La sindrome del colon irritabile: cause, terapie, dieta e Mindfulness

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La sindrome del colon irritabile: cause, terapie, dieta e Mindfulness

Soffrire della sindrome del colon irritabile

La sindrome del colon irritabile (Irritable Bowel Syndrome = IBS) è una condizione clinica frequente nelle donne di età compresa tra i 20 e i 50 anni. Si manifesta con crampi addominali, gonfiore, diarrea o stitichezza, infiammazione da cibo, ansia. In questo articolo  sono trattate le cause, la diagnosi, la dieta. Ti segnalo il ruolo della Mindfulness nel gestire l’ansia e lo stress.

I sintomi clinici

Colpisce il 10% della popolazione manifestandosi con dolore addominale e irregolarità delle evacuazioni. Questi sintomi devono essere presenti per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi e migliorare con le evacuazioni. In altri soggetti i sintomi possono avere caratteristiche differenti come:

  • Numero delle scariche di feci non composte superiori a 3 volte al dì
  • Sensazione di svuotamento incompleto
  • Presenza di muco nelle feci

Cause della sindrome del colon irritabile

Sono molteplici nello stesso paziente e sono legate a:

  • fattori predisponenti: eventi traumatici psichici o fisici
  • sesso: il sesso femminile per fattori ormonali, per eccessivo impegno casa/lavoro
  • anatomici: alterazione della motilità e alla sensibilità del colon
  • bassa soglia del dolore: c’è un’aumento della percezione soggettiva al dolore
  • disbiosi: alterazione della flora batterica intestinale (microbioma)
  • infiammazione da cibo: aggravamento dei sintomi assumendo latticini, glutine, lieviti, fruttosio della frutta, caffè, alcolici
  • abuso da farmaci: prevalentemente anti-infiammatori, aspirina, antibiotici
  • stress: sono soggetti che associano le problematiche psicologiche al colon irritabile.
  • psiche: alterazioni comportamentali e cognitivi (ansia, depressione, disistima, paure)
  • malattie associate: sono spesso associati bruciore epigastrico da reflusso gastroesofageo, cefalea, lombalgia, insonnia, debolezza, fibromialgia, dolore pelvico cronico

Diagnosi della sindrome del colon irritabile

Gli accertamenti vanno eseguiti in queste situazioni e per escludere patologie più gravi:

  • Familiarità per tumori o patologie infiammatorie del colon
  • Età superiore ai 50 anni
  • Presenza di sintomi di allarme rappresentati da dimagrimento, anemia, stanchezza, sangue presente nelle feci, comparsa recente di emorroidi
  • Dolori addominali che non migliorano con le evacuazioni
  • Celiachia
  • Allergie alimentari

Accertamenti consigliati

Se i disturbi si aggravano con l’assunzione di certi cibi bisogna eseguire dei test per escludere:

  • l’allergia alimentare da lattosio: il Breath test è utile per individuare la presenza dell’enzima Lattasi necessario a digerire il lattosio
  • la celiachia: è l’allergia al glutine e richiede l’esecuzione di indagini ematiche (antiTransglutaminasi, antiGliadina) ed eventuale biopsia intestinale
  • l’infiammazione da cibo: non è un’allergia ma un’infiammazione da anticorpi IgG legati ad un sovraccarico alimentare. Si esegue il Recaller test per escludere la Leaky Gut , che altro non è che l’infiammazione intestinale con aumento della permeabilità intestinale.

Nel sospetto di una patologia organica si eseguiranno:

  • Colonscopia con strumento flessibile
  • Ricerca del sangue occulto nelle feci
  • TAC

Le cure nella sindrome del colon irritabile

La terapia va personalizzata tenendo conto della costituzione psicologica e della presenza di cause scatenanti. Escluse le cause organiche (tumori, morbo di Chron, Rettocolite ulcerosa) l’approccio sarà su:

  • Correzione dello stile di vita e dell’alimentazione
  • Regolazione dell’alvo. Nel caso di:
    • Stitichezza: lassativi (psyllogel, glucomannano, macrogol), procinetici,
    • Diarrea: probiotici, disinfettanti intestinali (Rifaximina), antinfiammatori intestinali (Mesalazina), antidiarroici (Loperamide)

 Farmaci necessari

  • Antispastici(o anticolinergici) in caso di dolori crampiformi con gonfiore.
  • Antidepressivi se l’umore è deflesso. Aumentano la concentrazione di serotonina, neurotrasmettitore che controlla cervello-intestino e secondariamente l’umore.
  • Ansiolitici in caso di uno stato ansioso che aggrava i crampi per uno stress psico-fisico.
  • Antibiotici utilizzati per combattere una proliferazione batterica dell’intestino

Terapie non convenzionali

Se il medico ha una visione olistica è in grado di trattare questi pazienti con rimedi non convenzionali come:

  • Omeopatia, fitoterapia, omotossicologia: Curcumina, melissa, magnesia phosphorica, lycopodium
  • Agopuntura
  • Terapia cognitivo comportamentale, Mindfulness
  • Tecniche di rilassamento
  • Yoga
  • Attività fisica giornaliera
  • Aumentare le attività socializzanti

Dieta consigliata per chi soffre di colon irritabile

Va esclusa la presenza dell’infiammazione da cibi assunti con una certa regolarità. In studio su alcuni pazienti eseguo un prelievo dal polpastrello del dito per la ricerca degli Anticorpi (test Recaller). Se il test dovesse risultare positivo bisogna seguire per 4 mesi una Dieta per recuperare la tolleranza verso il cibo (Dieta di Rotazione).

