Omeopatia

Cos’è l’omeopatia e come cura il paziente

L‘omeopatia è una disciplina medica, di pari dignità con la scienza ufficiale, attenta agli aspetti fisici, mentali, emozionali dell’individuo con la malattia. I farmaci utilizzati in omeopatia, detti rimedi omeopatici, agiscono stimolando le nostre difese regolano i meccanismi che portano alla guarigione. Quindi è unamedicina “energetica”.

Si differenzia dalla medicina convenzionale, detta “soppressiva”, che cura sopprimendo i sintomi della malattia. I farmaci hanno nel loro prefisso la parola “anti”: antinfiammatori, antibiotici, antinevralgici, antiemetici. Il paziente che si cura con l’omeopatia deve sapere che i sintomi della fase acuta esprimono l’attivazione dei meccanismi di difesa (pensiamo alla diarrea o ai catarri per liberarsi dai virus) che vanno favoriti e non soppressi. Se l’organismo è poco reattivo o usa farmaci soppressivi evolverà da una malattia acuta a una cronica. Una diarrea o cistite acute ricorrenti evolveranno nelle forme croniche. A quanti di voi sarà successo? Definirei questa disciplina con la frase del Mahatma Gandhi secondo cui “l’omeopatia è il metodo terapeutico più avanzato e più raffinato che consente di trattare il paziente in modo economico e non violento”.


La storia dell’omeopatia e dell’omotossicologia: la loro diffusione in Italia

Fu Ippocrate, più di 2500 anni fa, ad aver tracciato le orme per l’omeopatia. Nel 1800 sarà il medico tedesco Samuel Hahnemann a creare i principii che regolano l’omeopatia di cui il più importante è stato quello della similitudine secondo cui “il simile è curato col proprio simile”. Con l’omotossicologia si assiste ad una visione più moderna dell’omeopatia per merito, nel 1950, del medico tedesco dr. H. Reckeweg. Prevale una visione più scientifica, forse meno filosofica, che tiene conto dei progressi della fisica, biologia e scienza nei nostri giorni.

Diffusione dell’omeopatia in Italia

In Italia sono circa 8 milioni, 70 milioni in Europa, i pazienti che ricorrono alle cure omeopatiche. I medici omeopati che la esercitano sono circa 8 mila. Il crescente successo dell’omeopatia, considerato che le spese sono a carico del cittadino, è legato alla validità terapeutica riconosciuta da molti medici, dall’altra dai pazienti che preferiscono curarsi per se e per i propri figli con rimedi non tossici con miglioramento del benessere psico-fisico. Non era proprio Ghandi che apprezzava l’omeopatia per i suoi benefici e la dolcezza terapeutica?


I rimedi omeopatici

I rimedi utilizzati nell’omeopatia non sono prodotti chimici quindi nulla a che vedere con antibiotici, cortisonici, chemioterapia ma rimedi, opportunamente diluiti, che derivano dal mondo vegetale, minerale, animale, presenti in commercio sotto forma di granuli, tubo dose, fiale, gocce, sciroppi.

Le diluizioni omeopatiche

Su ogni tubo la presenza dei numeri indica la diluizione del vostro rimedio. La prescrizione avviene secondo la similitudine tra le caratteristiche del rimedio in natura e la sensibilità del momento nel paziente.

Cosa sapere sulle diluizioni:

  • Basse diluizioni: prevalenza di sintomi locali.
  • Alte diluizioni: prevalenza estesa dei sintomi fino a problemi mentali.

Come assumere correttamente i rimedi omeopatici

  • Vanno assunti lontano dai pasti, circa 20 minuti prima, per via sublinguale.
  • Evitate l’assunzione contemporanea di menta, sigarette.
  • Anche il caffè andrebbe preso con moderazione e meglio se decaffeinato.
  • Consigliabile assumere i rimedi al mattino al risveglio.
  • Se l’assunzione è settimanale o mensile scegliete un giorno fisso della settimana o del mese.
  • I granuli e le gocce possono essere anche diluite in acqua, latte tiepido, succhi di frutta.

La stessa malattia non si cura con lo stesso rimedio

Ricordarsi che non esiste il rimedio omeopatico per il mal di gola, come nella medicina tradizionale, ma il rimedio per quel paziente con le sue particolari espressività dei sintomi della malattia. Quante volte sarà capitato di aver un mal di gola con difficoltà a deglutire, con dolore o gonfiore solo da un lato, dolore pungente che migliora con l’acqua calda o fredda. Bene ad ognuno di essi in omeopatia corrisponderà un rimedio differente.

