiologici), non riconosciuti dalla medicina ufficiale per scarsa attendibilità, oggi vengono eseguiti sempre meno frequentemente.

Un test più attendibile sulle intolleranze alimentari

Nel mio studio eseguo personalmente uno dei test attualmente più attendibili sulle intolleranze alimentari: prelevo poche gocce di sangue, dal polpastrello della mano, che sarà inviato alla sede operativa di Milano. Con l’esame vengono dosati gli Anticorpi G e le Citochine (Baff e Paf), che risultano aumentate nelle intolleranza alimentare. L’esame rileva la presenza di infiammazione silente individuando i Gruppi Alimentari ai quali si è intolleranti.

Se non si dimagrisce è colpa anche delle intolleranze

Quanti di voi, pur mettendosi a dieta per perdere qualche chilo, non raggiungeranno i risultati sperati. Non trascurate l’aumento dell’insulina ematico. Quest’ormone regola la glicemia nel sangue. Se la vostra alimentazione è ricca prevalentemente in carboidrati state sbagliando ad alimentarvi. È noto ormai che i carboidrati raffinati (pane, pasta, pizza) danno picchi glicemici (iperglicemia) con conseguente aumento dell’insulina. Questo squilibrio ormonale attiva gli ormoni infiammatori con rischio di ammalarsi in malattie infiammatorie o intolleranze.

Cambiate la vostra nutrizione. Rivolgetevi ad un nutrizionista esperto in alimentazione “a Zona”.


Come risolvere l’intolleranza

Mentre di allergia alimentare non si potrà mai guarire, di intolleranza o infiammazione da cibo si può. Bisognerà intraprendere una dieta personalizzata a rotazione sulla base dei risultati ottenuti dal test.
Il cibo individuato come intollerante sarà sospeso solo in qualche giorno della settimana e a cadenze programmate. Basta quindi sospendere i cibi per molti mesi, lasciando per troppo tempo a riposo il sistema di sorveglianza immunitario. Con quest’alimentazione e stile di vita si vuole lasciare al paziente, anche in questo periodo, il piacere di poter stare a tavola senza rinunciare alla convivialità.

Un’alimentazione utile per molte malattie diffuse

Le intolleranze sono oramai diventate diffuse come molte malattie epidemiche dell’era moderna, come le malattie autoimmunitarie e le metaboliche. Nella mia esperienza di tutti i giorni è evidente quanto l’infiammazione da cibo con intolleranze sia associ nei malati con artrite reumatoide e malattie della pelle.

La risposta al trattamento è spesso spettacolare nel giro di poche settimane. Il malato scopre di avere più energia, meno stanchezza, più desiderio di muoversi, miglioramento dell’umore. In alcuni casi è possibile la riduzione, sino alla sospensione, di alcuni farmaci antinfiammatori. Il tutto deve avvenire sotto controllo medico. Per l’impegno richiesto rivolgetevi a professionisti “medici” esperti della nutrizione. Il reumatico è un paziente complesso con molti problemi internistici da saper gestire con competenza medica.


Il reumatologo nutrizionista

Durante i primi anni della mia attività di medico specialista in reumatologia mi colpì molto quello che molti pazienti mi riferivano nel ruolo tra cibo e aggravamento dell’infiammazione. Durante il mio percorso di studi universitari non si accennò mai al rapporto tra “intolleranza alimentare” e reumatismi.

Ma i pazienti sempre più mi chiedevano aiuto dal punto di vista alimentare. Mi avvicinai alla “dietologia reumatologica” partecipando ad un convegno internazionale a Milano su “alimentazione e infiammazione negli sportivi”.  In quell’occasione conobbi il Recaller test: è un test che si esegue in studio e da cui, con poche gocce di sangue, si individuano 2 anticorpi indici di infiammazione e intolleranze. Essi sono il Baff e il Paf.

Cominciai a seguire i pazienti reumatici anche dal punto di vista alimentare ottenendo vantaggi straordinari, ma soprattutto risparmiando al paziente grosse dosi di farmaci molto potenti quali analgesici, cortisonici, immunosoppressori ecc. Da allora il mio bagalio terapeutico per i pazienti reumatici si è allargato con notevoli soddisfazioni.

 Fa che il cibo sia la tua medicina. Fa che la medicina sia il tuo cibo.

Ippocrate, padre della medicina, 460 e il 357 avanti Cristo.