Pancia gonfia dopo aver mangiato la pizza? Quali sono i sintomi dell’intolleranza ai lieviti

L’ intolleranza al lievito è una reazione infiammatoria intestinale da cibi con lievitazione non conforme. Sei anche tu tra quelli che consumano cibi ricchi di lieviti, come ad esempio la pizza? Un abuso di lieviti infiamma la mucosa dell’intestino compromettendo la salute della flora batterica. Ne consegue disbiosi che si manifesta con gonfiore e diarrea o stipsi. L’infiammazione intestinale inizialmente rimane localizzata nel tuo intestino con sintomi locali. Se ignorata dopo alcuni anni darà disturbi sistemici che comprometteranno il sistema immunitario.

Perché l’intestino va curato

L’intestino è coinvolto nella regolazione del sistema immunitario e della flora batterica intestinale. Secondo il dottor Peter Konturek dell’ University Jena, lo squilibrio tra i batteri dell’intestino (disbiosi) agisce negativamente sul cervello e sull’intestino. La diarrea, la pancia gonfia che ne conseguono sono legate ad uno stato infiammatorio della mucosa intestinale.

Ma l’intolleranza al lievito esiste veramente?

I disturbi da cibi contenenti lieviti sono legati ad una lievitazione non corretta. L’aggiunta di alcuni starter per accelerare la lievitazione (frutta, zucchero, yogurt) lasciano indigesto e difficile da digerire il cibo. Pensa ad una pizza o ad un pane scarsamente lievitati.

Anche la carenza di enzimi digestivi (come nell’intolleranza al lattosio per carenza dell’enzima lattasi) o la presenza di additivi come i solfiti del vino sono concausa nel determinare i sintomi generali dell’infiammazione da lieviti.

Come sapere se i lieviti sono responsabili dei tuoi sintomi

Bisogna conoscere il tuo profilo alimentare per eliminare per un breve periodo i cibi interessati.

Col test Recaller, che puoi richiedere presso il centro Benacus di Desenzano, scoprirai se le citochine specifiche (BAFF, PAF) sono aumentate. Questo test permette di quantificare il grado d’infiammazione e dall’altro ti permette di conoscere a quali Gruppi Alimentari sei sensibile. Solo così sarai sicuro di poter seguire un approccio alimentare corretto.

Quali cibi limitare

I lieviti sono presenti in:

  • aceto
  • bevande e superalcolici: birra, vino, cognac, whisky
  • bibite zuccherate 
  • caffè 
  • cioccolato
  • formaggi soprattutto freschi (ricotta, stracchino, robiola)
  • frutta fresca: uva, susine, datteri, prugne, albicocche
  • frutta secca
  • funghi
  • kefir
  • lievito madre, lievito di birra, lievito chimico 
  • maionese
  • miele
  • pane azzimo, pane Carasau, piadina, fette tipo Wasa (la miscelazione e la cottura determinano comunque un parziale processo di fermentazione, anche se ridottissimo)
  • prodotti da panetteria (pane, biscotti)
  • salsa di soia
  • yogurt


I sintomi da infiammazione da lieviti

  • stanchezza
  • cefalea
  • infezione ricorrenti da candida (vaginiti, mughetto)
  • gonfiore addominale
  • alterazione dell’alvo (diarrea o stitichezza) 
  • gonfiore da ritenzione idrica al volto, mani, gambe e piedi
  • acne
  • dolori articolari
  • afte buccali

Le cure e la Dieta di Rotazione

Trattandosi di una infiammazione da sovraccarico da cibo dovrai disintossicarti.

Utilizza degli integratori che depurino l’intestino o il fegato sovraccarichi. La dieta deve essere equilibrata nei suoi macronutrienti come nel caso della Dieta a Zona. Devi ripristinare la flora batterica intestinale ricorrendo ad un ciclo di prebiotici o di probiotici.

Cosa posso mangiare- Devi sapere quali sono i cibi che contengono lieviti e quelli che subiscono processi di fermentazione. La soluzione del problema sta nel ridurre la quantità di lieviti che introduci settimanalmente. Applica la Dieta di Rotazione per pochi mesi.  Al primo mese potrai introdurre i lieviti a bassa quantità per non più di 2 volte la settimana. Nei mesi successivi, in base al miglioramento ottenuto, potrai liberalizzare gradualmente l’introduzione dei prodotti fermentati.

Per questo è meglio che tu ti rivolga alla guida esperta dello specialista che in base ai miglioramenti raggiunti liberalizzerà sempre più la tua alimentazione.

Se reintroducendo un alimento contenete lieviti dovessero ripresentarsi i sintomi precedentemente scomparsi vuol dire che la tua ipersensibilità è ancora alta.  

I pasti senza lievito e la colazione salata

I prodotti di panetteria possono essere sostituiti dal riso integrale e dalle verdure. La colazione almeno per un po’ sarà salata. Quindi potrai sostituire le tue fette biscottate con del pancake, omelette.

Benefici

Già dopo la prima settimana i disturbi intestinali migliorano come il benessere generale. La ritenzione idrica, accompagnata anche da un aumento del consumo di acqua con l’aggiunta di un drenante naturale, impiegherà qualche settimana in più per ridursi del tutto. In tal caso anche l’alimentazione se ricca di sale dovrà essere leggermente iposodica.

Attenzione al fai da te

Rivolgerti ad un medico specialista che ti sappia consigliare impostando un percorso personalizzato sul tuo problema.

Articolo aggiornato il 5 Agosto 2020

Dottor Giuseppe Bova

Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.

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