Malattie autoimmuni, cosa sono, perché stanno aumentando e come difendersi

Nelle malattie autoimmuni il sistema immunitario, vero e proprio sistema di difesa contro sostanze estranee, per un errore genetico aggredisce le cellule sane del corpo con gli autoanticorpi. Ne segue una perdita della funzione dell’organo colpito se non si interviene precocemente.

Enzo è un paziente di 43 anni che viene a visita reumatologica perché affetto da Artrite Reumatoide. È preoccupato. Sa che questa malattia reumatica è di origine autoimmunitaria. Teme che possa trasmetterla alla figlia di 7 anni e mi chiede rassicurazioni sul futuro, sulle cure. Ma vuole anche sapere se lo stile di vita e l’alimentazione possono migliorare la gestione delle malattie autoimmuni.

Cos’è una malattia autoimmune?

Oltre 100 tipologie di malattie autoimmuni

Alla base delle malattie autoimmunitarie c’è un mal funzionamento del sistema immunitario che non riconosce le cellule sane e le attacca erroneamente.

Normalmente il sistema immunitario interviene in caso di infezioni da microrganismi come batteri e virus producendo anticorpi o citochine di difesa. Ma interviene anche in situazioni di allarme come nel caso di una cellula che sta modificandosi in senso tumorale per uno stato infiammatorio prolungato. E’ anche in grado di riconoscere le cellule estranee, come nel trapianto d’organo, provocandone l’eliminazione (rigetto).

Cause che favoriscono le malattie autoimmuni

In soggetti geneticamente predisposti ci sono alcuni fattori che determinano la comparsa della malattia autoimmunitaria. Tra le più frequenti:

  • un forte stress da un lutto
  • una separazione
  • la perdita del lavoro
  • un intervento chirurgico

Responsabile è l’aumento del cortisolo, ormone dello stress, che nel tentativo di dare più energia reattiva all’individuo inibisce la reattività del sistema immunitario. L’aumento delle citochine infiammatorie si riversa su organi geneticamente predisposti dando origine a malattie tipiche come:

  • artriti
  • tiroiditi
  • coliti
  • eczemi
  • uveiti

Sintomi comuni iniziali

I segni clinici nelle fasi iniziali sono numerosi e spesso sottovalutati. Ecco i sintomi di accompagnamento:

  • aumento del peso
  • artriti
  • difficoltà a concentrarsi
  • difficoltà digestive
  • dolori muscolari
  • eruzioni cutanee
  • febbricola serotina o al risveglio
  • gonfiore addominale associato a diarrea
  • herpes ricorrente
  • intorpidimento e formicolio alle mani e ai piedi
  • perdita di capelli
  • stanchezza

Possono essere prevenute le malattie autoimmuni?

Al recente congresso di reumatologia di Parigi del 2019 si è riconosciuto che le malattie autoimmuni possono essere prevenute. È importante conoscere la storia familiare dei pazienti. Se nella tua famiglia ci sono casi di tiroidite, vitiligine, artrite reumatoide, tutte malattie a compromissione immunitaria, faresti bene a parlarne allo specialista. Potrai eseguire quegli esami genetici che possano escludere l’eredità. Se sulla genetica non possiamo intervenire potremo certamente fare di più sulla correzione dei fattori di rischio come:

  • il tabagismo
  • la parodontite, malattia dentale nota come piorrea, di origine batterica e a componente infiammatoria cronica
  • l’infezione da virus o batteri in grado di provocare modificazioni genetiche
  • l’obesità
  • l’alterazioni del metabolismo con iperglicemia, iperuricemia, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia
  • l’alimentazione scorretta
  • la disbiosi intestinale

Sesso e familiarità

Secondo uno studio del 2014 le donne contraggono le malattie autoimmuni con più frequenza rispetto gli uomini: il 6,4% delle donne contro il 2,7% degli uomini.

La familiarità per alcune malattie autoimmuni (tiroiditi, artriti, psoriasi)predispone alcuni familiari ad ammalarsi di una malattia autoimmune che non è sempre la stessa.

