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Problemi di peso e non solo: la cura è a tavola

Quale alimentazione in caso di artrite, sovrappeso, intolleranza

Problemi di peso e non solo. L’alimentazione è un problema serio nei malati di artrite reumatoide, intolleranza alimentare, infiammazione intestinale, fibromialgia. Ma questo non sempre è tenuto in considerazione. Invece molti sono i malati che riferiscono che modificando la propria alimentazione stanno bene sino a ridurre le dosi dei farmaci.


Alimentazione e malattie

Ma non c’è la dieta idonea per tutti ma quella specifica per la malattia e il singolo paziente.

Nel caso dell’osteoporosi, malattia con fragilità ossea e aumentato rischio di fratture,
un ruolo cruciale ha il calcio che va assunto almeno 1200 mg. al giorno. Verdure e latticini sono le altre fonti alimentari. Attenzioni a tutte le fonti alimentari che riducono l’assorbimento intestinale del calcio.

Nell’artrite reumatoide, malattia autoimmunitaria infiammatoria cronica, bisognerà utilizzare pochi carboidrati raffinati che hanno un alto indice glicemico. Questi cibi incrementano la glicemia e lo stato infiammatorio. Vanno banditi i derivati del glutine ed escludere le intolleranze alimentari.

Nel caso della fibromialgia, malattia reumatica con dolore diffuso e stanchezza, si associano spesso problemi di sovrappeso con peggioramento dei dolori, insonnia e qualità della vita. L’alimentazione deve essere povera di zuccheri semplici, ricca di polifenoli che sono antiossidanti presenti nella frutta, verdura. In molti malati una corretta alimentazione antinfiammatoria si è dimostrata efficace nel migliore la qualità della vita in circa il 40% dei fibromialgici. La supplementazione di adeguati integratori come Magnesio, Coenzima 10, vitamina D hanno contribuito al miglioramento generale


Problemi di peso come fattori aggravanti

Essere in sovrappeso e obesi aumenta la mortalità per malattie cardiovascolari, diabete e cancro. Studi recenti hanno sollevato l’ipotesi che l’obesità aumenta anche il rischio di sviluppare l’Artrite Reumatoide e l’Artrite psoriasica. Questi malati hanno forme di artrite reumatoide più aggressiva e resistente alle terapie, compresi i farmaci biotecnologici.

Dal mondo scientifico

Del legame tra alimentazione, problemi di peso e malattie reumatiche si è parlato nel corso dell’ultimo congresso della Società Italiana di Reumatologia, che si è svolto a Rimini alcuni mesi fa. E ancora più recentemente è stato pubblicato sulla rivista Rheumatology, un articolo sul nesso tra cibo, obesità e malattie reumatiche.

Dolori alla colonna vertebrale

Nella spondiloartrite, malattia infiammatoria con esordio tra i 30 e i 40 anni, c’è una predisposizione genetica. I sintomi, scatenati in genere dopo infezioni intestinali, sono rappresentati da dolore alla colonna soprattutto di notte e al primo risveglio, rigidità mattutina e difficoltà nei primi movimenti. Si cura con farmaci antiinfiammatori, ma se dopo un mese non si notano miglioramenti sensibili, allora bisogna intervenire con farmaci biologici. Molti malati si sono giovati associando l’alimentazione a Zona, in grado di ridurre lo stato infiammatorio.

Tessuto adiposo e adipochine

Il tessuto adiposo è responsabile della produzione di sostanze circolanti, dette citochine o adipochine, che intervengono nelle fasi iniziali dell’infiammazione. Le più importanti sono la Adiponectina, Leptina, la Resistina e la Visfatina. Tutte aumentano quando l’alimentazione, ricca in carboidrati raffinati, attiva l’insulinoresistenza.

L’Ipovitaminosi D

La Vitamina D, tra le varie funzioni nel metabolismo dell’osso, esercita un’azione bloccante l’infiammazione reumatica, regolatrice sulle fratture ossee, sviluppo del Lupus. Va controllata sempre ed adeguatamente monitorata fino al raggiungimento della concentrazione efficace.

Problemi di peso

Obbiettivi da raggiungere con l’alimentazione

Un calo ponderale, ottenuto attraverso una dieta controllata da un nutrizionista, può portare a un miglioramento sostanziale della malattia.

Ma quale alimentazione? La mediterranea o la Zona?

Nella mia decennale esperienza, per risolvere i problemi di peso, i migliori risultati li ho ottenuti con la dieta a Zona , metodo scoperto dal dr Barry Sears nel 1992. È la rivisitazione della dieta mediterranea ma con eliminazione dei carboidrari raffinati e preferenza verso quelli a basso indice glicemico. I macronutrienti sono così assunti:

  • 40% carboidrati
  • 30% proteine
  • 30% grassi

Il buon nutrizionista, dopo aver escluso la presenza di eventuale cibo responsabile dell’infiammazione (l’ex intolleranza alimentare), saprà impostarvi l’alimentazione al meglio.


 Bibliografia

Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.