Reumatologia

Cos’é la reumatologia

La reumatologia é una specializzazione medica che si occupa delle malattie dell’apparato muscolo-scheletrico e dei tessuti connettivi.
In reumatologia non sempre il sintomo è relativo ad articolazioni, muscoli, ossa.
Spesso l’esordio della malattia é con febbre, chiazze, ulcere cutanee, disturbi gastrici, renali, oculari. Il problema é legato a disordini del sistema immunitario che aggredisce gli organi interni. In questo caso il dolore, pur presente, non è l’elemento principale del quadro clinico. Prevalgono i sintomi relativi agli organi interessati.

Perché rivolgersi a un medico specialista reumatologo-internista

L’obiettivo del reumatologo e della reumatologia é quello di impedire o rallentare la progressione evolutiva di alcune di queste malattie mettendo in atto i più idonei trattamenti. È quindi necessario rivolgersi allo specialista ai primi segni di malattia, prima che si diffonda a più articolazioni. Solo in questo caso ci sarà  la possibilità di un miglior controllo delle complicazioni articolari e degli organi interni interessati. La mia lunga esperienza di reumatologo mi ha portato a considerare il paziente sia dal punto di vista reumatogico sia dal punto di vista internistico. Molte delle malattie reumatiche hanno collegamenti con altre malattie. Pensiamo alle forme secondarie ad una precedente infezione (una uretrite per esempio) o ad una patologia associata all’infiammazione intestinale autoimmunitaria (come il morbo di Chron). Ecco perchè il reumatologo deve essere un binomio reumatologo-internista.

Ricevo i pazienti nello studio Benacus Lab di Desenzano del Garda (BS) effettuando visite relative a malattie a carico dell’apparato osteo-articolare, muscoli e patologie autoimmunitarie. L’approccio sul paziente è completato dalla visita nutrizionistica.

Il paziente reumatico ha spesso problemi di sovrappeso e di infiammazione alimentare (ex intolleranze) legate ad una errata alimentazione. In questo caso sarà offerta, già durante la prima visita, una consulenza dietologica con associato test per la ricerca dell’infiammazione da cibo. Se necessario si attiverà un programma per il raggiungimento del peso ideale.

Attività specialistica in studio:

  • Artrocentesi
  • Infiltrazione intrarticolari con condroprotettori ed antinfiammatori (anche omeopatici ove possibile)
  • Terapia mesoterapica antalgica
  • Esecuzione del test Recaller per le infiammazioni da cibo
  • Terapia alimentare personalizzata
  • Esecuzione di ecografie articolari in studio

Prescrizione terapia convenzionale o non-convenzionale detta microimmunoterapia.

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Le malattie in reumatologia

Sono un gruppo di più di 200 malattie, a causa sconosciuta e con una predisposizione genetica (HLA), accomunate da un alterazione del sistema autoimmunitario che aggredisce, per perdita della tolleranza, strutture articolari infiammandole fino all’erosione. Colpiscono il 1,5% della popolazione con predilezione per le donne in misura oltre 3 volte superiore agli uomini.

In molti casi per cui, dopo una infezione spesso asintomatica, si ha una reazione anomala anche verso i componenti articolari, organi, e comparsa di una patologia evolutiva infiammatoria che interesserà  anche gli organi interni.

Molte di esse sono accomunate da:

  • alterazione del sistema immunitario
  • predisposizione genetica HLA
  • pregressa infezione virale o batterica,
  • carenze nutrizionali
  • disturbi della sfera psichica

Le malattie in reumatologia sono classificate in malattie:

  • Infiammatori: artriti, tendiniti, borsiti, sindrome tunnel carpale
  • Metaboliche: gotta, pseudogotta
  • Connettiviti sistemiche: artrite reumatoide, artrite psoriasica, lupus, dermato polimiosite, connettiviti indifferenziate, sclerodermia, s. di Sjogren, connettivite mista, Reiter
  • Connettivite indifferenziata: quando non ci sono segni di malattia o di laboratorio con completi e definiti da poter porre diagnosi di connettivite. In questi casi si può attendere nel trattamento o iniziare con farmaci di fondo a basse dosi.
  • Vasculiti e altre malattie rare: Polimialgia reumatica, Panarterite nodosa, la Sindrome di Churg-Strauss, la Malattia di Takayasu.
  • Spondiliti: spondiloartrite anchilosante, spondilite apecifica, sciatiche
  • Reattive o post-infettive: secondarie ad infezioni virali o batteriche

Malattie di pertinenza della reumatologia ma senza componente autoimmunitaria:

  • Artrosi
  • Fibromialgia
  • Osteoporosi

Riconoscere l’artrite in reumatologia

I dolori artritici si manifestano con:

  • gonfiore
  • arrossamento
  • pelle calda
  • perdita della funzionalità  articolare

Questo li differenzia dai dolori meccanici, come l’artrosi, dove manca il gonfiore e il calore. I dolore é legato al movimento per cui a riposa migliora sino a scomparire per poi ripresentarsi ai primi movimenti articolari.