L’infiammazione e le conseguenze

Gli autoanticorpi sono prodotti per errate informazioni del sistema immunitario, con aumento delle cellule infiammatorie circolanti (citochine), responsabili di molte malattie. Tra le più note:

Diabete di tipo 1

Il pancreas produce l’ormone insulina, che aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue. Nel diabete mellito di tipo 1 , il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule che producono insulina nel pancreas. Risultati di glicemia alta possono causare danni ai vasi sanguigni, nonché a organi come cuore, reni, occhi e nervi.

Artrite reumatoide (RA)

Nell’artrite reumatoide il sistema immunitario colpisce prevalentemente le articolazioni. Questa aggressione provoca arrossamento, calore, dolore e rigidità alle articolazioni sino all’anchilosi.

Psoriasi e artrite psoriasica

Le cellule della pelle normalmente crescono e poi esfoliano a fine ciclo. Nella psoriasi le cellule della pelle si moltiplicano troppo rapidamente, si accumulano e formano chiazze squamose, rosse, infiammate. Fino al 30% delle persone con psoriasi sviluppa l’artrite con gonfiore, rigidità e dolore alle articolazioni.

Malattia infiammatoria intestinale

La malattia infiammatoria intestinale (IBD) è un termine usato per descrivere le condizioni che causano l’infiammazione nel rivestimento della parete intestinale. Ogni tipo di IBD colpisce una parte diversa del tratto gastrointestinale.  La malattia di Crohn può infiammare qualsiasi parte del tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano.

Sindrome di Sjögren

Questa condizione è caratterizzata da atrofia delle ghiandole lacrimali, salivari, di occhi e bocca. I sintomi della sindrome di Sjögren sono secchezza degli occhi, della bocca, con associazione di dolori articolari.

Tiroidite di Hashimoto

Nella tiroidite di Hashimoto , la produzione di ormoni da parte della tiroide si riduce sempre più nel corso degli anni sino ad arrestarsi. La ghiandola si atrofizza . I sintomi sono rappresentati da aumento di peso, ipersensibilità al freddo, affaticamento, perdita di capelli e aumento del volume della tiroide (gozzo).

Vasculite autoimmune

La vasculite autoimmune si verifica quando il sistema immunitario infiamma i vasi sanguigni. Ne consegue un restringimento delle arterie e delle vene, con riduzione del flusso ematico.

Prevenire i rischi legati all’alimentazione e ai fattori ambientali

Considerata l’aumentata incidenza delle malattie autoimmuni è evidente che possano essere coinvolti anche fattori ambientali come le infezioni ed l’esposizione a sostanze chimiche o solventi, al fumo. L’alimentazione, se ricca in carboidrati e grassi, è responsabile delle modificazioni del microbiota intestinale che è in rapporto col sistema immunitario. La  ” dieta occidentale ” è oggi diventata un altro fattore di rischio . Si ritiene che mangiare cibi ricchi di grassi saturi, latte vaccino, zuccheri e trasformati sia in grado di determinare uno stato infiammatorio, inizialmente subclinico e quindi con pochi sintomi, ma in grado nel tempo di  innescare una risposta immunitaria dannosa.

Le diete contenenti elevate quantità di acidi grassi polinsaturi e fibre vegetali possono ridurre questo rischio. Questo modello è tipico della dieta a Zona di cui ti accenno brevemente.

La Dieta a Zona “mediterranea”

Come specialista in reumatologia applico oramai da molti anni nei pazienti reumatici il modello della Dieta a Zona perché, così come rilevato da ampi studi, l’assunzione di acidi grassi polinsaturi presenti negli oli di pesce, accompagnati dall’assunzione contemporanea di verdure fresche e frutta, sono in grado  di apportare benefici nei pazienti. In molti pazienti questo porta a ridurre il consumo di farmaci antinfiammatori e di cortisonici .

