Osteoporosi, come prevenirla con la corretta terapia medica e alimentazione

Osteoporosi, come prevenirla con la corretta terapia medica e alimentazione

L’Osteoporosi è una malattia dello scheletro con decalcificazione del tessuto spugnoso. Le cause sono molteplici anche se la malattia è legata all’età ed al sesso. Quali sono i controlli da fare per la prevenzione e come alimentarsi. L’importanza della Vitamina D

Ruolo della Vitamina D

Riconosciuta nell’ipovitaminosi D una delle cause determinanti dell’Osteoporosi. Bassi livelli ematici facilitano la tendenza ad ammalarsi facilmente d’inverno. In corso studi per confermarne il ruolo preventivo in molte altre malattie.
La terapia medica se eseguita con regolarità previene la complicanza principale che è la frattura dell’anca o delle vertebre dorsali. Solo il 30% dei soggetti è scrupoloso nei controlli e ciò va a discapito dei risultati.
Lo specialista reumatologo, dopo una valutazione clinica e strumentale del paziente, imposterà la terapia medica personalizzata.

Prevenzione

L’alimentazione ricca in calcio e vitamina D, l’attività fisica e l’esposizione solare sono i cardini della prevenzione e cura. La prevenzione comincia a partire dei 25 anni. Quanto maggiore è la massa ossea accumulata in età giovanile, tanto più si è a rischio dopo la menopausa o dopo i 50-60 anni.

La vitamina D, una nuova riscoperta.

E’ una vitamina liposolubile che gioca un ruolo importante per mantenimento del tessuto osseo.
E’ costituita dalla vitamina D2 (ergocalciferolo) sintetizzata negli animali e dalla vitamina D3 (colecalciferolo), a provenienza vegetale. La vitamina D della dieta è presente in forma inattiva e l’esposizione ai raggi solari l’attiva nella forma biologicamente attiva, il calcitriolo.
La sua funzione è di aumentare il riassorbimento del calcio da parte del rene.

Negli adulti che vivono nelle aree settentrionali del Paese, nei soggetti a pelle scura, la concentrazione di vit. D è ancora più bassa. La dose giornaliera raccomandata di 400-600 UI al giorno.
Non eccedere nell’uso per rischio di ripercussioni sul ritmo cardiaco o la formazione di calcoli renali.
Di recente si è scoperto che la sua carenza provoca:
• Tendenza ad ammalarsi facilmente di malattie infettive per iporeattività immunitaria
• Maggior diffusione di malattie reumatiche di tipo autoimmunitario
• Tumori mammari
• Diabete insulinodipendente
• Osteoporosi, facilità alle fratture
• Rachitismo

Rischio nel sesso femminile

Il sesso femminile è più a rischio rispetto i maschi
Col calo degli estrogeni dopo la menopausa nella donna si ha un’accelerazione della perdita ossea.
Ecco quali donne sono a rischio:
• familiarità (madre, sorella con fratture da Osteoporosi)
• donne con menopausa precoce o chirurgica da asportazione totale delle ovaie
• eccessiva magrezza
• chi assume per lungo periodo cortisonici, antiacidi a base di alluminio, alcuni diuretici, anticoagulanti, ormoni tiroidei e antiepilettici, gravi coliti, tireopatie.
• insufficiente disponibilità di vitamina D (ridotta esposizione alla luce solare)
• fumo (aumenta le perdite di osso, soprattutto nelle donne perché aumenta la degradazione degli estrogeni)
• alcool, fumo

Calcolo del rischio di frattura

Per calcolare la probabilità per un paziente di andare incontro a frattura d’anca o di altri siti ossei nei successivi 10 anni si usa il FRAX® che ha ottenuto il patrocinio dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Quali esami sono alterati

Le prime alterazioni, in caso di deficienza di vitamina D, consistono in: diminuzione dei livelli sierici di calcio e fosforo con conseguente iperparatiroidismo secondario ed aumento della concentrazione di fosfatasi alcalina.

La densitometria ossea

La Mineralometria Ossea Computerizzata a raggi X (MOC) è una metodica non invasiva, priva di radiazioni, di riferimento nella diagnosi dell’Osteoporosi. Misura il patrimonio minerale dello scheletro, prevalentemente costituito da cristalli di idrossiapatite di calcio e consente di valutare nel tempo piccole variazioni della densità minerale ossea.
La MOC andrebbe fatta la prima volta entro 2 anni dall’inizio della menopausa e poi periodicamente ogni 18 mesi.

