Fame, sonnolenza a fine pasto, glicemia aumentata: come risolvere l’insulino-resistenza

Fame, sonnolenza a fine pasto, glicemia aumentata: come risolvere l’insulino-resistenza

Sonnolenza a fine pasto

Adele è una giovane commercialista di 30 anni che mi consulta per problemi legati al peso e al metabolismo. È molto preoccupata perché la sua qualità di vita sta peggiorando per la stanchezza accompagnata ad aumento dell’appetito.

Notizie cliniche

Durante la visita Adele mi riferisce quali sono i suoi disturbi:

  • Si sente affamata con tremori che compaiono circa 3 ore dopo aver mangiato e che peggiorano se le capita di saltare il pasto
  • Da circa 2 anni tende ad ingrassare velocemente, soprattutto a livello dell’addome e dei fianchi, e fa fatica a perdere il peso in eccesso
  • Si è accorta della comparsa di gonfiore al volto e alle caviglie soprattutto se mangia cibi ricchi di sale
  • Già al mattino è stanca, sonnolente, con un peggioramento dei sintomi nella tarda serata. Si addormenta spesso sul divano dinnanzi alla TV e poi di notte ha risvegli frequenti
  • Ha frequenti sbalzi d’umore con difficoltà a concentrarsi
  • E’ aumentato il desiderio di dolci e cioccolato, da cui parrebbe avere giovamente sullo stato d’ansia di cui soffre
  • Mangia spesso fuori pasto perché sente “un vuoto allo stomaco”

Esame clinico e strumentale

È alta 164 cm, peso kg. 70. Rapporto Vita/Fianchi: 78/95. Pressione 150/100 mmHg. Esami di laboratorio: Colesterolo totale 285 mg, Glicemia a digiuno 108 mg., Trigliceridi 200 mg. Il test di Homa sul sangue evidenziò un grado elevato di insulino-resistenza.

La diagnosi

Adele è  affetta dalla Sindrome Metabolica caratterizzata da:

  • aumento di trigliceridi e colesterolo
  • ipertensione arteriosa
  • aumento del deposito di grasso a livello addominale
  • sonnolenza dopo i pasti

Questa sindrome rappresenta un fattore di rischio elevato per le malattie cardiovascolari. Responsabile è la perdita di sensibilità dei muscoli, del grasso, del fegato, all’azione dell’insulina. Di conseguenza il pancreas aumenta la produzione di insulina per favorire l’utilizzo di glucosio nelle cellule. Ma nel tempo l’azione dell’insulina diventa sempre più insufficiente e sarà allora che la glicemia comincerà ad aumentare.
Questa è la fase pre-diabetica in cui la glicemia nel sangue non ha raggiunto i 125 mg come nel caso del Diabet 2°. Il prediabete si rileva solitamente in persone che hanno la resistenza all’insulina per cui la glicemia oscilla tra i 90 e i 120 mg. Se non si interviene in questa fase il passaggio successivo sarà verso il Diabete 2°.

Come si risolve l’insulino-resistenza

Per  ridurre gli effetti dell’insulino-resistenza consigliai ad Adele il seguente approccio terapeutico:

  • Dieta a Zona con basso contenuto di carboidrati raffinati sostituiti da quelli integrali, da frutta e verdure. Le proteine erano magre e derivate da carne bianca, rossa, pesce, albume d’uova.
  • Attività fisica aerobica giornaliera di almeno 1 ora

Come perdere la dipendenza da zuccheri e carboidrati

Dovevo risolvere la forte dipendenza da carboidrati che  costringevano Adele a fare spuntini con crackers, biscotti, dolci, bibite zuccherate. Ecco le varie fasi  che applicò per raggiungere l’obbiettivo:

  • Riduzione del consumo di zuccheri evitando bibite zuccherate, dolcificanti
  • I carboidrati raffinati furono sostituiti con quelli integrali
  • Assunzione di proteine e grassi polinsaturi per aumentare il senso di sazietà
  • Aumento del consumo delle verdure per rallentare l’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale
  • Colazione salata ricca al mattino con presenza anche di proteine (uova, albume, formaggio, affettati magri) per aumentare l’energia e il metabolismo
  • Bere almeno 1,5 l di acqua al dì fuori pasto
  • Intervallare i pasti principali con degli spuntini

Terapia

Acidi grassi Omega3 e probiotici per la disbiosi intestinale e l’insulino-resistenza

Conclusione

Adele ha risolto i suoi problemi che l’avevano spinta a consultarmi. E’ contenta di aver perso peso nelle zone che più le interessavano ma soprattutto perchè è migliorata la qualità della vita. Ha più energia, è più sazia, ha ripreso l’attività fisica e mantiene una più elevata concentrazione mentale. Sono i benefici tipici di tutti coloro che applicano il metodo della dieta a Zona.

I picchi glicemici seguiti da rapidi cali della glicemia erano responsabili del tremore e fame successivi al pasto. I suoi valori glicemici a digiuno sono di 80 mg %.

Il sovrappeso addominale era secondario all’insulino-resistenza che trasformava gli zuccheri in eccesso in grasso di deposito.

Questo percorso è durato circa 4 mesi ed stato applicato presso il mio Studio Medico di Desenzano del Garda (Brescia).

La diffusione della sindrome metabolica e dell’insulino-resistenza

Secondo i Centers for Disease Control, oltre 86 milioni di americani soffrono di sindrome metabolica (spesso definita pre-diabete). Il pre-diabete è caratterizzato da insulino-resistenza che si sviluppa quando il corpo ha problemi a usare l’insulina che produce. Più è severa la tua insulino-resistenza, maggiore è la tua possibilità di sviluppare diabete e malattie cardiache.

Il test di Homa ci aiuta a determinare il grado di resistenza all’insulina e permette con la dieta a Zona e l’attività fisica di ridurre il grado di insulino-resistenza.

Bibliografia

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  • SINU – Organizzazione Mondiale della Sanità: nuove linee guida sull’assunzione di zuccheri, valide per adulti e bambini! »
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Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.