L’autoimmunità  e ruolo degli omega-3

Per autoimmunità  s’intende l’aggressione del sistema immunitario rivolto verso costituenti normali delle cellule di qualunque organo. Un esempio noto a molti é l’ipotiroidismo (tiroidite di Hashimoto) come espressione di auto aggressività  contro la tiroide. Essa s’infiamma sino ad arrivare all’atrofia e quindi all’insufficienza.
Quindi il sistema immunitario perde le sue caratteristiche di difesa e diventa un nemico che attacca con i suoi autoanticorpi le nostre cellule.
Di recente si é scoperto anche che un’alimentazione ricca in carboidrati, aumentando la produzione dell’insulina, aumenta la produzione di eicosanoidi infiammatori diventando fattore aggravante se non addirittura scatenante la malattia.

Lo scopritore è stato il dr. B. Sears con il suo metodo “a Zona” e la riscoperta degli acidi omega-3 ad alte dosi e dei polifenoli.
Molto diffuse in ambito della reumatologia anche le conseguenze legate ad ansia e stress per disregolazione del sistema
Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI).
La PNEI si occupa dei rapporti tra la rete virtuale rappresentata dalla mente, sistema nervoso, sistema ghiandolare endocrino e immunitario.


Diagnosi in reumatologia

Per la diagnosi in reumatologia si richiedono:

  • Visita medica con anamnesi: un buon reumatologo deve indagare sulle malattie pregresse, attuali anche di altri distretti. L’esame clinico rimane indispensabile per valutare anche le limitazioni funzionali, disabilità , sofferenze neurovascolari, numero di articolazioni interessate, dolorabilità .
  • Esami bioumorali come Ves, PCR, Ac anticitrullina, Fattore Reumatoide, ANA, marker specifici per ogni sospetto di malattia.
  • Ecografia: molto importante e non dannosa nelle fase iniziali infiammatorie in cui ancora mancano i segni radiologici di malattia.
  • TAC, RMN di tutti i distretti articolari: permettono analisi molto dettagliate dei distretti da esaminare
  • Densitometria DEXA per la stadiazione della osteoporosi
  • Capillaroscopia, ecocolordoppler per lo studio vascolare.
  • Elettromiografia per lo studio muscolo-nervoso

La terapia del dolore in reumatologia

Negli studi di Desenzano del Garda (Brescia) e Lonigo (Vicenza) eseguo personalmente:

  • Infiltrazioni intrarticolari: trova le sue indicazioni nelle forme infiammatorie localizzate come le periartriti, tendiniti, borsiti. I farmaci utilizzati sono gli steroidi e gli derivati cartilaginei. In alternativa, se le condizioni lo permettono, utilizzo anche prodotti a derivazione omeopatica.
  • Mesoterapia: consiste nell’effettuazione di microiniezioni intradermiche nel distretto doloroso o in aree riflesse con farmaci omeopatici
    prevalentemente.
  • Neuralterapia: poco diffusa in Italia trova indicazione in quei dolori che originano da campi di disturbo elettrico da cicatrici, lipomi, aderenze.

Altre cure di supporto in reumatologia

Oltre ai farmaci il paziente reumatico ha spesso bisogno di:

  • fisiochinesiterapia
  • terapie fisiche
  • cure termali
  • calo ponderale
  • psicoterapia e terapie farmacologiche se presenza di depressione
  • chirurgia correttiva

Quale alimentazione nel paziente reumatico

L’alimentazione nel reumatico é bene che non abbia alte percentuali di carboidrati per non aumentare l’insulinemia, notoriamente ad attività  infiammatoria generalizzata. Deve essere ricca in acidi grassi polinsaturi, come quelli presente nell’olio d’oliva extravergine, frutta secca, pesce. Necessaria anche l’integrazione con gli acidi omega-3 che aumentano gli eicosanoidi antinfiammatori.

Bisogna aumentare il consumo di cibi ricchi in proteine nobili in considerazione che, con gli anni, si ha bisogno di più proteine causa la perdita del tono e massa muscolare.