L’attività fisica

Basta camminare mezz’ora tutti i giorni integrando con un’attività fisica dedicata sollecitando i muscoli anticaduta che lavorano contro gravità. Sufficiente salire le scale, sollevare pesi leggeri, ecc. Molto efficace il Nordic Walking.

Consigli alimentari: quali cibi preferire
Le fonti alimentari di vitamina D sono:
• Olio di fegato di merluzzo (fonte migliore).
• Pesci grassi come il salmone, sgombro, tonno, sardine, aringhe
• Uova, Latte, formaggio,
• Legumi: consumare da due a quattro volte alla settimana soia e legumi
• Verdura e frutta: preferire ortaggi a foglia verde scura
• Acqua: bere acqua con un alto contenuto di calcio (almeno 150-200 mg\litro)

Terapie farmacologiche più idonee per combattere l’osteoporosi

Lo specialista reumatologo sceglierà caso per caso il farmaco più indicato per l’età e le condizioni cliniche del paziente.

I farmaci oggi più utilizzati sono:

• La Vitamina D: Associazione: Calcio-Vit D – Bifosfonati: l’associazione è composta da 1 g. di calcio/die + Vit D 500 UI al dì + Bifosfonati.
• Bisfosfonati. Bloccano l’accelerata perdita di osso che si ha in corso di Osteoporosi. Dopo 5 anni continuativi di terapia si ha una riduzione delle probabilità di frattura di circa il 50. I bisfosfonati devono essere assunti a stomaco vuoto . I principali effetti collaterali dei bisfosfonati a livello esofageo e gastrico. Nei pazienti a basso rischio, senza mai fratture, dopo 5 anni di terapia continuativa con bifosfonati, si può sospendere per 12-24 mesi.
• Il Clodronato, viene utilizzato per via intramuscolare, ma non esistono a tutt’oggi dati circa la riduzione delle probabilità di frattura.
• E’ stato di recente commercializzato il Teriparatide, un ormone che regola i livelli di calcio e fosforo nel nostro organismo. L’elevato costo e la necessità di somministrazione parenterale ne limitano l’uso.
• Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS): la somministrazione di estrogeni associati a progestinici è in grado di ridurre il rischio di ogni frattura osteoporotica. I vantaggi sono controbilanciati da un aumentato rischio di carcinoma della mammella, ictus, cardiopatia ischemica ed eventi trombo-embolici con un rapporto rischio beneficio sfavorevole nei trattamenti di lunga durata.

Bibliografia

1. N Engl J Med. 2012 Jul 5;367(1):40-9. A pooled analysis of vitamin D dose requirements for fracture prevention.
2. Lower prediagnostic serum 25-hydroxyvitamin D concentration is associated with higher risk of insulin-requiring diabetes: a nested case-control study.
3. http://www.bovagiuseppe.com/omeopatia/dai-disturbi-del-climaterio-alla-menopausa-vampate-e-Osteoporosi.html
4. Linee guida per la cura dell’Osteoporosi- Luigi Di Matteo
5. Prevent the Fall, Prevent the Fracture – March 22, 2012
6. NIH Consensus Development Panel on Osteoporosis Prevention, Diagnosis, and Therapy. Osteoporosis prevention, diagnosis and therapv. JAMA 2001; 285: 785.
7. Lombardi A, Ross PD. The assessment of bone mass in men. Calcif Tissue Int 2001; 69: 179.
8. Maugeri D, Mamazza C, Lo Giudice F. Bisfosfonati ed Osteoporosi maschile: up-to-date
9. Nelson B. Watts, Robert A. Adler, John P. Bilezikian, Matthew T. Drake, Richard Eastell, Eric S. Orwoll, and Joel S. Finkelstein, Clinical Practice
10. Guideline: Osteoporosis in Men: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline, J Clin Endocrinol Metab 2012 97: 1802-1822; doi: 10.1210/jc.2011-3045
11. Yin L, Raum E, Haug U, V Arndt, Brenner H. Meta-analisi di studi longitudinali:. Siero di vitamina D e rischio di tumore alla prostata Cancro Epidemiol. 2009 Dec; 33 (6) :435-45.

Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.