Dieta a zona mediterranea

Non trascurare l’intestino

L’intestino come sai controlla il buon funzionamento del sistema immunitario. L’intestino è un organo “delicato”. Lo stress, i farmaci, i conservanti e coloranti dei cibi, le intolleranze alimentari, lo fanno facilmente ammalare. Spesso durante le visite eseguo dei test per escludere la presenza di uno stato infiammatorio legato a qualche alimento o agli zuccheri (Test Permè). Se c’è una disbiosi intestinale questa deve necessariamente curata con idonei pre e probiotici.

L’intestino produce anche la serotonina, oramai riconosciuta universalmente come l’ormone in grado di regolare l’umore e la stabilità psichica.

Se sei sovrappeso dimagrisci

Il sovrappeso, l’obesità, oltre ad essere fattori di rischio cardiovascolare, favoriscono l’insorgenza dell’autoimmunità.

In questi soggetti prevale il grasso rispetto la massa magra. Questo comporta un accumulo eccessivo di tessuto adiposo bianco (WAT) che porta all’infiammazione sistemica. 

Il tessuto adiposo non è un tessuto di riserva energetica, ma è a tutti gli effetti una “ghiandola endocrina”

che rilascia numerosi  mediatori dell’infiammazione cronica di basso grado (come TNF-α, IL-6, leptina, resistina e proteina C-reattiva). È stato dimostrato che una dieta ricca di grassi può aggravare molte malattie infiammatorie in atto (coliti, artriti).

A chi rivolgersi nel sospetto di una malattia autoimmune

Rivolgiti a un medico specialista se hai i sintomi di una malattia autoimmune. Potresti aver bisogno di uno specialista specifico per la malattia che hai. Io come reumatologo tratto le malattie articolari, come l’artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni come la sindrome di Sjögren e il LES. Ma tratto anche problematiche infiammatorie del tratto gastrointestinale, come le infiammazioni da cibo. Gli endocrinologi trattano le malattie della tiroide. Il dermatologo la psoriasi.

Come si diagnosticano le malattie autoimmuni

Come per quasi tutte le malattie anche in quelle autoimmunitarie la diagnosi richiede:

  • esame clinico
  • sintomi
  • test specifici

Il test che in prima battuta è richiesto sarà la ricerca degli anticorpi antinucleari (ANA) che in caso di positività richiedono la ricerca dei sottogruppi (ENA, Sottopopolazioni linfocitarie). Un test positivo va interpretato in base alla diluizioni e al contesto clinico. Essere positivi non è certezza di malattia se non valutato nel tempo insieme con i sintomi clinici.

Le cure nelle malattie autoimmuni

La terapia va personalizzata sul tipo di malattia e sulla fase. Infatti possiamo trovare soggetti iperreattivi ed in tal caso la terapia sarà immunosoppressiva. Al contrario possiamo trovare soggetti immunodepressi ed in tal caso bisognerà fare di tutto per poter stimolare con degli immunostimolanti . Vanno ricercate pregresse infezioni virali che possono aver squilibrato il sistema immunitario. Non dimenticate la mononucleosi o le infezioni herpetiche.

Anche seguire una dieta equilibrata e fare esercizio fisico regolare può aiutarti a sentirti meglio. Nel mio programma nutrizionistico si inizia con una terapia drenante sugli organi ipofunzionanti. Il successivo intervento è sul microbiota intestinale con un ciclo di pre e probiotici.

Alimentazione, intestino e immunità

Quello che introduci col cibo è in grado di modificare il microbiota intestinale, un numeroso esercito di batteri, e le cui alterazioni (disbiosi intestinale) si associano a diverse malattie autoimmuni. Mi riferisco al morbo di Crohn e la colite ulcerosa, malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Il patrimonio genetico dei microrganismi è inter-reagisce con nostro DNA cellulare a cui manda informazioni in tutti i momenti della giornata. Ecco l’influenza del microbiota sui nostri apparati:

  • sviluppo dello spessore della mucosa gastrointestinale e regolazione del transito delle feci.
  • assorbimento dei carboidrati anche indigeribili; sali minerali.
  • controllo dell’assorbimento degli zuccheri provenienti dall’alimentazione. Funzione importante per la prevenzione del diabete e dell’obesità.
  • attivazione controllata del sistema immunitario per gli stimoli inviati dagli stessi microrganismi

Siamo ciò che mangiamo. Le ricette per te

La medicina ha dimostrato lo stretto rapporto che c’è tra la scelta dei cibi che mangiamo e il benessere che ne deriva nel nostro organismo. Ma sai cosa vuol dire mangiar bene?