Nella medicina tradizionale si utilizza uno spray locale, un antinfiammatorio e/o un antibiotico. La cura non varia tra pazienti con caratteristiche diverse.


Il principio della “similitudine” in omeopatia

Il dr. Samuel Hahnemann nel 1790 verificò sperimentalmente le osservazioni di Ippocrate, il riconosciuto padre della antica medicina nel 400 a. C.

Le sostanze medicamentose possono guarire i sintomi simili (“similia similibus curentur“) a quelli che possono produrre ma a condizione che vengano utilizzate piccole dosi e secondo una certa diluizione.

Ecco un esempio per comprendere la frase:

La pianta Elleboro, in dosi eccessive, provoca diarrea, vomito e disidratazione. Fu utilizzata, a basse dosi, per curare le epidemie di colera in Asia che in quell’epoca erano molto virulente. La cantaride (Cantharis) in dosi eccessive dava la cistite emorragica ma a basse dosi ancora oggi si utilizza nella cura delle cistiti. Una sostanza è attiva dal punto di vista omeopatico se diluita tante volte fino a raggiungere una dose infinitesimale. La diluizione è necessaria per eliminare l’effetto tossico della stessa. La potenza e l’efficacia terapeutica saranno date dalle successive succussioni (sono scuotimenti ritmici).


L’approccio olistico è un approccio moderno del paziente

La medicina omeopatica è definita medicina olistica. Con questo termine s’intende cura di tutto l’organismo globalmente con le sue componenti mentali, emozionali e fisiche. Solo con questo approccio moderno possiamo rilevare quei fattori emozionali, stress, ansie e paure sovente responsabili di quella energia del paziente che lo porterà a scompensarsi verso un danno organico.

A chi non è mai capitato dopo un dispiacere, un lutto, una delusione amorosa, una separazione, una perdita del lavoro di avere la comparsa di malattie come eczemi, psoriasi, cefalee, ulcere gastriche, amenorrea, ipertensione. E potrei andare avanti così con l’elenco. Bene oggi questi aspetti molto spesso sono trascurati o non riconosciuti dalla medicina convenzionale con compromissione della guarigione delle malattie. La conoscenza dell’omeopatia mi permette di riconoscere e gestire al meglio gli aspetti psico-emozionali.


Differenze nell’approccio al malato tra medico omeopata e medico convenzionale

L’omeopata ha in comune col medico convenzionale l’esame clinico che non presenta alcuna differenza. Dall’analisi del caso si capiranno le differenze nella cura. Partiamo da un caso clinico per arrivare a capire le differenze.

L’influenza non si presenta in tutti i soggetti con gli stessi sintomi. Febbre e dolori sono gli unici sintomi comuni. Ma la reattività individuale è diversa. Avremo chi ha sete e chi non beve, c’è chi è molto stanco e sta a letto a riposo mentre altri riescono anche ad andare a lavorare. C’è chi suda molto e chi non lo fa. C’è chi ha molto dolore prevalentemente muscolare e c’è chi ha dolori soprattutto “alle giunture articolari”L’omeopata coglierà queste caratteristiche del sintomo e della reattività psichica per la prescrizione corretta del rimedio. Il medico convenzionale prescriverà a tutti lo stesso antipiretico e lo stesso sciroppo per la tosse per sopprimere i sintomi.


Omeopatia: Convinzioni errate di alcuni pazienti

Durante le mie visite omeopatiche, in corso di prima visita, mi vengono posti alcuni dubbi e perplessità trasmessi da loro conoscenti sull’omeopatia. Ecco i più frequenti:

Prova, al limite non ti farà nulla”
La iniziale sfiducia non è un buon viatico per la riuscita della cura. Il medico specialista in omeopatia non va considerato come l’ultimo tentativo terapeutico. Credere in quello che si fa è importante come in tutte le cose della vita. Nella prima visita spiego al paziente alcuni aspetti fondamentali dell’omeopatia per stabilire un reciproco rapporto di collaborazione e fiducia.