Conosciamo i grassi nel dettaglio, se vogliamo alimentarci correttamente:

  • I grassi saturi sono ricchi di acido arachidonico, da cui derivano gli acidi omega-6, con conseguente aumento della produzione di ormoni infiammatori, gli eicosanoidi “cattivi”. Nell’attuale alimentazione, ricca di carni, affettati e formaggi grassi, si è ridotta la presenza degli eicosanoidi “buoni”, ad azione antinfiammatoria protettiva con un rapporto omega-6 e omega-3 uguale a 20:3. Conseguenza il prevalere di malattie infiammatorie.
  • I grassi polinsaturi sono presenti nei pesci come salmone, tonno, sardine, trota, sgombri e nella frutta secca. Sono ricchi in acidi omega-3, grassi essenziali che l’organismo non riesce a produrre, costituiti da EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), e che sono responsabili dei seguenti benefici sull’organismo:
  • Riduzione del rischio d’infarto del cuore
  • Riduzione della concentrazione di colesterolo e trigliceridi
  • Miglioramento dell’umore e nella prevenzione dell’Alzheimer
  • Riducono le prostaglandine responsabili dell’infiammazione nelle artriti, lupus, psoriasi.

L’assunzione necessaria in acidi omega sarebbe di 4 g. al giorno il che comporterebbe l’assunzione di circa 200 g. di pesce tutti i giorni. Meglio ricorrere a degli integratori di olio di pesce certificati.


Consigli alimentari generali in reumatologia

Alcuni consigli generali in reumatologia sono:

  • Integrare l’alimentazione, oltre che con acidi omega-3, anche con Vitamina E, D, C, zinco e selenio.
  • Ridurre i carboidrati a vantaggi di cibi ricchi in omega-3 come pesce, frutta secca.
  • Se hai problemi di peso deve dimagrire utilizzando la dieta a zona del dr. Barry Sears, la più studiata di questi ultimi 20 anni (vedere sezione dietologia del sito).
  • Gli alimenti proteici devono contenere molti acidi monoinsaturi quindi mangiare spesso pesce, frutta secca e carni, formaggi magri.

Come sapere se si é affetti da una Malattia Reumatica

Ecco alcune semplici informazioni per riconoscere il dolore da cui si è affetti.
Il dolore reumatico può essere di tipo:

  • meccanico: tipico delle grosse articolazioni soggetto a sovraccarico si caratterizza per un dolore che esordisce nell’alzarsi dopo essere stati fermi a lungo. Tipico nell’artrosi del ginocchio o della schiena e si aggrava col movimento.
  • infiammatorio: l’orario è spesso notturno da svegliare il paziente come nelle spondiliti. Può essere al risveglio come nell’artrite reumatoide ma avranno in comune un miglioramento man mano che ci si muove sempre di più.
  • muscolare: ha una localizzazione diffusa a fasci o gruppi muscolari spesso conseguenza di colpi d’aria o lavori, attività  sportive, prolungate. È un dolore sordo, profondo, continuo che costringe all’immobilità  dato che il movimento lâ’ggrava.
  • neuropatico: È un dolore bruciante e irradiato secondo il nervo interessato. Tipico dolore neuropatica é quello da sciatica in cui, in seguito a compressione da parte del nucleo polposo del disco intervertebrale, si ha un dolore sempre più ingravescente da costringere all’immobilità  ma senza beneficio.

La Fondazione italiana per la ricerca sull’artrite ha pubblicato un decalogo, secondo me molto valido nella sua semplicità , per riconoscere la gravità  dell’artrite.

  1. Dolore e gonfiore alle articolazioni delle mani e/o dei polsi che persiste da più di 3 settimane;
  2. Rigidità  articolare che dura da più di 1 ora al mattino, dopo il risveglio;
  3. Gonfiore improvviso associato o meno a dolore e arrossamento locale, di una o più articolazioni in assenza di trauma;
  4. Nel giovane dolore di tipo sciatico fino al ginocchio che va e viene cambiando anche di lato, che aumenta durante il riposo notturno e si attenua con l’attività fisica;
  5. Pallore alle dita delle mani all’esposizione al freddo o per variazioni climatiche o per emozioni;
  6. Sensazione di secchezza o di sabbia negli occhi associata a secchezza della bocca e a dolori articolari o muscolari;
  7. Arrossamento del volto (eritema) dopo esposizione solare anche lieve e associato a dolori articolari;
  8. Polimialgie nell’ultracinquantenne improvvisa comparsa di dolore a entrambe le spalle, con impossibilità  di pettinarsi o allacciare il reggiseno, ed anche con difficoltà  ad alzarsi da una poltrona, specie se accompagnato dal mal di testa e calo di peso;
  9. Nella donna in post-menopausa o nel paziente che assume cortisone: dolore improvviso alla schiena particolarmente dopo uno sforzo o il sollevamento di un peso (osteoporosi);
  10. Nei soggetti affetti da psoriasi o con familiari affetti da psoriasi: comparsa di dolore alle articolazioni o alla colonna vertebrale o al tallone.

Cosa può aver scatenato la mia artrite?

