Terapia sostitutiva in menopausa (TOS) no o forse sì

La menopausa è uno stato fisiologico di transizione delle donne con modificazioni ormonali e psichiche. Se n’è parlato al  17° congresso di ginecologia italiano sui nuovi farmaci per la terapia ormonale sostitutiva (TOS). I farmaci sostitutivi
Oggi una donna trascorre circa 30 anni, ovvero quasi un terzo della sua vita, in post-menopausa e le over 50 rappresentano oggi il gruppo sociale più numeroso anche in considerazione della maggiore longevità femminile. Ma qual è la reazione delle italiane a questa fase della vita?

OGNI DONNA REAGISCE A MODO PROPRIO

Le «rassegnate» la tollerano, le «serene» la vivono con tranquillità, ma le «eterne ragazze» e le «performanti» si attivano per trovare soluzioni. A dirlo è la ricerca «Le donne e la menopausa» condotta da GfK Italia per conto di Msd Italia i cui risultati sono stati presentati oggi in occasione del 17° World Congress della Società internazionale di ginecologia endocrinologica (Isge), dove è stato presentato anche un nuovo farmaco per la terapia ormonale sostitutiva. Tutte le over 50 sono accomunate dal timore per i sintomi, che possono compromettere la qualità della vita a breve, medio e lungo termine. Sono le vampate di calore i più fastidiosi (55% delle donne ne soffre), seguite dall’aumento di peso (ne ha esperienza il 40%), l’impatto sul sonno (31%), gli effetti negativi sull’umore (23%), le problematiche legate alla sessualità (secchezza vaginale 29%, calo del desiderio 29%, difficoltà nei rapporti sessuali 11%).

QUASI NESSUNA SI ATTIVA PER TROVARE SOLUZIONI

Nonostante l’impatto dei sintomi, solo un quarto delle donne in menopausa si attiva per trovare soluzioni: il 5% sceglie una terapia ormonale sostitutiva, circa il 10% sceglie un integratore alimentare, l’8% opta per prodotti naturali/omeopatici. Fondamentale il consiglio del ginecologo nella scelta della terapia ormonale: è lui che la consiglia in tre quarti dei casi. Le resistenze a questo tipo di trattamento sono legate prevalentemente al timore di assumere ormoni/farmaci per gestire una condizione considerata fisiologica, al timore di ingrassare, al timore di aumentare il rischio di avere tumori, e più marginalmente, anche a una resistenza da parte del medico.

CHE COSA SONO I FARMACI SOSTITUTIVI

Il farmaco è un’associazione tra un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (Serm), il bazedoxifene, ed estrogeni naturali. Il vantaggio è duplice: con gli estrogeni il farmaco mantiene i benefici della terapia ormonale e con bazedoxifene riduce il rischio di iperplasia endometriale. «Si tratta di un’importante innovazione terapeutica – afferma Andrea Riccardo Genazzani, ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Pisa e presidente Isge – efficace nel contrastare i sintomi correlati alla carenza di estrogeni, indicata per le donne con utero per le quali la terapia progestinica non è appropriata. Si tratta di una combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene».

«Quindi una terapia ormonale senza progestinico. Gli estrogeni coniugati – aggiunge – rimpiazzano la mancata produzione estrogenica nelle donne in menopausa e alleviano i sintomi menopausali. Poiché gli estrogeni promuovono la crescita dell’endometrio, i loro effetti, se non contrastati, aumentano il rischio di iperplasia e cancro dell’endometrio. Da qui la necessità dell’aggiunta di bazedoxifene, che agisce come antagonista del recettore degli estrogeni nell’utero». La combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene permetterà a molte donne in post menopausa, per le quali i progestinici non sono appropriati, l’accesso alla terapia.

Da tempo viene utilizzata la terapia ormonale sostitutiva (Tos) a base di estrogeni e progestinici per tenere sotto controllo e mitigare gli effetti menopausali. Tuttavia il suo profilo di sicurezza e la tollerabilità sono ancora in discussione e secondo quanto emerge dalla ricerca, i motivi per cui non viene usata sono principalmente due: alcune donne non vogliono assumere ormoni e sono contrarie all’utilizzo di farmaci per i sintomi della menopausa, considerata un evento naturale che deve essere accettato.

Sull’altro piatto della bilancia, le ragioni che spingono invece le donne che hanno iniziato una Tos a non abbandonare la terapia sono la riduzione dei sintomi, la diminuzione del rischio di osteoporosi e problemi cardiovascolari. Uno dei maggiori fattori che riducono la compliance all’utilizzo della Tos è rappresentato dall’intolleranza al progestinico.

Adesso, per le donne per le quali la terapia contenente progestinico non è appropriata, grazie a un accordo tra Pfizer e Msd, arriva in Italia Duavive*, il primo di una classe di farmaci, la Tsec, Tissue Selective Estrogen Complex o Complesso estrogenico tessuto-selettivo, in grado di contrastare in modo efficace i più fastidiosi sintomi menopausali: vampate di calore, sudorazioni notturne e qualità del sonno. Problemi che, secondo l’indagine, compromettono il benessere fisico ma anche la sfera sessuale e la vita di relazione.

Da stampa.it

Articolo aggiornato il 17 Marzo 2018

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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