Tempi di guarigione, ci vuole tempo per guarire.
È vero ma in parte, in certe situazioni cliniche. Nelle malattie acute la risposta avviene in tempi ragionevoli. Un’influenza non guarisce dopo molte settimane, salvo le eventuali complicazioni presenti. Nelle malattie croniche il discorso è diverso in quanto è influenzato da alcune variabili individuali quali: età, presenza di più malattie presenti, assunzione cronica di farmaci soprattutto antibiotici, cortisonici, immunosoppressori. In questi casi bisogna mettere l’organismo nelle condizioni di poter reagire dal punto di vista energetico.

Quando l’omeopatia non è la cura adatta
I soggetti con problematiche chirurgiche si rivolgeranno al chirurgo se affetti da una calcolosi. I soggetti estremamente defedati da malattie croniche, con età avanzata e che assumono più farmaci: si può in ogni caso associarla come supporto. Le malattie neurodegenerative non potranno giovarsi soprattutto se in fase tardiva. Non dò cure omeopatiche ai diabetici insulinodipendenti, soggetti con anemia o con carenze vitaminiche.

Per essere efficace ci vuole l’aggravamento.
L’aggravamento è inteso un leggero peggioramento dei sintomi da cui è affetto il paziente, di breve durata, a cui deve seguire un progressivo miglioramento generale che sarà avvertito a livello energetico sia fisico sia mentale. Oggi non sempre è possibile in soggetti in politerapie farmacologiche.

Sopprimere sintomi vecchi e benefici
Il paziente va avvisato che spesso in corso di malattia può comparire un sintomo vecchio nella storia clinica del paziente che non sarà soppresso. Nel caso di un soggetto con bronchite asmatica, la comparsa di una diarrea, va intesa positivamente e aiutato a guarirne. Il paziente sta guarendo spostando i sintomi dal polmone all’intestino.


Omeopatia in gravidanza

Il rimedio specifico dell’omeopatia può essere assunto in gravidanza senza alcun effetto collaterale per il nascituro. State attenti ai prodotti a base di erbe in soluzione o macerato alcoolico in macerato alcolico: sono estremamente tossici per il fegato.


Omeopatia nei bambini

I bambini rispondono meglio degli adulti alle terapie dell’omeopatia perché:

  • hanno un livello energetico più alto rispetto l’adulto e quindi più facile da ristabilire. Hanno infatti assunto, nel corso della loro vita, farmaci a base di antibiotici, antifebbrili, cortisonici, antiasmatici.
  • non presentano gli organi di drenaggio (eliminazione) dalle tossine compromessi per cui rispondono meglio e più rapidamente.
  • organi “disintossicanti” come fegato, polmone, colon, pelle, riescono a sostenersi in caso di compromissione di uno di essi. Per esempio in caso di una bronchite, col rimedio omeopatico corretto, il bambino potrà fare la diarrea o un piccolo eczema.
  • i rimedi dell’omeopatia funzionano meglio perché il corpo di un bambino, è ricco di acqua rispetto l’adulto, si distribuisce meglio.
  • la ricomparsa di vecchie malattie è sintomo di guarigione completa. Se un bambino in cura per bronchite recidivante farà un herpes labialis, di cui era affetto sino a qualche anno fa, è segno che il suo sistema reattivo sta portandolo a guarigione sin negli strati profondi.
  • nel bambino curato sempre con l’omeopatia la guarigione avverrà sempre più rapidamente, il sistema immunitario sarà ben reattivo, si ridurranno le recidive da malattie infettive stagionali.

Aggiungo che un‘alimentazione corretta è fondamentale sin dalla più tenera età riducendo il più possibile i cibi molto ricchi in carboidrati come bevande, merendine, patatine, zuccheri, dolci. Fate giocare i vostri bambini il più possibile all’aria aperta e abituateli sin dalla giovane età a camminare. Siate voi da esempio per i vostri figli.


Chi è l’omeopata per la legge italiana

In Italia sono riconosciuti medici omeopati coloro che hanno conseguito il diploma in omeopatia da una scuola riconosciuta dal Ministero della Sanità. Il medico deve aver frequentato un regolare corso di studi di 3 anni, aver visitato con la supervisione del docente presso un ambulatorio di omeopatia autorizzato. Il corso degli studi di omeopatia si completerà con la discussione di una tesi col direttore della scuola. Il mio percorso di studi è stato regolato con la Scuola Omeopatica Unicistica di Thiene, diretta dal dr. S. Barni. E’ seguita l’iscrizione e il riconoscimento del titolo da parte dell’ordine dei medici di Vicenza. Non hanno pari valore gli altri titoli diversamente ottenuti.