Vuol dire mettere nel nostro piatto dei pasti che siano adeguatamente rappresentati dai carboidrati, proteine e i grassi. E’ quello che è alla base della Dieta Mediterranea del 1945. Ma oggi sono pochi coloro che mangiano correttamente. Eppure è semplice. Basta mettere nel piatto un po’ di ogni macronutriente che conosci. Quindi un po’ di pasta integrale, un po’ di carne o pesce, accompagnati di verdure, concludendo con un po’ di frutta. E’ quello a cui mi ispiro, applicando anche nella mia famiglia, con la Dieta a Zona. La varietà dei cibi è notevole. Puoi andare nella sezione Ricette che ho creato per chi si avvicina la prima volta a questo tipo di alimentazione. Ti suggerisco di non prendere iniziative personali.

Il kefir, un probiotico naturale fatto in casa

Il kefir, confuso spesso con lo yogurt, è preparato con i granuli di Kefir e  latte fresco. Un consumo quotidiano può aiutare a regolarizzare le funzioni intestinali, contrastare l’insediamento di germi pericolosi, stimolare il sistema immunitario del tratto digerente. Essendo ricco di molti microrganismi vivi ha caratteristiche superiori allo yogurt. E’ ricco di molti minerali (calcio, fosforo, magnesio, zinco), aminoacidi essenziali, triptofano e vitamine del gruppo B.

La Crema Budwing

È ricca ed equilibrata realizzata con yogurt, semi oleosi, frutta secca, un frutto (una banana da 60 g). Sono permessi i cereali integrali come l’avena, Se vuoi provarla eccoti la ricetta.

Gli integratori per il sistema immunitario

Esistono molti integratori per rafforzare il sistema immunitario come:

  • Astragalo
  • Citomix
  • Echinacea
  • Eleuterococco
  • Engystol
  • Immunostimolanti omeopatici (Omeogriphi, Limphomyosot, Influenzinum)
  • Ribes Nigrum
  • Rosa Canina
  • Uncaria
  • Zenzero
  • Curcumina
Curcuma

Vanno prescritti dal reumatologo o dall’immunologo che sono in grado di riconoscere il grado di squilibrio del sistema immunitario, prescrivendo il rimedio corretto per la fase in cui l’organismo si trova. Un discorso a parte merita la Curcumina di cui si parla molto da qualche anno.

È una polvere di colore giallo che deriva dalla radice della pianta curcuma. Cresce in India e in Indonesia ed appartiene alla stessa famiglia dello zenzero. È un ingrediente caratteristico per il curry.

Riduce il dolore, l’infiammazione e la rigidità nell’artrosi e nell’artrite reumatoide, nell’osteoartrite e nelle borsiti.

Studi recenti evidenziano le proprietà anti-infiammatorie e regolatrici sul  sistema immunitario. Uno studio del 2006 ha dimostrato che la curcuma è più efficace nel prevenire l’infiammazione articolare che nel ridurre l’infiammazione delle articolazioni. Anche uno studio italiano pubblicato sulla rivista Alternative Medicine Review dimostra l’efficacia della sostanza nel ridurre il dolore e migliorare la mobilità nell’artrosi. In associazione con gli antinfiammatori ne ha ridotto il consumo di questi ultimi.

Se sei interessato l’articolo completo puoi leggerlo in questa sezione del blog.

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Articolo aggiornato il 21 Dicembre 2020

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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