In presenza di meteorismo e gonfiore intestinali bisognerà astenersi da alcuni cibi:

  • bevande gassate
  • insalata a foglia larga (es. lattuga)
  • ortaggi (es. cavolfiore, piselli, broccoli)
  • legumi (es. fagioli, ceci, lenticchie)
  • carboidrati raffinati
  • lieviti
  • chewing-gum

La Dieta a Zona

Benefici della dieta mediterranea

Non si guarisce dalla sindrome del colon irritabile escludendo alcuni cibi a vantaggio di altri. Bisogna evitare i cibi spazzatura imparando a mangiare a Zona, alimentazione che utilizzo da più di un decennio. Se vuoi conoscere alcune ricette trovi nel mio blog una sezione dedicata.

Rispetto alla Dieta Mediterranea è più equilibrata perché:

  • i pasti sono equilibrati in carboidrati, proteine e grassi
  • si usano pochi carboidrati raffinati a vantaggio di cibi integrali, frutta e verdura
  • ci sono proteine magre prive di grassi saturi
  • è ricca di omega3 e polifenoli, antiossidanti necessari al nostro organismo.

In caso di stitichezza: aumentare l’assunzione di fibre derivanti da cibi integrali, legumi, frutta, verdura. Bere almeno 2 litri di acqua naturale al dì lontano dai pasti.

In caso di diarrea: ridurre il consumo delle fibre, eliminare la buccia della frutta, attenzione a cioccolato, cacao, caffeina, alcool, prugne secche, fritti, sughi piccanti, spezie, latte e derivati. Sospettare una infiammazione da glutine parlandone con un nutrizionista esperto. Ricorda che stress, ansia, sono fattori aggravanti la diarrea.

Il supporto psicologico nella sindrome del colon irritabile – La Mindfulness

Benefici della meditazione

Nella sindrome del colon irritabile è frequente non trovare alcuna causa responsabile dei disturbi. In questi casi non va esclusa un’origine psicologica soprattutto se ci sono state esperienze traumatiche psichiche come un lutto, un problema di lavoro, un incidente stradale. In questo caso i disturbi sono legati all’interferenza del cervello (produttore della serotonina) sull’intestino.
Ecco perché questi pazienti soffrono di ansia, depressione, insonnia, paure, disturbi alimentari. In questi casi rivolgiti allo psicoterapeuta esperto in Terapia cognitivo-comportamentale. Il paziente dovrà risolvere i problemi legati alla sfera psichica apprendendo tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia. Sempre più frequentemente vengono pubblicati lavori sull’efficacia della Mindfulness in molte patologie come la sindrome del colon irritabile, la fibromialgia.

La Mindfulness è una tecnica di meditazione per indurre i soggetti affetti da ansia, depressione, disistima, a non essere troppo critici o “ruminanti” sulla realtà presente o passata.  Molti sono gli individui che ne possono beneficiare a livello fisico e mentale. Il più autorevole rappresentante della mindfulness è stato il dr. Kabat-Zinn che ha all’attivo molte pubblicazioni sull’argomento.

Perché ci sono questi benefici? Perché l’individuo accetterà più consapevolmente le emozioni negative, senza rimuginamenti , responsabili dell’amplificazione dell’ansia e della catastrofizzazione su avvenimenti dolorosi. Ne conseguirà un miglioramento della qualità della vita con riduzione dell’ansia e la depressione.

Bibliografia

  • Mindfulness-Based Therapies in the Treatment of Functional Gastrointestinal Disorders: A Meta-Analysis – Monique Aucoin,* Marie-Jasmine Lalonde-Parsi, and Kieran Cooley. Gastroenterology, 2014.
  • Stanford Digestive Health Center Nutrition Services. Monica Reinagel, MS, LD / N, creatrice del podcast Nutrition Diva, Baltimore. Kathy Barco, RD, LD, CNSC, dietista clinico ambulatoriale, Cleveland Clinic, Ohio.
  • Gina Sam, MD, MPH, direttore, Mount Sinai Gastrointestinal Motility Center; assistente professore di medicina, Icahn School of Medicine a Mount Sinai, New York.
Dottor Giuseppe Bova
Dottor Giuseppe Bova
Reumatologo e Nutrizionista Clinico. Ho posto la medicina integrata alla base della mia formazione medica e del mio lavoro clinico, integrando le terapie convenzionali e la medicina naturale. Nel corso degli anni, lavorando ogni giorno con i miei pazienti, ho approfondito le conoscenze dell'immunologia reumatologica.