Probabilmente é una predisposizione genetica su cui possono agire cause scatenanti l’infiammazione articolare. La persistenza della infiammazione (cronicizzazione) é determinata dalla rottura dell’equilibrio tra proteine pro-infiammatorie (che alimentano l’infiammazione) e anti-infiammatorie (che inibiscono l’infiammazione). Queste proteine, dette citochine, sono prodotte da alcuni tipi di globuli bianchi che attivano la risposta immunitaria di solito verso i microorganismi o sostanze estranee.
L’infiammazione in reumatologia rappresenta una difesa per l’organismo, ma deve essere limitata nel tempo, per non danneggiare il medesimo organismo.

Nell’Artrite Reumatoide si perde il delicato equilibrio tra produzione di proteine ad attività  infiammatoria e quelle ad attività  antinfiammatoria: consegue l’infiammazione articolare detta artrite.
La proteina responsabile é il Tumor Necrosis Factor alfa (TNFa) contro la quale sono stati creati i farmaci biologici (anti TNF) con lo scopo di disattivarla.
Se il processo non é spento si arriva all’erosione con deformazioni articolari.

La reumatologia per la prevenzione

Ai primi segni dell’artrite rivolgersi al reumatologo per mettere in atto quelle terapie di reumatologia necessarie a rallentare o bloccare l’evoluzione della malattia. In fase iniziale le probabilità  di successo sono buone essendo poche le articolazioni interessate e integre.

I farmaci, l’omeopatia, l’alimentazione

In fase iniziale, a secondo delle necessità , si usano:

  • antidolorifici
  • antinfiammatori
  • cortisonici
  • immunosoppressori

Nelle fasi iniziali e se ci sono le condizioni si può tentare un approccio con la terapia immunosoppressiva omeopatica, priva di tossicità , e con un’alimentazione antinfiammatoria ricca in acidi omega-3 (vedi alimentazione a zona di questo sito).

Alcune domande frequenti sulla reumatologia

Potrà un giorno guarire?

Le malattie reumatiche presentano una notevole variabilità  nel decorso clinico tra individui diversi. Esistono forme con esordio acuto e rapidamente evolutivo. Altre forme in cui la malattia va incontro a periodi di benessere con altri di recidive sino, in pochi casi, alla guarigione.
Il decorso della malattia dipenderà  molto dalla diagnosi precoce e dall’intervento specialistico per poter impostare una corretta terapia con farmaci di fondo che rallentino l’evolutività.

Perché é importante la diagnosi precoce di reumatologia?

Nelle fasi iniziali di una artrite reumatoide, con i cortisonici a bassa dose e con i farmaci anti-reumatici (convenzionali e biologici) é probabile riuscire a dominare l’infiammazione se é ancora limitata a poche articolazioni. La remissione in fase precoce di malattia può garantire una vita normale. Il medico di famiglia e il reumatologo hanno la grande responsabilità  di favorire, attraverso la loro collaborazione, la diagnosi e la terapia precoci per garantire ad ogni malato la opportunità  di poter giungere alla remissione dell’artrite.

Potrebbero i miei figli ammalarsi della stessa malattia?

L’AR non é una malattia ereditaria, ma vi é una predisposizione familiare ad ammalarsi di questa malattia. La probabilità  che un figlio si ammali é molto bassa. Molto dipenderà  dall’espressione dei geni di istocompatibilità  (HLA) sui globuli bianchi.

Se le terapie in reumatologia non funzionassero cosa potrà fare?

Si potrà  ricorrere a una nuova categoria di farmaci detti biologici. Sono degli anti-TNF utilizzati su persone affette da artrite reumatoide di lunga durata e molto attiva, resistente alle terapie convenzionali. Nella maggior parte dei casi si riesce a dominare le forme non altrimenti controllabili di artrite reumatoide con un significativo miglioramento clinico.

 Perché devo fare tanti esami di reumatologia?

L’impiego continuativo di farmaci impone il controllo della loro possibile, seppur rara, tossicità . Eseguire esami di laboratorio con una frequenza programmata permette di cogliere anzitempo modificazioni della funzione di taluni organi.
Per esempio il Methotrexate, il farmaco più impiegato per la terapia delle artriti, potrebbe alterare la funzione epatica. Quindi é importante eseguire nel tempo, con scadenza bimestrale, le transaminasi. Colti in tempo gli eventuali effetti indesiderati non rimarranno alterazioni permanenti nel tempo.

La terapia biologica e precauzioni

Bloccando il TNF e la reattività  immunologica il soggetto é a rischio di malattie infettive e recideva anche di quelle pregresse. Bisogna indagare su pregresse Epatiti o tubercolosi perché potrebbe esserci una recidiva. Pare che non siano stati segnalati casi di malformazioni nelle gravide, anche se é opportuno sospendere il trattamento a scopo cautelativo.

Negli anziani il rischio é di ammalarsi spesso in malattie infettive, che potranno essere controllate con antibiotici.